Prevista la chiusura di un’altro casinò italiano

chiusura di un casino italiano terrestre

Tante volte e, sopratutto, in occasioni successive alla Conferenza Unificata tra Stato, Regioni ed Enti Locali, correva l’obbligo di sottolineare quanto fosse “lungimirante” il pensiero dell’allora sottosegretario ai giochi, Pier Paolo Baretta, laddove si suggeriva l’apertura di altre strutture di gioco , non di siti italiani legali di casino, disseminate lungo il nostro Stivale per coprire con altre Case da Gioco il territorio nazionale: casinò che andassero ad affiancare le maestose (quanto costose) strutture già presenti, ma che servivano solo “un pezzo” dell’italico territorio: il nord. Sono passati due anni dalle esternazioni di Baretta che viaggiavano “a latere” dell’accordo della Conferenza Unificata e che si intendevano inserire in quel famigerato accordo, sottoscritto da tutte le Regioni, ma che non è mai stato rispettato e l’attuale situazione delle Case da Gioco nostrane sta precipitando. Quindi, mai idea fu più illuminata se si va a rapportare con la situazione dei quattro casinò che ad oggi, sono tre, con la dichiarazione di fallimento e la relativa chiusura della struttura di Campione d’Italia.

Oggi, però, si ventìla la chiusura anche di una sede del Casinò di Venezia, quella su terraferma di Cà Noghera: oltre tutto, quella che risulta la più redditizia e e ciò accadrà in conseguenza della divisione del Comune di Venezia da quello di Mestre. Cosa che rappresenterebbe veramente una “tragedia economica” che coinvolgerebbe un numero elevatissimo di dipendenti, quindi con le relative famiglie, ed i due territori che subirebbero danni ingenti nella gestione dei servizi che un Comune dovrebbe prestare alla propria cittadinanza. Si spera di non dover affrontare una situazione penosa similare a quella di Campione d’Italia che si trascina da più di un anno e della quale non si vede la fine. Sembra che le sorti di quella cittadina, che risiede in territorio svizzero ma che è italianissima, così come la sua popolazione, non interessino proprio al Governo centrale che continua a procrastinare decisioni che sono burocraticamente lunghissime e che, sopratutto, non stanno smuovendo alcun ché.

Ecco il motivo per il quale si vuole “raccontare” cosa sta accadendo tra Venezia e Mestre e, quindi, come potrebbe svilupparsi la situazione del Casinò di Venezia. Vi sarà un referendum sull’eventuale divisione di Mestre da Venezia: data che si sta avvicinando e che sta coinvolgendo anche un dibattito politico per le conseguenze che potrebbero nascere per la Casa da Gioco veneziana dalla creazione di un nuovo Comune autonomo, quello di Mestre, sul cui territorio di trova la sede su terraferma di Cà Noghera, mentre rimarrebbe in capo a Venezia l’altra sede, Cà Vendramin. La separazione tra i due Comuni porterà, inevitabilmente, alla riduzione immediata di circa 16 milioni di euro nel bilancio del Comune di Venezia dovuto alla chiusura della sede su terraferma del Casinò poiché Cà Noghera ha in capo una autorizzazione del Ministero dell’Interno a favore del Comune di Venezia: oltre tutto Cà Noghera risulta essere l’unica sede che produce utile dalla gestione della Casa da Gioco.

La separazione tra Mestre e Venezia porterà con sé la certezza inesorabile che il bilancio del Comune di Venezia subirà la riduzione di circa 16 milioni di euro l’anno, correlata agli introiti della Casa da Gioco: Cà Noghera, da sola, genera la parte più importante dei ricavi complessivi. Cà Vendramin, invece, risulta essere in perdita di circa una quindicina di milioni di euro all’anno. Cifre “spicciole” dimostrano che nello scorso anno la sede Cà Noghera ha avuto incassi per circa 81 milioni di euro, mentre Cà Vendramin cifre irrisorie. É evidente che tale mancanza di introiti per il Comune di Venezia si concretizzerebbe nell’immediata necessità di “riequilibrare” una situazione economica deleteria per sopperire ad entrate che deficiterebbero di importi così rilevanti. E se le cose stessero così, creerebbero un impatto difficilmente gestibile e Venezia potrebbe rischiare l’avvio di una procedura di “dissesto”, proprio come è successo al Comune di Campione d’Italia e si sono viste, poi, le conseguenze nefaste che sono seguite.

Tutto ciò che si sta “raccontando” segue il fatto che l’autorizzazione all’esercizio del gioco d’azzardo, in deroga a quanto stabilito dalla legge penale, è in capo al Comune di Venezia e che, pertanto, la Casa da Gioco deve essere fisicamente posta sul territorio di questo Comune: un’eventuale separazione tra Mestre e Venezia farebbe decadere l’autorizzazione rilasciata a Venezia, poiché non andrebbe automaticamente in capo a Mestre. Un gran brutto pasticcio “burocratico” che andrebbe ad azzerare, in ogni caso, le risorse provenienti da quella sede del Casinò nel bilancio del Comune di Venezia. La normativa speciale per la concessione alla Casa da Gioco rilasciata al Comune di Venezia, suddivisa in due sedi di cui una su terraferma, non consente altra interpretazione che possa estenderla in capo ad altro Comune e, quindi, ad altra sede del Casinò. E questo purtroppo, al momento, pare un punto di vista inderogabile: da qui conseguono un mare di problematiche amministrative ed economiche quasi senza fine.

Sembra anche impossibile “strategicamente” chiudere Cà Noghera ed aprire una nuova sede sul territorio di Mestre: appare un percorso impercorribile perché consterebbe di troppo tempo come realizzazione: la certezza che prende forma, invece, è che la chiusura della sede in terraferma comporterà l’immediato fallimento della Società di Gestione che non risulterà più in grado di sostenere le spese fisse, in modo particolare quelle relative alle rate dei mutui e, sopratutto, quelle relative al personale. Insomma, entrambi i Comuni, sia Venezia che Mestre, non sarebbero in grado di far fronte a nuovi investimenti, ma neppure alle spese “correnti” che si presenterebbero: non si deve dimenticare che la posizione debitoria del Gruppo, attualmente, è alquanto “pesantuccia”, poiché l’esposizione per debiti verso terzi si potrebbe attestare attorno ai 100 milioni di euro. Quindi, la chiusura della sede di Cà Noghera ed il mantenimento della sola sede di Venezia, peraltro quella che risulta in perdita, porterà ad una situazione dalla quale sarà difficile “uscirne vivi”. Ma la separazione amministrativa tra Venezia e Mestre sarà una soluzione realizzabile o, vista la situazione economica che si paventa, rappresenta una mera utopia?

Pubblicato il: 10 Dicembre 2019 alle 10:00

CasinoRecensioneMobileVisita
888casino logo
888 Casino
20€ Gratis + Fino a 500€
disponibile su mobile
snai casino logo
Snai Casino
10€ Gratis + 1000€
disponibile su mobile
Visita
betway casino logo
Betway Casino
5€ Gratis + 1000€
disponibile su mobile
leovegas casino logo
Leovegas Casino
250 Giri + 1000€
disponibile su mobile
netbet casino logo
Netbet Casino
10€ Gratis + 1000€
disponibile su mobile
starcasinò logo
StarCasinò
125 Giri + 1000€
disponibile su mobile
eurobet casino logo
Eurobet Casino
5€ Gratis + 1000€
disponibile su mobile
gioco digitale casino logo
Gioco Digitale Casino
300 Giri + 500€
disponibile su mobile
big casino logo
Big Casino
55€ Gratis + 3000€
disponibile su mobile
william hill casino logo
William Hill Casino
200 Giri + 1000€
disponibile su mobile
bwin casino logo
Bwin Casino
50 Giri + 200€
disponibile su mobile
betflag casino logo
Betflag Casino
1000€ Gratis + 1000€
disponibile su mobile
casino.com logo
Casino.com
10€ Gratis + 500€
disponibile su mobile
unibet casino logo
Unibet Casino
100% Fino a 300€
disponibile su mobile
voglia di vincere casino logo
Voglia di Vincere
100% Fino a 1000€
disponibile su mobile
Visita