Politica e gioco d’azzardo: C’è chi si espone

politica italiana si espone sul gioco azzardo

Al politico Claudio Durigon, sottosegretario al MEF con grande “dispiacere” di tutto i segmenti del gioco pubblico, compresi i casino sicuri, cui sta prestando senz’altro attenzione, non è stata ancora attribuita la delega al gioco, ma si sta “attivando” comunque nei confronti del settore con riflessioni e prospettive che potrebbero essere “piacevoli” per l’intero sistema gioco pubblico. Vedere, poi, se tutto quanto è stato anticipato si concretizzerà è un altro conto: ma, inseguendo la speranza con positività infinita, cosa che non costa nulla ma che serve per tenere il “morale alto” degli addetti ai lavori, si vuole curiosare in questi futuri “possibili programmi” e vedere praticamente in che cosa “di materialmente utile“ si potrebbero tradurre. Interessa anche valutare se questi progetti rispettano almeno in parte le richieste che il settore ludico, special modo tramite le manifestazioni di piazza, aveva fatto presente e che fanno parte delle svariate problematiche che il settore deve assorbire in questo periodo di emergenza.

Tra le maggiori e più importanti richieste del gioco d’azzardo, acquisisce il primo posto in classifica il blocco del pagamento del PREU, considerato che le attività ludiche sono chiuse da ottobre 2020 ed anche prima di quella data avevano seguito le chiusure decretate dai vecchi Dpcm. Quindi, tenere le saracinesche abbassate non faceva ovviamente scattare la raccolta e sembra assolutamente ingiusto per il mondo dei giochi dover versare allo Stato importi “non pervenuti”. E proprio in relazione a questa esigenza Claudio Durigon anticipa che il Governo avrebbe intenzione di “tagliare il PREU dell’1%, per entrambe le apparecchiature da intrattenimento, Awp e Vlt. Non bisogna dimenticare che questi apparecchi, nel corso degli ultimi anni, hanno subito un continuo aumento della tassazione, chiaramente imposto per “esigenze dei bilanci statali, e che è diventata quasi insostenibile già quando il “gioco funzionava”, figuriamoci oggi quando il settore è penalizzato dalla chiusura delle diverse sue attività per più di nove mesi!

In unione alla riduzione degli importi del PREU il Governo vorrebbe sospendere il relativo versamento sino al prossimo 29 ottobre per dare un po’ di respiro al settore: sempre sperando che si avveri la possibilità della riapertura delle sue attività almeno per i primi di maggio e concedere così qualche mese per “rimettersi in carreggiata”, riapparire sul territorio ed affrontare il nuovo popolo di giocatori che è sempre in attesa del gioco terrestre e delle scommesse per tanto tempo assente dalle scelte del “suo pubblico di aficionados”. Questa mossa del Governo Draghi andrebbe a soddisfare, anche se in minima parte, le richieste delle diverse associazioni che avevano richiesto un intervento per la riprogrammazione dei versamenti, ovviamente limitato al momento pandemico che ha colpito in modo speciale il gioco pubblico. Ma per il momento, di ufficiale non c’è ancora nulla ed è ancora efficace la scadenza per il versamento del PREU entro il 1° giugno 2021, forse posticipata entro e non oltre il 31 dicembre 2021.

Raggiunge il secondo posto nella classifica delle priorità del settore ludico il prolungamento delle concessioni: anche qui il Governo Draghi ne starebbe studiando l’allungamento di quattro anni, e cioè sino al 2026. Si deve considerare che quelle delle Awp sono a scadenza per il marzo 2022, mentre quelle relative alle sale scommesse sono già scadute ed attualmente vivono in regime di proroga. Il terzo posto di questo speciale podio delle esigenze del gioco e del poker online è senza ombra dubbio acquisito dall’importo dei Sostegni destinati al comparto: infatti, il primo decreto emesso dal Governo di recente nomina non è soddisfacente e gli importi sono da ritenersi più che esigui ed insufficienti. Non darebbero alcun respiro a quelle aziende di gioco che sinora non hanno quasi mai ricevuto alcun sostegno istituzionale e che hanno fronteggiato la pandemia “in proprio” e con le personali riserve economiche che si sono completamente prosciugate durante il lunghissimo periodo di chiusura.

Proprio per questo decreto sono stati annunciati “lavori in corso” e può essere che forse qualcosa cambierà, ma per il momento il parere dei giochi sui Sostegni studiati è di certo negativo e sicuramente destabilizzante perché dal nuovo Governo ci si aspettava qualcosina in più… di briciole: però, pare che gli aiuti per il settore ludico potrebbero arrivare con il prossimo Decreto Sostegni. In attesa di questo importante provvedimento economico un’altra notizia rilasciata sempre da Claudio Durigon lascia ben sperare: anche le attività di gioco, quindi quelle “non essenziali”, potrebbero avere la possibilità di riaprire i battenti con l’inizio del mese di maggio. Lo stesso politico ha assicurato che guarda con un occhio di riguardo tutto il comparto del giocoe del bingo e ne auspica veramente la ripartenza: il futuro sottosegretario con delega ai giochi sta rassicurando l’intero settore e questo non può che far piacere a tutta l’industria del gioco che quasi riesce a vedere uno spiraglio di luce sul proprio cammino, cosa che sicuramente non può che dare sicurezza a tutte le sue imprese.

Avere un buon interlocutore può far abbassare i toni che sono esacerbati in tutti i settori e lo dimostrano le continue ed esasperate manifestazioni di piazza che in questi giorni stanno portando tantissimi lavoratori nei punti di incontro delle grandi città per esporre le proprie preoccupazioni e le proprie paure. D’altra parte, come dare torto a quei settori che sono chiusi da tanti mesi come i ristoratori, gli alberghi, le agenzie di viaggio, gli ambulanti ed ovviamente anche il gioco? Oggi non esiste un settore che non sia in crisi poiché i tempi della pandemìa sono lunghissimi ed onestamente anche chi aveva da parte qualche risorsa, e l’ha usata per sostenere la propria impresa e per non licenziare i dipendenti, è completamente a secco. Ed anche se si comprende che il Governo Draghi non può fare i miracoli e non riesce a sostenere tutto e tutti, gli imprenditori non sanno più cosa fare per “restare vivi” e, purtroppo, qualcuno cede allo sconforto e non riesce ad affrontare un domani assolutamente incerto: e questa è veramente una cosa tremenda che non si avrebbe voluto mai vedere.

Pubblicato il: 26 Aprile 2021 alle 10:00

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