Manomissione Slot Machine: Come combatterla

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Sta diventando quasi un “mantra” il continuare a ripetere che la legalità nel gioco, anche all’interno dei migliori casino online slot, la sua rappresentanza a mezzo degli operatori onesti non deve assolutamente mancare, anzi. Forse dovrebbero aumentare i presidi leciti sul territorio e diminuita l’assurda tassazione che gli esercenti devono subire per poter lavorare con le apparecchiature da intrattenimento: così, forse, si eviterebbe che a qualche soggetto venga in mente di manomettere gli apparecchi i gioco, per truffare i giocatori e per guadagnare di più. Oppure, disgraziatamente, il gioco sta soffrendo economicamente troppo per le norme restrittive, è costretto a chiudere e l’illegalità si è già impossessata di questa parte del mercato dei giochi. Tali notizie si accavallano sempre più frequentemente, purtroppo, facendo temere di essere ritornati ad una quindicina di anni fa quando la criminalità organizzata era “padrona” del gioco d’azzardo: con tutto il cuore si spera che ciò non accada, ma il perdurare delle norme così proibizionistiche potrebbe anche condurre ad assistere realmente alla fine del gioco pubblico, con tutte le conseguenze illecite che questo potrebbe provocare.

In modo particolare, non si vorrebbe proprio assistere al degrado del settore ludico e dei suoi interpreti: infatti, nei giorni scorsi si è conclusa un’operazione scaturita dalla denuncia di una multinazionale, che opera nell’ambito delle apparecchiature di gioco, che ha notato anomalie sulle proprie schede prodotte ed installate appunto negli apparecchi da intrattenimento. Ma, per fare ordine e per fare ben comprendere i fatti si vuole “raccontare” cosa in pratica è accaduto e quali sono stati, poi, gli sviluppi. Dunque, come detto, si parte dalla denuncia raccolta dalle Autorità della Procura della Repubblica di Torino da parte di un’impresa che produce, ed installa schede sulle slot machine che vengono distribuite successivamente su tutto l’italico territorio: schede sulle quali sono state notate importanti anomalie nel funzionamento. A seguito di ciò, sono state aperte indagini da parte del Gruppo della Guardia di Finanza di Torino che hanno portato alla scoperta di quella che appare essere una gigantesca frode informatica ai danni dello Stato, e quel che è ancora peggio, alla truffa di migliaia di giocatori.

Tali indagini hanno “prodotto” il sequestro di oltre mille apparecchi di gioco e slot machine, alla denuncia di centinaia di gestori di tali apparecchi, ad oltre 3000 schede manomesse ed a sanzioni comminate per oltre 20 milioni di euro. Sicuramente, per arrivare all’attivazione, allo sviluppo ed alla conclusione delle indagini, così metodicamente svolte dalla Guardia di Finanza, è stata determinante la denuncia della multinazionale relativa alla segnalazione delle anomalie sulle schede di gioco. Come sicuramente è stato molto importante il supporto del personale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e degli ingegneri informatici di Sogei, partner tecnologico di ADM: questa preziosa sinergia e così tanta collaborazione hanno portato alla scoperta di questa corposa truffa che si potrebbe sintetizzare come una sistematica manomissione dei contatori fiscali delle schede di gioco, con il fine di ridurre illecitamente le vincite. Il fine, senza dubbio, è quello di truffare sia lo Stato che, purtroppo, anche gli ignari giocatori che, naturalmente, pensavano di giocare con apparecchi regolari e leciti.

Per essere ancora più dettagliati circa il “frutto della truffa”, si può specificare che la medesima provocava danno allo Stato alterando il software delle apparecchiature, permettendo ai proprietari degli apparecchi ed ai gestori (senz’altro a conoscenza di questo malaffare) di incassare importi occulti sulle percentuali di gioco di certo non dichiarandoli al fisco. Ma, dall’altro lato, portava danno anche ai giocatori, vittime dirette ed inconsapevoli di questa frode molto ben congegnata e messa in atto, poiché con la manomissione delle schede delle apparecchiature si riduceva inevitabilmente la chance di arrivare ai tanto agognati “jackpot”, croce e delizia degli stessi giocatori e “motore pulsante” di chi gioca con le slot machine. La Guardia di Finanza di Torino, per portare a termine questa vasta operazione, si è avvalsa di quasi cento Comandi Provinciali delle Fiamme Gialle considerato che le indagini hanno coinvolto tutto il territorio nazionale, partendo dalle tre aziende “base” distributrici delle slot che hanno sede sia a Torino che a Venaria Reale ed i cui amministratori, naturalmente, sono stati denunciati per frode informatica.

Ma “il racconto” del malaffare nel gioco d’azzardo non termina nella zona di Torino: si scende verso il sud del nostro Stivale per arrivare in provincia di Roma dove sono ancora in corso indagini e perizie effettuate in collaborazione sempre tra i funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e la Guardia di Finanza, questa volta di Velletri e Colleferro, per arrivare a quantificare l’entità di una frode perpetrata ai danni dello Stato che è stata compiuta, appunto, in quella realtà territoriale. I presunti colpevoli sono i titolari di tre esercizi dove i funzionari dell’Ufficio Dogane e Monopoli per il Lazio hanno sequestrato tredici apparecchi AWP, assolutamente privi sia di collegamento alle rete telematica di ADM che di autorizzazione al gioco: ai è provveduto anche al sequestro di tremila euro in contanti. Erano pure presenti alcuni telecomandi che avrebbero dovuto servire alla disattivazione degli apparecchi in caso di controlli che potevano essere effettuati dalle autorità preposte al monitoraggio.

A chiusura di questo “racconto” cosa si può aggiungere? Senza dubbio la tristezza relativa al malaffare che quando viene accostato sistematicamente al gioco non fa sicuramente mai piacere, anzi, disturba parecchio chi ama il settore dei giochi d’azzardo. Ma anche, in seconda analisi, ci si pone l’interrogativo se non sia possibile che tali fatti avvengano perché il gioco lecito “è troppo (tar)tassato” da spese ed orpelli che vengono continuamente ad essere aumentati e che sono divenuti insostenibili per le imprese. Certamente, non si vuole con ciò giustificare questi atti illegali e malavitosi: forse, però, sarebbero meno presenti se il gioco pubblico fosse considerato ddavero il baluardo della legalità e rappresentante dello Stato. Sostenuto, protetto e rispettato: cosa che a volte non accade proprio nel mondo del gioco pubblico e queste potrebbero essere conseguenze che si andranno “ad allargare a macchia d’olio”. Sicuramente si potrebbe fare, volendo, qualcosa da parte dell’attuale Esecutivo Giallo-Rosso.

Pubblicato il: 16 Marzo 2020 alle 10:00

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