Ristori: Pronti anche per il settore del gioco d’azzardo

ristori anche per il settore gioco azzardo

Senza dubbio ed in forza delle precedenti esperienze, sino a quando i ristori non arriveranno concretamente ed in numero rilevante alle imprese di gioco, e ristori che oltre tutto siano anche raggiungibili e non complicati o burocraticamente inaccettabili, non si potrà davvero esultare. Sinceramente, però, questo non appare il momento per lasciarsi andare ad euforia vista la situazione del mondo dei giochi e dei casino migliori italiani, ma anche purtroppo di altri settori messi in ginocchio dalle conseguenze dell’emergenza sanitaria ed economica. Ma, ancora una volta, si vuole dare fiducia al Premier Conte (visto che questo è il suo periodo per la “raccolta della fiducia”) anche se sino ad ora non ha fatto un granché per meritarsela, quanto meno per quanto riguarda la netta posizione che ha assunto dall’inizio della pandemìa proprio nei confronti delle “sue Riserve di Stato” spesso e volentieri “dimenticate” nei vari interventi istituzionali. Ora, invece, sembra soffiare un vento diverso e pare proprio che il Ministro Gualtieri possa “elargire” ristori anche al gioco d’azzardo, attualmente ancora chiuso nelle sue attività, quanto meno sino al 5 marzo prossimo.

Di conseguenza, passato il momento critico di lunedì e martedì della scorsa settimana ottenuta la fiducia da Camera e Senato vediamo se il Premier riesce a conquistare anche quella del mondo del gioco che nell’attuale Esecutivo ne ha davvero “pochina e forse anche con ragione” visto il disinteresse totale che è stato prestato alle sue imprese ed ai suoi operatori a volte addirittura dimenticati negli innumerevoli Dpcm, persino quando si dovevano attribuire i codici di appartenenza per poter raggiungere i tanto sospirati ristori. Ma ieri era ieri ed oggi è oggi: forse ci troviamo di fronte ad un nuovo Premier, magari voglioso di raccogliere consensi anche da chi è scontento del suo “fare” ed il gioco pubblico potrebbe anche ricredersi, almeno in parte. Quindi, il settore del gioco d’azzardo è in fervente attesa di risorse per le sue imprese decisamente svuotate dalle chiusure imposte dall’Esecutivo e ci si aspetta che finalmente possano essere destinatarie di qualche sostegno tangibile e che in effetti possa risolvere qualcosa per le tantissime spese che vanno comunque a scadenza per la gestione aziendale.

Negli innumerevoli discorsi della settimana scorsa per fronteggiare la crisi e difendere il suo operato, il Premier ha sottolineato che il Parlamento deve lavorare con urgenza massima per portare avanti nuovi ristori per aiutare le aziende che sono obbligate alla chiusura per fronteggiare l’evoluzione della curva epidemiologica che costringe ancora a nuove restrizioni quando addirittura non alla chiusura di tante attività a rischio nelle quali, come ben si sa, il gioco purtroppo è stato valutato appartenere. Si parla di un nuovo scostamento di bilancio rilevante e sono risorse che questa volta non andranno attribuite con superficialità, ma che dovranno essere programmate con attenzione massima per offrire alle aziende la possibilità di poter “restare in piedi” e, sopratutto, di poter mantenere i propri lavoratori. E proprio per questo si pensa di attivare gli ammortizzatori sociali per tutto il 2021 ed il MEF è già al lavoro per studiare una formula “perfetta” a sostegno dell’occupazione che è argomento assai delicato e che incide naturalmente sull’economia di tutto il Paese.

Nonostante la crisi politica che l’attuale Esecutivo sta attraversando, e che non è certamente risolta, sui Ristori anche l’opposizione che non ha sicuramente votato per la fiducia a Conte è stata disponibile allo scostamento di bilancio appunto per il nuovo Decreto Ristori poiché questo provvedimento è diretto ad occuparsi della salute dei cittadini e delle imprese e della sopravvivenza economica di queste ultime. Per questo, la decisione dell’opposizione è sembrata coerente con il sostegno che lo Stato deve mettere in campo per tutti i suoi cittadini e tutta la sua industria chiaramente in difficoltà dopo quasi un anno di chiusure ed aperture, di mercati praticamente “assenti” visto che la pandemìa ha coinvolto tutto il Pianeta, di manifestazioni e convegni che non si possono effettuare, di spostamenti sicuramente assai ristretti. In pratica ad oggi è ancora tutto bloccato e purtroppo non si riesce a trovare una soluzione a breve poiché anche con il vaccino la situazione non migliorerà nell’immediato.

Infatti, bisognerà almeno aspettare il secondo semestre del 2021 per vedere qualche possibilità di movimenti di mercato: il che non lascia aperte strade per una ripresa rapida, e questo non è il sentore soltanto del nostro Paese, purtroppo. In questa situazione economica ,che dire tragica sembra quasi di usare un eufemismo, non si può evitare di pensare che una crisi di Governo oggi sarebbe deleteria per tutti, cittadini ed imprese, quindi sembra logico che il Premier voglia fare presto e bene: intervenire con impegno sul tema dei vaccini che sembra avere problemi di distribuzione, dei ristori, del Recovery Plan. Il Paese in ogni caso non si deve fermare, è già stato fermo abbastanza e costretto ad esserlo ancora per qualche tempo: ma i danni che ha provocato questa situazione sono enormi e non ne servono altri. Infatti, vi sono tante imprese già oggi sul lastrico ed altre in procinto di chiudere le proprie attività: albergatori, ristoratori, commercianti, artigiani, imprenditori.

Non esiste un settore che si salvi da questa pandemìa anche perché, purtroppo, non sono tante le imprese che sono state sostenute dalle risorse istituzionali anche se i quattrini spesi per questo sono stati tanti, ma non sufficienti purtroppo. Forse la mancanza di esperienza dell’Esecutivo e la poca disponibilità economica da gestire, insufficiente in proporzione ai bisogni delle imprese italiche, ha prodotto risorse e ristori non ben distribuiti, difficili da raggiungere perché burocraticamente complicati ma anche valutazioni sulle categorie che avrebbero potuto attingere a queste risorse davvero inspiegabili. Sono stati erogati ristori “proporzionali”, e tale termine dovrebbe significare che non era possibile compensare tutte le perdite, ma proporzionare i ristori alle perdite subite ed in base agli importi che erano disponibili per tali operazioni: e questa volta visto che il Governo continuerà nel dispensare ristori, sembra che siano destinati “persino” al gioco pubblico.

Pubblicato il: 2 Febbraio 2021 alle 14:07

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