Si riaprono i campionati ma non le scommesse sportive

non riaprono le scommesse sportive

Senza ombra di dubbio, l’emergenza sanitaria ha messo in moto un insieme di pensieri, decisioni, decreti che a volte non riescono a tenere conto delle varie situazioni e delle diverse opportunità: l’attuale Esecutivo Giallo-Rosso, con la poca esperienza personale e politica che detiene, di fronte alla pandemìa ha fatto quello che ha potuto. Ma questo è un evento che ha colto di sprovvista anche coloro che nella loro vita politica hanno già visto situazioni similari a questa emergenza che, inutile continuare a sottolinearlo, ha trovato tutti noi impreparati, compresa quindi anche la politica che oggi è composta da personaggi, purtroppo, con poco know how in qualsiasi settore. Purtroppo, questa è la nostra attuale politica ed è con questa che ci si deve confrontare anche quando si è di fronte ad errori marchiani che non si può evitare di sottolineare od almeno di fare presenti, con tutto il rispetto che si può mai avere per l’Esecutivo che oggi sta gestendo il nostro Paese in questa situazione di pericolo sanitario ed economico.

In questi giorni chi scrive ha continuato ad evidenziare che del comparto del gioco pubblico, compresi tutti i casino online, il Governo non parla, non si confronta, non prende iniziative, né decisioni serie circa una sua eventuale riapertura. Si occupa anche di sport, ed in particolare del calcio per la riapertura del campionato della Serie A cercando di accontentare tutti, ma anche cercando di prevenire, ovviamente, il riacutizzarsi del contagio tra i protagonisti dello sport, come sta facendo per i lavoratori delle aziende degli altri diversi settori. Quindi, pensa alla ripresa del campionato, ma non pensa alla riapertura delle agenzie delle scommesse che evidentemente possono riguardare le partite della stessa Serie A, lasciando così il comparto in mano completamente alle scommesse illegali che già proliferano da sole visto e considerato che riescono ad organizzare “eventi in proprio” per avere la possibilità di raccogliere scommesse, ovviamente illegali.

Dunque, l’Esecutivo Giallo-Rosso pensa al calcio, ma non si sogna minimamente di prendere in considerazione una possibile apertura di tante agenzie di scommesse (legali) che sono chiuse da due mesi circa e che potrebbero raccogliere puntate che riguardano la ripresa del campionato. Evidentemente, ancora una volta, il mondo del gioco non viene preso in considerazione, mentre si cerca in tutti i modi di agevolare l’apertura delle attività sportive che “aiuterebbero” una ripresa di tutto il mondo sportivo. Invece, aiutare il gioco pubblico ed il suo mondo che è composto da imprese perfettamente legali, operose e professionali, e dai suoi tantissimi lavoratori, sembra un’impresa impossibile degna soltanto del più famoso James Bond. Però, si pensa di inserire un aumento sulle scommesse future (ma quando?) per aiutare il calcio e le sue ricche aziende. Onestamente, lo Stato non potrebbe far ripartire gli eventi sportivi e non riaprire le scommesse: sarebbe veramente come dare un’ulteriore mano alla criminalità affidandole, di certo indirettamente, la raccolta delle scommesse illegali.

Forse lo Stato si dimentica che tanti anni fa veniva liberalizzato il gioco d’azzardo proprio per contrastare le attività illecite ed eliminarle dal mercato. Ora non è più così? Ci dobbiamo trovare uno Stato che, per usare un termine forte, diventa complice delle scommesse illecite? Sarebbe veramente il colmo. Oltre al danno anche la beffa! Si è certi assolutamente che l’Esecutivo sia a conoscenza della presenza delle scommesse illegali: quindi, se ripartiranno i campionati e le corse di cavalli nel nostro Paese, non si potrà evitare di far ripartire anche il segmento delle agenzie delle scommesse, tanto più che tali eventi, qualora si concretizzassero effettivamente, saranno a porte chiuse, quindi non vi saranno assembramenti, ma solo regolare accesso negli esercizi legali dove si può scommettere con i prescritti protocolli imposti dal Governo. Oggi, al gioco pubblico appare sicuramente impensabile la ripartenza dei campionati nel mese di giugno e che vengano invece tenuti chiusi i punti di gioco delle scommesse sportive sino a data da destinarsi.

E non bisogna dimenticare che è già ripartito il campionato tedesco, la Bundesliga, evento sul quale i giocatori italiani sono abituati a scommettere: ad oggi però solo illegalmente. Ma l’Esecutivo Giallo-Rosso non può continuare a fare errori nei confronti del gioco e di fronte alla ripartenza dei campionati non può “riconsegnare le scommesse nelle mani della criminalità” che ha già chiaramente dimostrato di essersi perfettamente organizzata, in questo periodo di pandemìa. E che non si arrivi a dire che il giocatore italico può scommettere legalmente online perché questa sola raccolta sicuramente non riesce a contrastare il mercato illecito: con “l’apertura delle case” e senza la presenza dell’offerta terrestre è inevitabile che le giocate transiteranno in circuiti differenti da quello legale: oltre tutto, senza alcuna tutela e garanzia per i giocatori. E questo lo Stato centrale lo sa perfettamente: e questa è senz’altro la deduzione peggiore perché denota un’ulteriore mancanza di rispetto nei confronti del “suo” gioco pubblico che continua e persevera anche in questa fase di emergenza.

Un’ultima cosa che l’Esecutivo dovrebbe tenere presente, nel caso ipotetico prenda in esame una riapertura del gioco, è che se il campionato riaprirà il 13 giugno, dovrebbe essere inevitabile che le agenzie di scommesse dovrebbero aprire prima di quella data e non si dovrebbe in ogni caso aspettare la “fase 3”, ma neppure la “fase 4”: bisognerebbe aprire entro la fine del mese di maggio. E questo perché gli esercizi di gioco devono avere il tempo di organizzarsi ed uniformarsi ai protocolli, mettersi in condizione di essere pronti ad offrire il gioco legale, ma con le precauzioni che sono indispensabili per poter offrire ai propri clienti la gioia del gioco, ma anche la sicurezza e la tranquillità di intrattenersi con serenità: ma bisognerà anche capire come si comporteranno i clienti. Speranza, voglia di riprendere il proprio posto sul mercato che rischia di prendere, per quello che riguarda le scommesse, la strada dell’illegalità. Ed il gioco pubblico questo proprio non lo vorrebbe perché, poi, tornare indietro sarebbe oltre modo difficile: invece, cosa vorrebbe lo Stato?

Pubblicato il: 3 Giugno 2020 alle 10:00

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