Settore del gioco: Speriamo che qualcuno si svegli

gioco azzardo italiano si deve svegliare

Aprile, primavera, cambiamento: e quest’ultima parola ha un fascino particolare in periodo pandemico perché lascia spazio alla speranza che davvero qualcosa possa mutare questa spirale di disagi che sta travolgendo tutti e tutto. Proprio per questa voglia di cambiamento non si vorrebbe mai veder applicato il ben conosciuto adagio “Aprile dolce dormire” che andrebbe a vanificare la voglia di muoversi verso le riaperture di tutte le attività possibili, comprese quelle “non essenziali”, quindi anche quelle del gioco, compresi i casino autorizzati in Italia, che al momento si spera rialzeranno le saracinesche a maggio. Ma le Regioni ed i loro Governatori non intendono affatto “dormire” e la maggior parte di loro spinge la nuova squadra di Governo a prendere decisioni per far ripartire l’economia con le sue diverse attività considerando che la primavera è, di solito, portatrice di novità che in questo caso si riferiscono proprio alla riapertura delle imprese che sono rimaste chiuse per troppo tempo subendo, purtroppo ed in tanti settori, importanti danni economici e disagi.

L’Esecutivo Epoca-Nuova come ci piace chiamarlo, in questo mese di aprile è chiamato ad un mese di fuoco: infatti, si attendono risposte seppur legate alla curva epidemiologica, cui Mario Draghi intende in ogni caso fare riferimento, e quindi considerare un punto fermo dal quale ripartire per organizzare questa benedetta riapertura delle attività. Lavoro incessante per il Governo che dovrà affrontare a breve passaggi importanti sia sul piano vaccinale che sulle misure da adottare per favorire la ripartenza del Paese che torna ad essere argomento predominante nel dibattito politico, come è giusto che sia. Le aziende dei vari settori sono allo stremo ed è evidente che tutti gli imprenditori vogliano aprire i battenti magari nella seconda metà di aprile, almeno quelle attività che maggiormente sono state penalizzate: ma vogliono assolutamente attenersi alle decisioni di Draghi che intende “farle dipendere” dagli elaborati dell’ISS, Istituto Superiore di Sanità, che tiene monitorato il decorso epidemiologico.

La data che “corre nei corridoi della politica” potrebbe essere quella di lunedì 26 aprile quando potrebbero aprire bar e ristoranti a pranzo, magari con orari ridotti: ma dovrà essere previsto un provvedimento di deroga rispetto alle misure attuali previste dall’ultimo decreto e soltanto se l’indice di trasmissibilità sarà sotto il livello 1 e, sopratutto, se la situazione sanitaria sarà sotto controllo e se la somministrazione dei vaccini avrà raggiunto i cittadini al di sopra dei 70anni. Oggi, che si parli di zona arancione o rossa, il gioco attività “non essenziale” ed ancora giudicata di rischio medio/alto, rimane costantemente chiuso nella speranza che potrà “rivedere la luce” almeno con i primi di maggio se non poco prima. Il fatto che si stia parlando di valutazione sulle riaperture delle attività significa che qualcosa potrebbe davvero cambiare, ed anche a breve, ed infatti proprio a questo sta guardando il Governo con estrema attenzione per non fare gli errori estivi precedenti: anche se con il vaccino da somministrare, seppur con i suoi problemi logistici e di approvvigionamento, si può dire che qualcosa sia migliorato a livello sanitario.

Una possibile riapertura a maggio delle attività di gioco d’azzardo è stata ventilata anche dal sottosegretario all’Economia Claudio Durigon che si sta occupando del settore in attesa della probabile delega che dovrebbe coinvolgerlo e che dovrebbe ricevere a breve. Ma in vista di questa possibile ripartenza del mondo dei giochi si dovrebbero anche concretizzare i sostegni per le imprese che sono state chiuse dallo scorso ottobre: e per fare ciò dovrà essere deciso un ulteriore scostamento di bilancio. Tanti partiti politici come Lega, M5S, una parte del PD e di Forza Italia sono concordi, mentre Palazzo Chigi ed il Ministero delle Finanze sembrerebbero intenzionati a rimanere sotto i 20 miliardi. Però, alcuni studi tecnici hanno fatto riflettere su di un fabbisogno di nuovi aiuti per circa 25-30 miliardi per poter aiutare davvero le imprese a riprendersi: gli interventi scatteranno da un decreto di metà aprile che conterrà anche nuovi meccanismi “di selezione” per erogare tali sostegni, cosa che sta suscitando diverse discussioni nella maggioranza.

Senza dimenticare che proprio in questo mese di aprile “non si potrà assolutamente dormire” perché al Governo tocca riscrivere il Recovery Plan ed affrontare l’argomento del DEF che sarà molto più ampio del consueto e, sopratutto, basato su solide prospettive poiché viaggerà “di pari passo” con il già indicato Recovery Plan. Il Governo si dovrà occupare anche del menzionato scostamento di bilancio e per fare tutto ciò bisognerà che Draghi tenga gli occhi bene aperti: può essere che i restanti giorni di aprile non siano addirittura sufficienti per svolgere questi impegni così importanti per il futuro del Paese e delle imprese che aspettano di essere aiutate:e di settori in ginocchio, purtroppo, ve ne sono davvero parecchi. Un quadro economico “da trattare con le pinze” ed un Recovery Plan molto delicato che prima di essere trasmesso all’Unione Europea dovrà essere sottoposto alle Camere. E qui potrebbero “entrare in gioco” le risorse del gioco pubblico e delle scommesse sportive che oggi potrebbero davvero essere utili per l’Esecutivo.

Ultimo argomento importantissimo da affrontare durante il mese di aprile sarà il pacchetto delle modifiche relative all’ultimo decreto Sostegni che non ha accontentato nessuno: gli importi destinati alle imprese coinvolte dalla situazione sanitaria ed economica sono risultati esigui ed assolutamente insufficienti per dare tranquillità agli operatori e proprio per questo l’Esecutivo è chiamato a studiare qualcosa di diverso, più sostanzioso e sopratutto coerente e proporzionato alle effettive perdite subite. Anche se tutto questo sicuramente non può essere seguito da conteggi agevoli. Anche il mondo del gioco non è risultato soddisfatto dal Decreto Sostegni: ha potuto constatare che gli importi attribuiti, ammesso sempre che arrivino ai destinatari, vista le “vecchia” esperienza vissuta delle imprese ludiche che hanno “visto” ben poco delle risorse dell’Esecutivo Giallo-Rosso, sono risultati essere veramente “poca cosa” per usare un eufemismo e gli addetti ai lavori ancora una volta si sono sentiti traditi e messi in un angolo. E questo si pensava potesse cambiare con l’avvento di Mario Draghi.

Pubblicato il: 23 Aprile 2021 alle 10:00

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