Neppure nella fase 3 si parla di riapertura del Gioco

gioco chiuso anche in fase 3

Ormai la rassegnazione, purtroppo, fa parte integrante della vita del mondo del gioco pubblico e dei siti di casino: prima, durante e speriamo non dopo questa emergenza: rassegnazione che si sta però di fatto incancrenendo perché gli addetti ai lavori non riescono più ad avere speranze in una riapertura a breve. Oggi non si parla più, infatti, neppure di una ripartenza nella “fase 3” che si sta incanalando senza la presenza, di nuovo, del mondo del gioco pubblico. Quindi i cittadini italici, seppur in clima di semi-libertà, non potranno ancora intrattenersi nelle sale da gioco, qualsiasi esse siano, né tanto meno fare scommesse sulle partite che tra breve dovrebbero ripartire in tutta Europa. Purtroppo, così, insieme alla rassegnazione seppur non giusta si accompagna, in modo inevitabile, lo sdegno per il modo in cui il settore dei giochi viene trattato dal Governo centrale che non si degna neppure di confrontarsi con i rappresentanti del settore ludico che continuano a protestare relativamente a questo trattamento assurdo, ipocrita ed anche anti-economico che il gioco pubblico è costretto a subire da un Esecutivo Giallo-Rosso che continua a ritenerlo immorale.

Arrivati a due mesi di chiusura, zero raccolta, zero introiti per le casse erariali che erano abituate sin troppo bene dalle risorse fatte ingurgitare dal gioco d’azzardo, nonostante le continue attestazioni di immoralità nei confronti dell’intera filiera, ora al completamento della “fase 2”, si parla di confrontarsi con la “fase 3”, ma non ancora della ripartenza del gioco pubblico, delle sale da gioco e delle agenzie della scommesse. Ancora oggi, e come accade di recente, il Governo per il “suo” gioco ha scelto di non decidere: cosa che ha fatto scivolare il medesimo inesorabilmente nell’ipotetica “fase 4” (ammesso che esista davvero) ed ha, quindi, tarpato tutte le speranze di riapertura che le attività ludiche avevano riposto nella “fase 3”. Cosa si può ancora aggiungere a questa triste agonia del gioco? Nulla, ovviamente. Si può soltanto dire che si tratta di un “fare veramente vergognoso dell’Esecutivo Giallo-Rosso”, una continua discriminazione che persevera e che non si riesce ad arrestare nonostante da ciò si determini il futuro di migliaia di lavoratori del settore dei giochi che sono bloccati e non sanno quando potranno ripartire, mentre tutte le altre categorie sono state prese in considerazione.

É evidente che nei rappresentanti del comparto dei giochi si evidenzi sempre di più la presenza di sdegno e rammarico nel non essere considerati come qualsiasi altro settore commerciale o di servizi e neppure contemplato nelle varie fasi di ripartenza. Stanno riaprendo attività addirittura più a rischio di quelle del gioco, ma per loro si sono almeno pensate strategie per farle aprire, seppur difficoltose, poco applicabili ed enormemente costose: ma per il gioco d’azzardo neppure questo. Ma a che cosa sarà da attribuire tutta questa acredine da parte del Governo centrale nei confronti del gioco pubblico? Si tratta soltanto di dimenticanza nuda e cruda? Sarebbe quasi meglio suscitare dimenticanza piuttosto che indifferenza, intolleranza ed acredine? Perché per le decisioni da assumere per il gioco, si continuano a scaricare vicendevolmente le responsabilità ed ognuno trova un escamotage per non assumerle: si sta creando per il settore ludico una situazione gravissima che avrà come effetto finale un aumento smodato della disoccupazione, proprio quando tantissime imprese di settore diverso da quello dei giochi saranno costrette a chiudere od a non poter riaprire a causa dell’elevato costo dell’adeguamento ai protocolli per il contrasto al Coronavirus.

Come è ovvio che sia, dopo l’ennesima disillusione relativa alla possibile riapertura, l’intero settore verrà chiamato a mobilitarsi, come un sol uomo, per riuscire ad ottenere un cambio di rotta e di atteggiamento da parte del Governo: in caso contrario, si andrà verso il disastro totale e, quel che è peggio, si consegnerà il mercato del gioco all’illegalità, cosa che è già in essere in alcune parti dello Stivale dove la “potenza della criminalità” è già all’opera. Eppure il mondo del gioco ha dimostrato, con i fatti, di avere un protocollo di regolamentazione delle misure di contenimento alla diffusione del virus: evidentemente, neppure questo è bastato, ma non è stato neppure preso in considerazione. Neppure è stata rispettata e condivisa la presa di coscienza e la responsabilità di essersi creati un protocollo specifico per le attività di gioco, indirizzato alla riapertura dei propri punti, in modo da tutelare i gestori dei diversi esercizi, i relativi lavoratori ed ovviamente i clienti-giocatori. Cosa che non tutti i settori avevano previsto, ma invece il gioco pubblico sì. Lo studio e la responsabilità di questi protocolli è dell’Associazione As.Tro, condivisi con altre sigle associative che rappresentano il comparto.

Saranno protocolli che costituiranno un confronto con gli Enti territoriali e verrà assemblato insieme al “vademecum per il giocatore” che dovrà essere esposto all’interno dei diversi locali e che andrà a riassumere le misure principali per la sicurezza degli utenti all’interno dei punti di gioco. Ma nonostante tutto questo, che dovrebbe dimostrare la forza e la voglia del mondo del gioco di ritornare “a volare” sul mercato con tutte le sue imprese, non si riesce ad ottenere un confronto con il Governo centrale che, evidentemente, quando percepisce richieste da parte del gioco, cerca di evitare in tutti i modi di avere un colloquio: probabilmente, perché vuole evitare di decidere qualsiasi cosa per ciò che riguarda le attività di gioco, sopratutto la data di riapertura. Per non parlare quando il settore fa menzione, seppur velatamente, che questo sarebbe il momento di ricominciare da zero con il business del gioco, riorganizzarlo, ridistribuirlo e, perché no, sarebbe proprio il “momento magico” per mettere mano al riordino nazionale dell’intero settore per poter arrivare ad avere ulteriori introiti dai giochi. Cosa che in questo momento il Governo non dovrebbe disdegnare. Non sta suscitando l’attenzione nulla di tutto questo: mentre il gioco pubblico continua ad attendere. Oggi, purtroppo, già della “fase 4”, e poi di cos’altro ancora?

Pubblicato il: 6 Giugno 2020 alle 10:00

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