Una voce fuori dal coro che difende il gioco d’azzardo

difendere il gioco azzardo

Mentre i perbenisti alzano la voce e continuano a credere che i vari Esecutivi “stoppino” il gioco d’azzardo, compresi i casino italiani migliori, per contrastarne i consumi e plaudono ai vari provvedimenti ostativi alle attività commerciali ludiche, esiste qualcuno che ha il coraggio di asserire che tale comportamento è solo da attribuire ai “fabbisogni statali” per la quadratura della Manovra che fanno ricorrere, come da tanti anni a questa parte, agli introiti del gioco pubblico che continua, nonostante le vessazioni di ogni tipo, forma e misura a riversarli nelle casse dell’Erario. Questo settore, così tanto ufficialmente demonizzato dalla nostra politica, rende allo Stato forse più delle tasse sulla casa e, conseguentemente, sempre per gli scopi che sono stati più sopraindicati gli Esecutivi di turno si rivolgono perennemente al settore ludico. E come mai? Perché lì sta il “suo bancomat personale statale” anche se l’avversione al gioco pubblico viene “camuffata”, per l’opinione pubblica in generale, come strumento di contrasto al gioco problematico.

Ma chi ci crede ancora? Evidentemente, però, coloro che sono per il “no azzardo-no slot” vogliono vedere ciò che a loro piace vedere e continuano a credere negli interventi “sociali” ed ambientali della nostra politica. Fortunatamente, ma solo per chiarezza e sincerità, qualcuno dei nostri politici afferma che tale comportamento degli Esecutivi, quello di continuare a tassare ad oltranza il mondo del gioco, risulta sempre più iniquo ed inquietante: nei primi otto mesi di questo anno in corso, l’Agenzia delle Entrate ha incassato la “modica somma” di 16,8 miliardi dalle imposte sui tabacchi e sul gioco d’azzardo, cifra che ha superato persino quella “ingurgitata” con le accise sulla benzina. Quindi, non vi è ombra di dubbio che il gioco continui a confermarsi come un gigantesco bancomat per il nostro Governo nonostante si affermi che lo stesso gioco sia “immorale” e la “piaga di questo secolo”.

I dati che riguardano gli introiti del gioco “non si discutono”: sono altissimi, ma il Governo cerca ugualmente di implementarli di anno in anno anche se dall’altro lato continua a demonizzarlo per il risvolto problematico che ha nei confronti della vita di alcune persone, ma bisognerebbe anche sottolineare quanto lo stesso Stato ha “spinto” il gioco nelle vite dei propri cittadini. Oggi sono state aperte tantissime sale Vlt che sono apparecchi di gioco con puntate alte: per chiarire 10 Videolottery fanno “perdere” in un ora quanto 100 slot machine da bar. Quindi necessita anche la distinzione tra gioco e gioco quando ci si scaglia contro il settore ludico in modo generico, ma globale! Mentre bisognerebbe proseguire nel sostituire gli attuali apparecchi Awp con quelli da remoto, magari con una percentuale addirittura più alta di tassazione sull’utile, ma con puntate più piccole, massimo 50 centesimi e, sopratutto con l’introduzione di partite che mettano in gioco l’abilità propria del giocatore per evitare che questo divertimento si vada a riconoscere in una vera e propria operazione-azzardo e basta, senza alcun intrattenimento ludico.

Ma, purtroppo, oggi si è ancora lontani dalle Awp da remoto: si continua a parlarne, ma il nulla di fatto in realtà è la situazione attuale. Forse si è anche arrivati al punto che il nuovo Esecutivo Giallo-Rosso chiarisca “cosa vuol fare veramente da grande”: ci si deve confrontare con l’ipocrisia del M5S che demonizza il gioco, ma ne sfrutta gli introiti e con lo staticismo assoluto del Pd che si trascina inoperoso dalla legislatura precedente. Non ci sono assolutamente certezze nel Governo, chiarezza nei suoi comportamenti ed una linea precisa che dovrebbe essere intrapresa per non continuare ad essere ambigui ed approfittarsi, in pratica, di un mondo del gioco per mettere tasse ad oltranza. Come si fa ad andare avanti con una filiera che sino ad oggi è riuscita a stare a galla, ma che è arrivata al punto che non riesce “più a nuotare” in questo mare magnum di norme restrittive, strumenti ostativi a qualsiasi attività commerciale ludica e lecita, senza una Legge Quadro Nazionale sul Gioco che si aspetta da tempo e che non arriva mai?

Mentre arrivano puntualmente, come ogni anno, gli aumenti sotto Manovra Finanziaria e la filiera del gioco deve obbedire in quanto rappresenta lo Stato con le concessioni che lo stesso rilascia: ovviamente, una “riserva di Stato” non può non adempiere agli obblighi finanziari che vengono richiesti. E se non ce la fa? Ci si troverà con la legalità che mano a mano sparirà dal territorio e con migliaia di disoccupati che si rivolgeranno al Ministro del Lavoro per sapere cosa devono fare della loro vita futura. E non solo: ci si troverà anche di fronte ad un avanzamento del gioco illegale che, come si sa, generalmente viene gestito dalla criminalità organizzata. Quindi, non sarebbe ora che si chiarissero le cose? Ma sopratutto non sarebbe tempo, considerato che in ogni caso sembra palese che anche questo Esecutivo ricorra al gioco quando il bilancio “chiama”, che si facesse questo riordino e che si mettano le cose apposto?

Con il riordino si otterrebbe un gioco d’azzardo più sostenibile, meglio distribuito, più omogeneo, con norme nazionali precise che farebbero “godere il gioco” ai suoi estimatori affezionati in modo equilibrato da nord a sud del nostro Stivale. E che si aggiungano pure altre tasse, ma uguali per tutti i giochi e non solo per queste benedette apparecchiature da intrattenimento che sono quelle più bersagliate, però anche quelle che richiedono più investimenti da parte dei loro gestori. Ormai ciò che resta “nel cassetto” agli operatori del gioco e di scommesse online è talmente risicato che a volte non giustifica neppure il tenere aperta un’attività! Ma si è profondamente certi lo Stato questo lo sappia bene e che… continui a tirare la corda, sperando forse che si spezzi da sola “senza sporcarsi le mani” e senza apparire, così, agli occhi dell’opinione pubblica uno Stato proibizionista ad oltranza.

Pubblicato il: 10 Novembre 2019 alle 10:00

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