Regno Unito: Nuove decisioni in merito al gioco legale

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Tantissime volte, quando si parla del mondo del gioco e dei migliori siti casino, “ci piace” fare riferimento al Regno Unito, realtà territoriale dove questo settore è ampiamente riconosciuto per ciò che riesce a fare per il sociale, rispettato per l’occupazione che riesce ad applicare, ritenuto importante per le risorse economiche che riesce a produrre. Per questo motivo, si ritiene che il settore ludico da tempo abbia un posto rilevante nella società britannica e, sopratutto, che sia un settore ritenuto identico a tanti altri settori commerciali o di servizi. Cosa che si desidera tantissimo possa accadere nel nostro Paese, anche se di strada per arrivare a questo obbiettivo il gioco pubblico italiano ne ha tantissima da percorrere, sopratutto con l’attuale Esecutivo che non disdegna di schierarsi comunque contro tutta la filiera del gioco. Ma, come “ci piace” fare questi raffronti e prendere atto della stima che le industrie del settore dei giochi suscitano nel Regno Unito, così “non ci piacerebbe” affatto che le voci che sono sempre più forti su quel territorio, circa una riapertura addirittura a settembre dei locali di intrattenimento, si realizzassero anche nel nostro Paese.

Non si vorrebbe, infatti, che questo accadesse mai sul nostro territorio perché significherebbe la fine di tantissime medie e piccole imprese di gioco d’azzardo che non possono proprio restare chiuse per altri tre mesi, avendo da fronteggiare ugualmente, e pur essendo senza introiti, tutte le varie tassazioni che le imprese devono in ogni caso rispettare. Ora, nel Regno Unito sono ripartite tante attività, nonostante il Coronavirus stia ancora portando con sé danni notevoli, tranne quelle che si occupano di intrattenimento. In pratica, i centri di divertimento ed i Fec, Family Entertainment Center) non sono rientrati nell’ultimo aggiornamento relativo alla “fase 2” del Primo Ministro Boris Johnston che ha anticipato che tali attività dovranno rimanere chiuse per il momento sino al 4 luglio, ma non è una data certa. É stata palesemente dichiarata questa data precisa poiché precedentemente, invece, il mondo del gioco non era stato menzionato affatto negli ultimi provvedimenti.

Al silenzio del Premier, infatti, in quel momento erano seguite agitazioni da parte dell’industria del gioco, appunto non nominata, e forse proprio per questo nell’ultima occasione, è arrivata l’esternazione di una data precisa, ma che non dà sicurezza. Sicuramente non è quella che si aspettavano gli addetti ai lavori che speravano di essere inseriti nell’apertura dei primi di giugno: invece il gioco, considerato anche in Regno Unito “non essenziale”, dovrà attendere la riapertura del settore “ospitalità” che include, appunto, l’intrattenimento che rimarrà chiuso sino al 4 luglio, salvo il controllo del contagio che se dovesse risultare troppo esteso porterebbe ad un ulteriore slittamento di data per la riapertura. É proprio questo atteggiamento, che riguarda il Regno Unito, che non si vorrebbe potesse influenzare la decisione di altri Paesi e, specificatamente, il nostro: e ciò perché la task force governativa italiana fa riferimento esplicito, quando emette decreti per l’emergenza, proprio alle misure adottate in altre realtà territoriali. E si sa che il Regno Unito, come già detto, per quello che riguarda il gioco è sempre seguito parecchio.

Ma, indipendentemente da ciò che pensano i vari Paesi sulle riaperture, sull’attenzione estrema che si deve prestare alla ripartenza delle diverse economie, in tutto il Pianeta ci si pone la stessa, identica domanda: “Ma quando riapriranno le abitazioni ed i locali, le persone vorranno ancora giocare?” e, sopratutto, che tipo di disponibilità circolerà nel sociale? E che priorità, se di priorità si può parlare ovviamente, avrà il divertimento nella scala di interessi della popolazione? Non ci si può esimere dal porsi un tale quesito perché l’economia di tanti Paesi è al minimo storico, le aziende ovunque hanno problemi vuoi di sopravvivenza, vuoi ovviamente per pagare gli stipendi. Mentre bisogna sottolineare che in altre realtà le risorse destinate dai vari governi arrivano ai destinatari cui sono state prefissate, mentre nel nostro Paese sta diventando un problema quasi insormontabile, le persone come spenderanno queste risorse e sarà possibile destinarne una parte al gioco ed all’intrattenimento?

Senza avere queste risposte, difficile fare una programmazione sul gioco, ed evidentemente non solo nel nostro Paese, poiché prima del Coronavirus era “ben vissuto” in tante realtà anche diverse dalla nostra e non si pensava troppo nell’usare il resto del caffè in una slot machine oppure nell’acquisto di un “grattino”: ma domani questo sopravviverà ancora? Oppure si sceglieranno strade diverse: magari il pubblico si orienterà sempre di più, come ha fatto durante il lockdown, a giocare online, fuori da occhi indiscreti e sentendosi anche meno in colpa? Gli esperti hanno confermato che il “restare a casa” per tanto tempo, purtroppo, ha influito non poco sulla mente sia dei nostri concittadini che di quelli di altri Paesi: bisognerà vedere come il mercato del gioco riprenderà, special modo quello terrestre, poiché quello online, ovunque, è salito esponenzialmente e facendo anche un bel balzo in avanti!

Persino negli Stati Uniti, e nell’intrattenimento che offre la catena Barcade, locali per adulti con la somministrazione di alcolici unita ad un’offerta di videogiochi e flipper, ci sono state variazioni con la riduzione della attività agli ordini online, sperando che post-Coronavirus “qualcosa di diverso si muova” per richiamare al lavoro i propri dipendenti. Oppure un’altra attività curiosa messa in atto da Quarter World, che solitamente affitta flipper e videogiochi a privati, e che ha continuato a poterlo fare durante il lockdown: cosa nella quale è stato abbondantemente sostenuto dalla stampa che ha pubblicizzato la sua particolare iniziativa. Se si ascoltano, infine, i pareri di alcuni operatori dell’intrattenimento si avverte una certa positività nel futuro, poiché si presume che le persone costrette “alla solitudine” per tanto tempo, sentiranno la voglia di divertirsi nei luoghi che lo offrono, seppur nulla sarà uguale a prima. Chissà: è tutto veramente molto aleatorio e per fare delle previsioni ci vorrebbe veramente la sfera di cristallo e, forse, non basterebbe neppure.

Pubblicato il: 31 Maggio 2020 alle 10:00

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