Spagna: La nuova legge sul gioco d’azzardo

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Da queste righe si continua a ripetere quanto sia difficile comprendere il perché di un odio e di una avversione così smisurata nei confronti del mondo del gioco, casino online migliori compresi, da parte dello Stato centrale: non si capisce a fondo cosa conduca questi sentimenti ad andare persino anche contro la normale concezione della difesa del lavoro, delle imprese, degli introiti erariali (che non sono pochi). Questi profondi sentimenti, così negativi e demonizzanti nei confronti dell’italico gioco pubblico, sono esplosi in modo particolare in questi ultimi due anni, nonostante tutti i componenti del settore ludico abbiano sempre e comunque “obbedito”, in modo rigoroso e senza battere ciglio, alle diverse imposizioni da parte dei vari Esecutivi che si sono succeduti, e senza aver ricevuto nulla in cambio da questi ultimi: neppure il tanto promesso riordino nazionale del settore dei giochi. Davanti all’ignoranza di chi scrive, quindi, della non comprensione di tale atteggiamento istituzionale, ci si vuole confrontare con quello che accade invece in Spagna, quindi realtà territoriale assai vicina al nostro Paese nella quale, però, il gioco viene assolutamente ascoltato e prese in considerazione sopratutto le sue esigenze.

Questa sinergia quasi perfetta sta portando alla stesura di una nuova legge sul gioco su quel territorio dove tutti saranno completamente soddisfatti. I giocatori si sentiranno maggiormente tutelati, i minori si troveranno in assenza di troppa pubblicità sul gioco d’azzardo e le imprese del settore ludico saranno indubbiamente contente di riuscire a continuare a rappresentare la legalità sul territorio spagnolo. Magari accadesse anche in Italia questo “miracolo”! Metterebbe, senza dubbio, in tutta sicurezza migliaia di posti di lavoro e, finalmente, si instillerebbe la certezza e la stabilità in altrettante piccole e medie imprese che, invece qui sul nostro italico territorio, purtroppo, sono costrette a chiudere i battenti. Un plauso speciale, quindi, al Ministro del Consumo, Alberto Garzòn, che ha assunto in prima persona le competenze in materia, e che “apre il dialogo tra tutte le parti in causa” dando il via ai lavori ufficiali per elaborare la nuova legge sulla pubblicità del gioco in Terra di Spagna. Prima, tale compito era suddiviso tra i Ministeri della Salute e dell’Economia, evidentemente situazione più dispersiva nel caso dell’assunzione di decisioni elaborate ed importanti: infatti, ora è stato annunciato che l’elaborazione del decreto per la pubblicità dei giochi inizierà tra una settimana.

Alberto Garzòn, obbiettivamente, appare a conoscenza delle problematiche e delle esigenze del settore, e forse proprio per questo desidera aprire un dialogo con i diretti interessati per arrivare alla stesura di un testo per la maggior parte condiviso e che, quindi, vada incontro agli interessi di tutti: l’esatto contrario di quello che, purtroppo, avviene nel nostro Paese. Ancor prima di mettersi all’opera, il Ministro Garzòn ha voluto esprimere la sua posizione relativamente alla normativa del gioco, sottolineando prima di tutto che è già stato messo in atto un confronto con la società per quel che riguarda il settore dei consumi e che sono stati portati in porto confronti con tutti i protagonisti economici e sociali. Fortunatamente, in questi primi passi, ci si è trovati di fronte ad una predisposizione veramente sentita al dialogo: certo, ognuno portando avanti le proprie tesi e le proprie esigenze, ma quello che è importante è poter avere la disponibilità per poter iniziare a ricercare dei confronti positivi per proseguire, sino poi ad arrivare, alla stesura della nuova legge per la pubblicità ai giochi ed alle scommesse online, nell’interesse di tutti ed in assoluta sinergia.

Solo così, in realtà, il gioco potrà essere sostenibile, socialmente ben distribuito ed i giocatori tutelati: naturalmente, insieme alle imprese di gioco che “producono” oltre alle loro creazioni ludiche, anche impiego di risorse aprendo il settore al mondo del lavoro che ne ha sempre bisogno, anche nella realtà territoriale spagnola. Ma questi confronti devono essere, innanzi tutto, il fulcro attorno al quale ruotano le normative ed il contrasto al gioco problematico che, anche in Spagna, è un fenomeno da tenere sott’occhio per le derive che può arrecare alla salute. Il Governo ha l’obbligo di affrontare con coscienza e molto seriamente queste negatività dell’abuso del gioco, come però deve anche valutare le positività che il settore porta al Paese. Il problema della limitazione della pubblicità al gioco, che per quasi tutti i Paesi rappresenta un forte impatto, sopratutto per le persone più sensibili e per i giovani, sarà affrontato con velocità ed a breve verranno rese note le esatte tempistiche per questi provvedimenti. Il Ministro Garzòn ha voluto anche sottolineare e precisare che i confronti con gli operatori del mondo dei giochi si sono focalizzati, per il momento, proprio per quanto riguarda la problematica della limitazione della pubblicità.

Ma considerato che gli esiti per affrontare questo importante discorso sono da considerarsi assolutamente positivi, si può già annunciare che in futuro si possano regolare, con lo stesso principio del confronto con il settore, altri aspetti che riguardano il gioco in generale. La positività, ed anche il fatto che in questi confronti ognuno porti la propria esperienza ed il proprio contributo, suggeriscono di continuare su questa strada. Tutti i protagonisti devono essere consapevoli che il dialogo è una delle poche armi che possono esservi per avere leggi e normative condivise ed utili ad un fine comune: quello di avere un gioco sempre più tecnologicamente avanzato, divertente, sano che comporti sempre meno contrasti con l’opinione pubblica e che accontenti le esigenze di coloro che, in ogni caso, ricercano proprio il gioco come loro intrattenimento. D’altra parte il gioco nasce per questo: per far trovare “leggerezza, divertimento, gioia”. É nel suo DNA e di questo non ci si dovrebbe proprio dimenticare, anche perché il gioco è dentro ogni essere umano dalla sua nascita e dovrebbe continuare ad essere presente, sempre, ma sicuramente non come dipendenza.

Pubblicato il: 13 Marzo 2020 alle 10:00

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