Tante Regioni chiedono il riordino del gioco d’azzardo

regioni e riordino del gioco

C’è chiaramente una inversione di tendenza: prima le Regioni si mettevano “in fila” per essere prime nell’emettere Leggi restrittive sul gioco e sui migliori casino, strumenti di contrasto al gioco problematico (almeno così si diceva un tempo), fasce orarie di accensione degli apparecchi da intrattenimento: ora, succede esattamente il contrario. Oggi, le Regioni mettono in campo proroghe per le “proprie Leggi Regionali”, perché non riescono più a gestire il territorio nei confronti delle attività ludiche: di conseguenza, sollecitano il Governo centrale affinché concretizzi questo benedetto riordino nazionale dei giochi che metterebbe in tranquillità il settore ludico con le sue imprese. Finalmente, questa tendenza denota una presa di coscienza nei confronti di ciò che è accaduto al settore ludico che vive una situazione disastrosa, appunto, per quelle normative troppo restrittive che, in alcune Regioni più che in altre, lo hanno persino estromesso dal proprio territorio.

Sin dal 2012, quindi un bel po’ di tempo per il gioco pubblico, settore che “viaggia” in fretta, esiste questa ondata di normative capestro, emesse con lo scopo di contrastare il gioco problematico, ma che in realtà non hanno raggiunto tale obbiettivo, come è stato attestato da Istituti di Ricerca più che affermati: forse, per questo ma anche per l’impossibilità di gestire i relativi territori che tante Regioni hanno un diverso atteggiamento nei confronti del gioco pubblico. Prima tra tutte è stata la Liguria a “fermarsi” con la propria Legge Regionale, dichiarandosi in attesa dell’attuazione del riordino nazionale già deciso nella Conferenza Unificata del settembre 2017: poi, sono intervenute la Puglia, le Marche, il Veneto, l’Abruzzo e tra breve (si spera) il Piemonte le cui imprese di gioco hanno subito una debacle incredibile ed ancora la Campania ed, infine, la Basilicata. Anche la Sardegna, quindi, vuole dire la sua per la Legge Regionale attuata recentemente.

Legge che andrebbe “vissuta” ancora un poco per poterne trarre una sorta di bilancio e per vedere, prima di fare cambiamenti, come è stata recepita dal territorio. Ma anche questa Regione, in ogni caso, desidererebbe che venisse al mondo il riordino nazionale dei giochi d’azzardo per rendere le normative omogenee, rispettose, chiare: cosa quest’ultima che sicuramente manca alle Leggi Regionali in essere e che hanno provocato, in tutti i vari territori, una specie di terremoto economico e sociale, a causa della chiusura di tante aziende ed al conseguente licenziamento dei dipendenti. Argomento e problematica sicuramente da non sottovalutare se non si vuole vedere l’intero settore dei giochi nel disastro più totale. Per ritornare, poi, alla Sardegna, bisogna sottolineare che la sua Legge Regionale sul Gioco è divenuta effettiva nel febbraio 2019 ed è esattamente questo il motivo per il quale non si vogliono effettuare oggi variazioni che sono state, invece, già richieste per restringere ulteriormente le maglie dell’attuale Legge.

Sopratutto, si vuole difendere queste norme che sono scaturite per uniformare su tutto il territorio le varie normative che i comuni avevano emesso per cercare di arginare il gioco problematico: identico risultato che si vorrebbe vedere dal riordino nazionale che andrebbe ad uniformare tutto il Paese e che renderebbe meno difficile la vita commerciale delle tante imprese di gioco che vorrebbero lavorare con più tranquillità. Tranquillità che anche in Sardegna si pensa possa solo intervenire con una Legge Quadro Nazionale sul Gioco e sulle scommesse sportive. Ma in attesa di questo benedetto intervento dello Stato centrale, la Regione Sardegna è soddisfatta di ciò che è stato fatto per il fenomeno del gioco d’azzardo con la vigente Legge Regionale e della quale, si ripete, è ancora presto per farne un bilancio effettivo. Se si guarda poi, nel dettaglio, si ritiene che questa legge sul gioco sia completa e che tocchi tutti i vari argomenti più rilevanti.

É stato istituito il logo regionale “No slot-Regione Sardegna” con particolari caratteristiche grafiche, ma ancora non si è approvato il relativo manuale di utilizzo del logo. Poi, entro il 31 marzo di ogni anno, dovrà essere presentata una relazione sull’attività svolta che coinvolgerà anche l’Osservatorio Regionale che si occupa del disturbo da gioco e che ha il compito di monitorare l’attuazione del piano regionale sul gioco d’azzardo problematico. C’è anche l‘intenzione di istituire la “Giornata Regionale contro il disturbo da gioco d’azzardo” per sensibilizzare la cittadinanza sui rischi del gioco, nonché quella di riconoscere all’istituzione scolastica un ruolo importantissimo per l’informazione e la cultura del gioco, introducendo proprio nelle scuole campagne di comunicazione per la consapevolezza individuale quando ci si avvicina al mondo del gioco.

Sotto questo profilo c’è l’intenzione di prevedere iniziative formative per il personale scolastico, ma anche quella di sostenere le attività delle associazioni di volontariato che sono impegnate sul territorio nell’assistenza dei soggetti che, purtroppo, sono stati coinvolti dalle problematiche derivanti dall’abuso del gioco, ma anche nell’insegnare la consapevolezza nell’uso del danaro quando ci si avvicina al gioco d’azzardo. Non si può certo affermare che la Regione Sardegna “non abbia fatto il suo” e che ora aspetti i risultati dei suoi provvedimenti: ovviamente, bisogna lasciare che il “tempo lavori” e che faccia conoscere le norme messe in campo per le attività di gioco e per i suoi consumatori. Come ogni territorio, in Sardegna si è cercato di fare il meglio per la tutela dei cittadini, del territorio e naturalmente degli stessi giocatori, constatando indiscutibilmente che il fenomeno del gioco esiste e che taluni vi ricorrono come intrattenimento.

Fortunatamente, la buona parte dei “consumatori di gioco” non sono problematici e non vengono coinvolti nelle negatività che, purtroppo, il gioco talvolta presenta e con le quali alcuni soggetti vengono a confrontarsi. Dunque, la Regione “ha fatto il suo”, ma si aspetta insieme a tutte le Regioni di cui si è detto poc’anzi, che anche lo Stato centrale, finalmente, si adoperi per mettere in campo il riordino nazionale che metterebbe tutti in sicurezza. Persino l’opinione pubblica che, probabilmente, si aspetta dall’Esecutivo non solo forti critiche e demonizzazione per il gioco, ma anche interventi reali e pratici per rendere il settore sostenibile, considerando che delle risorse del gioco nessuno sembra proprio possa farne a meno.

Pubblicato il: 22 Novembre 2019 alle 10:00

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