Ovunque si guardi si vede il gioco d’azzardo legale in pericolo

gioco azzardo legale in pericolo

Considerato che appare assodato e definitivo l’ulteriore aumento della tassazione sul gioco d’azzardo ed anche sulle piattaforme casino legali, è sin troppo evidente che sia gli operatori che le associazioni, che tutelano i propri iscritti, si ribellino a questa nuova “forzatura economica” nei confronti del settore ludico, già in serio pericolo oggi e senza un adeguato futuro che giustifichi il tenere aperte tantissime attività commerciali che trattano il business del gioco e che sono davvero in serie difficoltà. Anche la Confesercenti vuole far sentire la propria voce e contesta l’ulteriore e nuova presa di posizione dell’Esecutivo, nei confronti sempre del gioco pubblico: infatti, si sottolinea che con questo atteggiamento il gioco legale ne risulterà assolutamente penalizzato e che con tale decisione si va, senza ombra di dubbio, a favorire il gioco illegale che lo Stato e l’industria del gioco lecito stanno combattendo e contrastando da circa quindici anni, vanificando così l’impegno profuso da parte di tutti i protagonisti. In effetti, si continua a ripetere che questo continuo stillicidio di aumenti della tassazione sugli apparecchi di gioco consegnerà il territorio all’illegalità, considerato che chiuderanno migliaia di piccole e medie imprese legali che lasceranno “posti vuoti” sull’italico territorio e praterie assolutamente sconfinate per postazioni illecite, con tutto quello che vi gira attorno.

Per fare un breve riassunto di ciò che aspetta il mondo dei giochi, si devono confermare questi interventi decisi dal nostro Esecutivo Giallo-Rosso: tassa sulle vincite, riduzione del numero di Awp e Vlt, introduzione dei diritti per gli apparecchi di gioco e per l’esercizio delle sale da gioco, l’aumento del Preu. Questi sono i “pensieri affettuosi per il gioco pubblico” previsti con la Manovra 2020 e tutte cose che risulteranno essere assolutamente punitive per l’industria del settore ludico e dalle quali discenderà una situazione a dir poco drammatica: e ciò soltanto (e nonostante) perché queste imprese così penalizzate rappresentano il gioco pubblico ed operano per conto dello Stato, motivo per il quale tanti imprenditori hanno scelto la strada del business del gioco. In origine si pensava che questo “affare di Stato” venisse “protetto” dalle stesse sue concessioni statali, ed allora sicuramente era alquanto lontano il pensiero che le attività ludiche potessero venire penalizzate da normative emesse dalle istituzioni decentrate. Ma questa cosa, in quel tempo così impensabile, oggi è divenuta purtroppo realtà ed il gioco si trova a confrontarsi con l’attualità che si sta disegnando a mezzo delle scelte statali che, purtroppo, rischiano di mettere in ginocchio l’intero settore.

È fin troppo evidente che vi sia una sommossa nel gioco e che si stiano studiando proteste e manifestazioni per sostenere un settore composto da decine di migliaia di imprese lecite e che occupano migliaia di risorse: sistema che bisogna tutelare, considerando che il Governo centrale non ci sta proprio pensando, anzi. Ma questo, forse, sta a significare che effettivamente l’Esecutivo Giallo-Rosso vuole distruggere il mondo del gioco pubblico, vuole eliminare totalmente le attività di gioco dal territorio? Per questo continua a vessarlo con tutti questi aumenti? Però, dovrebbe essere più razionale, meno ipocrita: piuttosto che far morire il gioco pubblico in una sorta di agonia, dovrebbe avere la forza di eliminare completamente il gioco d’azzardo da tutto il territorio, ma dovrebbe anche dichiararsi pronto a rinunciare ai suoi introiti. Buona parte degli Esecutivi che si sono succeduti negli anni hanno dichiarato di poter fare a meno del gioco, ma così non è stato e tutti hanno attinto a piene mani da quanto era stato consegnato dal settore alle casse dell’Erario. Ed anche senza poi tante remore pseudo-moralistiche!

In ogni caso, ed indipendentemente da ciò che rappresenta il pensiero dello Stato centrale in relazione al gioco pubblico, quello che oggi si percepisce è tutta l’incertezza e l’incongruenza che “gira attorno” al settore ludico: dalla sua nascita non era ancora accaduto che vi fosse un’aria così pesante tra tutti i suoi comparti e, sinceramente, gli imprenditori non sanno più cosa pensare né, sopratutto, quello che sarà il loro vero futuro. E non si vede una luce in fondo a questo tunnel in cui è stato infilato il gioco pubblico: sembra proprio che dalla filiera si voglia solo attingere quando serve per i conti statali, ma che le promesse fatte alle imprese sono destinate a rimanere promesse, mentre la certezza che lo Stato metta ancora le mani nei cassetti degli operatori del gioco d’azzardo è più che reale. Ma sino a quando si potrà attingere a questo pozzo che non è infinito, ma che rischia di “seccarsi” inesorabilmente e completamente: ed a quel punto chissà come farà l’Esecutivo a fare a meno della “sua acqua”?

Forse, allora si accorgerà di aver sbagliato a continuare a bersagliare l’industria del gioco ed a non studiare valide alternative, sicuramente anche scontentando qualche altro settore: ma è impensabile che si debba gravitare sempre contro la stessa filiera, sopratutto quando si è a conoscenza di tutte le ristrettezze operative nelle quali sono costretti a vivere il gioco pubblico e le sue attività. Non si può credere che l’Esecutivo non sia a conoscenza delle esigenze e delle situazioni che si presentano al gioco quotidianamente: distanziometri, luoghi sensibili, orari di accensione. Tutto questo, purtroppo, fa parte della quotidianità del gioco e cose che indubbiamente stanno mettendo in ginocchio l’intero settore ludico, annientando la presenza della legalità, e del suo gioco, sul territorio. Ed anche di questo deve essere al corrente l’Esecutivo: l’insorgere del gioco illegale e le lamentele che da ogni dove si alzano per difendere l’operato del mondo dei giochi non può essere cosa che passa inosservata, sopratutto ad un Esecutivo che continua a “gironzolare attorno alle imprese di gioco” proprio come un falco sulla propria preda.

Pubblicato il: 3 Gennaio 2020 alle 10:00

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