Una marea di promesse per il mondo del gioco d’azzardo

tante promesse al gioco azzardo

“Vecchio” gioco che diventa “nuovo” e che si intende riformare? Oppure, l’ennesima promessa che viene messa nero su bianco ancora una volta per il gioco e per i migliori siti italiani di casino, ma oggi per quello senza vincita di danaro, destinata però a restare inesorabilmente tale? Invece, pare che questa volta sia davvero la volta buona e che dall’attuale profonda crisi economica si riesca a far nascere un’opportunità, almeno per il comparto dell’amusement, in attesa che si possa annunciare anche la riforma del gioco “dei grandi”. Nel frattempo, non si vuole perdere l’occasione per sottolineare la noncuranza insopportabile dell’Esecutivo anche per il gioco senza vincita in danaro, destinato ai giovani e giovanissimi, anch’esso carente di una regolamentazione da tempo e che viene “sballottato” tra chiusure e riaperture assurde quanto controproducenti, sia per il settore che per l’economia nazionale che, invece, avrebbe bisogno di essere aiutata a ripartire: e perché no, anche con l’aiuto del gioco con tutti i suoi segmenti. Questo, ovviamente, senza essere tacciati di eresia!

Nel decreto Agosto tornano al centro dell’attenzione politica, quindi, le ticket redemption per la loro riforma che questa volta potrebbe davvero vedere la luce. Non come nel lontanissimo 2013 quando fu promessa dall’allora sottosegretario Giorgetti, con delega ai giochi d’azzardo, che aveva provveduto ad inserire una precisa norma per le ticket redemption nella Legge di Stabilità di quell’epoca: norma destinata, però, a finire desolatamente nel cassetto già strapieno di proposte e di promesse fatte al mondo del gioco. Però, una cosa positiva che si intravede è che almeno il comparto del gioco senza vincita in danaro sta attirando l’attenzione politica e non soltanto nel nostro Paese: infatti, qualcosa si muove a livello europeo e sembra un segnale deciso che intende comunicare che è arrivato davvero il momento di regolamentare il comparto che, altrimenti, rischia di sparire dal panorama ludico. E sarebbe veramente un enorme peccato: ma questo inserimento delle ticket redemption nel decreto Agosto sembra proprio “suonare” in modo diverso dal solito e trasmette sentore di realtà e di positività.

Sopratutto perché nel decreto Agosto si legge espressamente che in relazione ai comma 7, le ticket redemption, si deve prevedere “una analisi tecnica e normativa” affidandola all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, autorità preposta a questa analisi e considerato che il comparto sta aspettando queste parole da anni, da qui discende il sentore della positività di questo intervento “agostano”. Recentemente, l’amusement vista la persistente latitanza di questa riforma, come per quella del gioco con vincita in danaro, proponeva un passaggio di consegne dello stesso comparto del puro intrattenimento dai Monopoli, e quindi dal MEF, al Ministero dello Sviluppo Economico, sottolineando e lamentandosi di una mancata attenzione alle problematiche dell’amusement. La scelta del MISE era convogliata anche dal fatto che lo stesso aveva già competenza diretta per quanto riguarda i concorsi a premio, così avrebbe potuto gestire senz’altro al meglio le cosiddette “operazioni a premio” offerte attraverso le ticket redemption.

Ma per quello che riguarda il “mancato intervento o la mancata attenzione” da parte dell’Agenzia nei confronti del gioco senza vincita in danaro bisognerebbe, per onestà, sottolineare che quest’ultima forse non “ha agito” per la mancanza di strumenti legislativi che oggi vengono compensati con il nuovo affidamento di poteri e di oneri disposti dall’Esecutivo nel decreto Agosto. Da qui si vedrà la volontà dell’Agenzia di svolgere al pieno le sue nuove attribuzioni e gli interventi che vorrà mettere in campo per il segmento delle ticket redemption, argomento che sta molto a cuore a giovani e giovanissimi che le frequentano nei FEC e nelle sale da gioco di slot machine, special modo quelle situate nelle località balneari che funzionano come intrattenimento per intere famiglie. Ma i nodi da sciogliere per le redemption non sono certamente pochi: l’intera filiera è da molto tempo che reclama attenzione per le sue tante problematiche, per le sue diverse criticità e mancanze.

Il comparto del puro intrattenimento deve essere efficacemente controllato in tutte le sue esigenze se si vorrà arrivare ad una riforma utile, ma sopratutto per farlo uscire da quella sorta di limbo nel quale è precipitato negli ultimi anni: limbo “consentito e tollerato” dal Legislatore e dalle altre autorità, e non regolamentato con normative vere e proprie. Invece, oggi, si punta ad una riforma “ufficiale” che dovrà introdurre tutte quelle correzioni necessarie per far ripartire il comparto finalmente con una vera e propria “personalità” che dovrebbe fargli imboccare un percorso commerciale sereno e non con il “freno tirato” come è stato sino ad ora. Con la riforma, finalmente, dovrebbe apparire un comparto del gioco, scommesse online comprese, completamente diverso dal gioco con vincita in danaro che da sempre viene accostato all’amusement anche se cosa completamente diversa: da questo continua assonanza con il gioco “dei grandi” il puro intrattenimento continua a volersi “sganciare” per non subire oltre tutto le manifestazioni negative che quest’ultimo subisce da lungo tempo e che lo portano ad essere fortemente ostacolato nel proprio lavoro.

É probabile che nella riforma, la prima cosa importante da inserire sia la possibilità di omologare in Italia apparecchi che hanno un monitor: cosa che sino ad oggi non è possibile, in quanto si poteva pensare che dietro un monitor si potessero mascherare giochi illegali all’interno di ticket redemption fasulle. E ciò ha portato al disastro questo comparto con tutta la sua filiera: in effetti, la raccolta degli apparecchi di puro intrattenimento è passata dai circa 240 milioni del 2016 ai circa 140 milioni relativa agli anni successivi, importi che con una buona riforma potrebbero ritornare ai “fasti del passato”, se così si può dire! Oltre tutto, la riforma potrebbe anche rappresentare un’opportunità straordinaria per introdurre diverse forme di gioco, sempre ovviamente, senza vincita in danaro. Infatti, quello che gli addetti ai lavori sperano è che la riforma, finalmente, porti alla potenziale nascita di apparecchiature diverse da quelle che ricordano “vagamente” quelle del vero gioco d’azzardo: motivo per il quale le ticket redemption erano state “trascinate” sulle prime pagine dei giornali con l’accusa di essere addirittura “giochi diabolici” che potevano spingere i giovanissimi verso la dipendenza.

Pubblicato il: 13 Settembre 2020 alle 10:00

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