L’italico gioco online desta ancora interesse

gioco italiano suscita interesse

Sicuramente, non si potrà certo dire che il gioco italico, anche quello nei casino online migliori, non abbia destato estremo interesse all’evento di Londra, Betting on Sports: il nostro divieto della pubblicità ha continuato a suscitare curiosità ma, sopratutto, perplessità, e tale attenzione ha anche lasciato spazio all’interesse nei confronti dell’italico gioco online che vede ancora all’orizzonte buone opportunità per i possibili investitori. E questa è una notizia che non può che far bene agli operatori di quel segmento che, all’emissione di quel benedetto provvedimento, erano stati percorsi da un’estrema angoscia, confrontandosi al gioco terrestre che, nonostante il divieto, poteva “godere” della visibilità fisica dei punti di gioco. Ma, nonostante queste premesse che, esagerando, si potrebbero definire “apocalittiche”, proprio in questo straordinario evento Betting on Sports, il gioco online italico è risultato ancora “vincente ed attrattivo”: il che può tranquillizzare gli operatori di questo settore, così in apprensione.

E questo interesse a che cosa si potrebbe far risalire? Sembrerebbe ad un alto margine di crescita che l’online del nostro Paese potrebbe incontrare, nonostante qualche flessione recente da attribuirsi allo stesso divieto che sta disorientando non solo questo segmento del gioco, ma anche quello terrestre! Esattamente questo potrebbe essere il motivo per cui il mercato italiano continua ad avere un particolare appeal presso gli operatori internazionali, nonostante le incertezze politiche e le ristrettezze operative che si possono percepire sul mercato interno e che non fanno sicuramente bene agli scambi ed a tutto il settore ludico. Certo, aver potuto notare che in una manifestazione di primaria importanza come Betting on Sports, vi fosse del particolare interesse per il nostro gioco online “fa senza dubbio bene al cuore” degli imprenditori: si vedrà, nei prossimi mesi, se si farà qualcosa per concretizzare “le parole in fatti”, in modo che il “sussurrio” positivo che si è percepito a Londra si vada a tramutare (pedestremente) in affari tangibili per l’industria italica del gioco.

Quindi, tale sussurrio per il nostro mercato online potrebbe, veramente, tramutarsi in realtà e con nuovi equilibri e nuove strategie potrebbe presentarsi in “ottima forma” ed offrire maggiori opportunità di comunicazione con i giocatori: a questo punto, potrebbe essere che chi detiene una rete fisica possa anche “aprire la sua mente” a qualcosa di alternativo, mobilizzando il mercato che è ancora sotto shock dopo il divieto della pubblicità. Gli operatori online puri potrebbero ricavarsi nuovi spazi usando le reti di affiliati sul territorio, poiché in fondo le grandi reti di affiliazione online sono già una consolidata realtà e seguendo questo percorso potrebbe essere una novità sviluppare quelle fisiche che forse porterebbero qualche sbocco diverso. D’altra parte, tutto il mondo dei giochi è in perenne evoluzione tecnologica e tutto può succedere e tutto può essere utile per supportare una situazione di stallo che in questo periodo sta affliggendo il settore.

Quello che interessa maggiormente, è l’appeal che il nostro online ancora può sollecitare in quanto poteva essere il segmento maggiormente danneggiato da quel divieto totale che tanto ha spaventato alla sua apparizione, ma che forse non lo farà così tanto in futuro. Sicuramente, questa paura andrà forse a toccare i nuovi operatori online che stanno entrando proprio oggi sul mercato: il divieto è uno scoglio contro il quale non sarà piacevole infrangersi, ma bisognerà confrontarsi con questo blocco totale che, indubbiamente, ha fermato tutti gli eccessi di promozione dei giochi che stavano facendo danni, special modo ai giovani giocatori. Quella situazione, purtroppo, rendeva ancora più forti le grosse aziende per le quali “spendere in pubblicità” non era sicuramente un problema. Invece, quel preciso stato di cose quasi obbligava le imprese “nascenti” a sopportare ingenti spese per farsi spazio in un palcoscenico “pieno di stelle troppo luccicanti” che sembrava impossibile “spegnere”, oltre tutto, da parte di operatori nuovi, entrati da poco sul mercato, e che facevano già sforzi incredibili solo per “stare a galla”.

Senza dubbio, anche se durante l’evento di Londra si sono percepite queste “buone considerazioni” per il nostro mercato online, non si può nascondere la tensione e l’incertezza che si percepisce alla chiusura della manifestazione ed al rientro nel nostro Paese. Infatti, ci si ritrova con l’italica situazione normativa del gioco che, onestamente, sembra fare “acqua da tutte le parti”: il settore si trova, purtroppo, in balìa di regole non omogenee e troppo restrittive, con il divieto che incombe “come la spada di Damocle” sulle teste sia del gioco online che di quello terrestre. Gli operatori e gli investitori si sentono incapaci di reagire all’attuale situazione che influisce senz’altro sul loro “fare”, ed i nuovi imprenditori che pur avrebbero tanta voglia di muoversi ed agire sono costretti, invece, a stare fermi per vedere cosa farà il nuovo Esecutivo. Sopratutto, per vedere se si darà il via ad un’altra vita del gioco pubblico che avrebbe la necessità di “ringiovanirsi” per andare al passo con i tempi che, in modo inesorabile, passano e che lasciano il gioco pubblico, forse, indietro rispetto a quello che i giocatori ricercano.

Quello che, in ogni caso, è emerso dall’evento londinese e di cui ancora si parla nonostante abbia chiuso i battenti, è che il gioco d’azzardo, sia terrestre che online, ha ancora tanto pubblico, tante persone che lo inseguono e che lo ritengono il proprio divertimento preferito, che si intrattengono con esso con gioia sana e con serenità: e questo sicuramente non solo nel nostro Paese. Ma quello che fa piacere, al di là di qualsiasi considerazione per la normativa, la tassazione e le ristrettezze operative, è che il cittadino italiano, e non solo quello ovviamente, vede il gioco come sano divertimento, ma non vuole dipendere da esso: si vuole, però, intrattenere proprio con questo gioco, fare lunghe e piacevoli partite, guardare la grafica, i colori ed i suoni che si percepiscono e perché no, scaricare anche un po’ di adrenalina che la voglia di vincere produce. Ma che male c’è? Non si fa sicuramente nulla di immorale e disdicevole e tante persone, fortunatamente, lo vivono così in modo spensierato: se ne facciano una ragione i perbenisti ed i moralisti ad oltranza.

Pubblicato il: 8 Ottobre 2019 alle 10:00

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