Tutti in attesa per il riordino del gioco

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La nostra italica economia e la politica non hanno pace: vivono in un susseguirsi di eventi negativi che inevitabilmente portano a fiumi di parole, dibattiti, scontri. Tutti i settori, od almeno quasi tutti, ne vengono coinvolti, vuoi perché le aziende si sentono tartassate dalle tasse troppo alte per consentire agli imprenditori di continuare ad investire ed assumere nuove forze lavoro, vuoi perché il momento globale non è sicuramente dei migliori in assoluto. Quindi, si sentono continuamente discorsi su come si potrebbe stare meglio, come il commercio si dovrebbe sviluppare, quali mercati sono da tenere maggiormente d’occhio: mai, però, si riescono a concretizzare programmi per arrivare alla effettiva diminuzione delle tasse nei confronti delle aziende. Cosa, peraltro, che tutti i settori aspettano con trepidazione, ma che non arrivano mai dall’attuale politica che, forse, è troppo occupata a litigare, poiché i suoi schieramenti vedono il mondo in modo assolutamente diverso. Può essere che, oggi, la problematica del Coronavirus possa avvicinarli, non si sa mai!

Sempre parole su parole, però niente concretezza: come succede nel mondo del gioco pubblico e dei migliori siti italiani di casino, il cui mercato è fermo da quasi due anni e dove esiste poca speranza di vedere la nascita di quel riordino nazionale del settore che potrebbe sistemare le cose e, sopratutto, mettere fine alla “Questione Territoriale” che, purtroppo, sta distruggendo le imprese del settore. Nel frattempo, bisogna confrontarsi con le leggi regionali sul gioco che continuano ad imperversare e che, con la loro proliferazione, stanno annientando le imprese di gioco, special modo quelle che si occupano degli apparecchi da intrattenimento, piaga del secolo e fonte di tutto il malessere generale. Senza di loro c’è chi presuppone che il nostro Paese torni a vivere e che i tormenti ed il non “arrivare alla fine del mese” che tocca alcuni concittadini, come per esempio i pensionati, si volatizzino facendo spazio ad una vita nuova e radiosa, senza apparecchi di gioco. É un’utopia ed una presa in giro per coloro che fanno risalire al mondo del gioco tutto ciò che di negativo regna indisturbato sul nostro Paese.

Anzi, ci si meraviglia che ai giochi non sia fatto risalire il Coronavirus, visto che il settore ludico è portatore di tanto malessere! Ma a parte ogni battuta, ancora oggi, il gioco deve confrontarsi con le famigerate Leggi Regionali che, continuano a crescere ed a tenere in ostaggio il gioco d’azzardo lecito. Così, il mondo illegale dei giochi, non fa altro che bearsi della situazione e non fa neppure tanti sforzi per sostituirsi al gioco lecito, costretto ad auto-distruggersi chiudendo le aziende e licenziando i propri dipendenti. Questa, purtroppo, è la realtà nel suo complesso ed ogni volta che si vede la nascita di un nuovo regolamento, comincia l’agitazione degli operatori che vorrebbero continuare a rappresentare lo Stato, ed il suo prodotto di gioco pubblico, ma che non possono proseguire a farlo. Le Leggi Regionali proliferano e non si fanno i conti delle conseguenze che ne possono scaturire.

Sopratutto, non ci si interroga sulla fine che faranno quelle imprese costrette a rinunciare ai propri investimenti, e dove andranno quei lavoratori che vivevano in un mondo dei giochi che ha sempre provveduto a pagare gli stipendi, i contributi, gli affitti, le percentuali per l’Erario e tutto ciò che ricade sulle imprese che operano nel nostro bel Paese. Ora, sicuramente, non è più così ed il settore ludico vede nel suo futuro soltanto l’impossibilità di proseguire nel proprio cammino. Ne sanno qualcosa le imprese di gioco del Lazio che, in questi giorni, stanno attendendo gli sviluppi nella Legge sul Gioco relativamente alle limitazioni orarie e di dislocazione, anche per le attività già esistenti. Senza dubbio, gli operatori del settore saranno “con i capelli in piedi” nell’aspettare un’ulteriore legge capestro: anche se qualche buona notizia è arrivata recentemente dalla Campania e dalla Basilicata che hanno “aperto” alle esigenze delle imprese del gioco, e forse anche il Piemonte sta seguendo una tale apertura.

In virtù di questo, si sono moltiplicati gli appelli alla politica del Lazio per suggerire una modifica alla normativa, ma sperando sempre nella concretizzazione di una legge quadro nazionale che metta finalmente fine alla sovrapposizione di innumerevoli norme che risultano estremamente negative, arrivando in alcuni casi persino all’espulsione del gioco legale dai territori. Ma questo non arriva alle orecchie della politica, oppure proprio non interessa: basta che l’opinione pubblica veda che le varie Regioni si mettono di traverso nei confronti del gioco d’azzardo, sperando che ciò faccia guadagnare qualche voto in caso di elezioni anticipate, che una buona parte dei cittadini si auspica. Quello che è certo però, rispecchiando il contenuto delle tante Leggi Regionali imposte al settore, è che in tali normative emerge un dato comune a tutte le disposizioni: sembra che si stia mettendo in atto una sorta di piano strategico quasi per affossare il mondo del gioco, seppur esso sia una “Riserva di Stato”.

Infatti, si impongono leggi capestro, nascondendosi dietro la lotta al contrasto del gioco problematico e per la salvaguardia della salute dei cittadini, ma mettendo in atto un assoluto accanimento fiscale e normativo solo ed esclusivamente contro le apparecchiature da intrattenimento. Ciò continua a perpetrarsi inesorabilmente: ma si spera che non continui nella Regione Lazio dove ha ottenuto l’unico e tragico risultato non di arginare un solo gioco, ma sicuramente di portare al dissesto migliaia di aziende sane e legali con i conseguenti danni occupazionali. Non si deve, infine, scordare che il gioco ha portato alle casse erariali, negli ultimi tempi, un importo di circa 1 miliardo e 400 milioni di euro: e queste “tasse erariali” giustificano, forse, un atteggiamento tanto ostico da parte dell’attuale politica? Oppure le imprese del settore ludico meriterebbero di essere rispettate, difese e sostenute?

Pubblicato il: 19 Marzo 2020 alle 10:00

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