Vecchie Slot Machine: Possibile il controllo da remoto

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Sembra impossibile che possa esserci una notizia positiva che si riferisca al mondo del gioco pubblico, compresi i casino migliori in rete, e, particolarmente, per quello che riguarda il segmento delle apparecchiature da intrattenimento! Infatti, appena si tocca questo argomento gli operatori fanno “gli scongiuri di rito” poiché generalmente ciò che esce come risultato da un discorso relativo agli apparecchi di gioco è “soltanto od un aumento di tassazione oppure nuove richieste da parte del Governo” per sostituzioni varie del parco macchine, con diminuzione “ovvia” di guadagno. Almeno, fino ad oggi è stato proprio così: ma, come si dice spesso e volentieri, la speranza è l’ultima a morire ed eccola concretizzarsi con un nuova invenzione, brevettata da Microhard, e che si riferisce ad un dispositivo di gestione di monete che permetterà alle “vecchie macchinette” di funzionare in previsione delle nuove schede da “remoto”.

Indubbiamente con un enorme risparmio pratico, ma anche psicologico e mentale, poiché si evita di tenere conto di quello che si detiene ora come apparecchiatura di gioco, quello che si vorrebbe inserire per accontentare la clientela e quello che, invece, “si dovrà forzatamente cambiare” con l’avvento delle nuove Awpr, appunto da remoto. Microhard è un’azienda italiana di Cesenatico che opera nel settore tecnico delle apparecchiature da intrattenimento: pensando alle nuove Awp ed anche all’intervento del Governo che ha voluto che le medesime fossero controllate da remoto a tutela dei giocatori e dello Stato in modo da rendere praticamente impossibile qualsivoglia manomissione, ha inventato questo dispositivo. Sembra impossibile che possa esistere una cosa che faccia risparmiare così tanto ai “poveri gestori delle apparecchiature da intrattenimento”, considerando che ormai il termine della messa sul mercato dei nuovi apparecchi si avvicina sempre di più e mancano meno di sei mesi al loro debutto!

Almeno questa è la tempistica che si è prevista nella normativa: ma si vedrà se la crisi di Governo, sempre che si confermi, interverrà per qualche mutamento. Grazie a questo nuovo dispositivo di Microhard, si metteranno in condizione le periferiche gettoniere elettroniche e gli erogatori di monete che saranno realizzate con questa nuova tecnologia, di funzionare sia nella fase attuale che in quella successiva nelle future apparecchiature. E ciò, in parole povere, starebbe a significare che nel passaggio alla nuova generazione di apparecchi, che funzionerà da remoto, si potranno avere le stesse periferiche in carico ora. In sostanza, le nuove schede di gioco saranno perfettamente compatibili con questo nuovo dispositivo per rendere le slot già in uso oggi, perfettamente in regola con la gestione da remoto, considerando che in modo automatico si adegueranno al nuovo protocollo di comunicazione di sicurezza previsto, con le recenti norme che si riferiscono appunto al mondo degli apparecchi di gioco da remoto, come le slot machine, dall’Agenzia dei Monopoli di Stato.

La nuova produzione di Awp da remoto, e meno male che si comincia almeno a parlarne un po’ di più perché ancora non si conoscono in modo profondo, prevede l’emanazione di un decreto contenente le regole tecniche che dovrebbero prevedere un protocollo di “comunicazione cifrato” tra il dispositivo delle monete e la Cpu della macchina. Tutti i soggetti elettronici, in modo particolare, sono vincolati a comunicare tra di loro con un “sistema di chiavi informatiche” che decodificano le informazioni. In questo modo, si dovrebbe evitare l’installazione sulle slot di una seconda Cpu collegandola ad un dispositivo, poiché non riuscirebbero ad interagire tra di loro e questo, senza ombra di dubbio, “toglierebbe ogni tentazione” al gestore delle slot. Ma il decreto di cui si è parlato poc’anzi (tanto per cambiare) ancora non c’è: dovrebbe indicare necessariamente la sostituzione della Cpu e dei dispositivi di gestione delle monete, ma (trattandosi di gioco) non si riesce ancora a sapere quando verrà praticamente adottato.

Come si può ben immaginare, questo trascina con sé gravi problematiche per i protagonisti di questa fase: per le aziende produttrici di slot e di gestione monete, ma particolarmente anche per chi si occupa di dare in locazione gli apparecchi. Ma anche le aziende che si occupano di gestire le slot e di darle in locazione non possono prevedere le quantità di macchine in uso ad oggi e che risulteranno, poi, “a magazzino”. Infatti, se queste ultime aziende si trovassero in condizione di aumentare il loro parco macchinette di fronte ad eventuali richieste, nel momento in cui questo benedetto decreto verrà alla luce potrebbero trovarsi ad avere in giacenza un considerevole numero di “macchinette” assolutamente non conformi: tutti apparecchi che dovrebbero necessariamente essere sostituiti con un impegno economico alquanto rilevante.

Questa invenzione di Microhard potrebbe, senza ombra di dubbio, risolvere tali inconvenienti e permetterebbe di lavorare “con scioltezza” senza fare tanti conti preventivi, ma cercando solo di accontentare la clientela. Come già anticipato, questo nuovo dispositivo può essere installato su di una slot oggi senza necessità di essere poi successivamente sostituito al momento il cui il decreto di cui si sta parlando entrerà in vigore. E come ben si sa le slot che sono in uso attualmente non sono conformi al “decreto che verrà”! Il dispositivo di nuova invenzione eviterebbe, quindi, alle imprese che gestiscono apparecchi di gioco, ma anche ovviamente a quelle produttrici, di preoccuparsi di eventuali “scorte non gradite” e consentirebbe di meglio organizzare il presente ed il futuro commerciale di ognuna di loro.

Viene totalmente eliminato il rischio di qualsiasi errata programmazione senz’altro correlata all’incertezza dell’entrata in vigore del decreto che statuirà il “cambio degli apparecchi attuali con quelli gestiti da remoto”: la nuova invenzione di Microhard sarebbe, sicuramente, un buon viatico per meglio gestire commercialmente le aziende di questo segmento del gioco e, sopratutto, farebbe anche risparmiare notevolmente ognuna di esse sugli “eventuali stoccaggi” che diversamente potrebbero presentarsi. Cosa quest’ultima che creerebbe non pochi problemi pratici alle varie aziende che si occupano di apparecchiature da intrattenimento: come se non ne avessero già abbastanza di pensieri per cercare di stare a galla in un “mondo dei giochi che fa acqua da tutte le parti”.

Pubblicato il: 5 Settembre 2019 alle 10:00

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