L’Italia del gioco attende una sistemazione definitiva

gioco italiano attende sistemazione

Nel vario disquisire di questo ultimo periodo, oltre ovviamente i discorsi relativi all’esperienza tragica della pandemìa, chi ama il gioco ed i siti italiani legali di casino on line migliori ha dovuto confrontarsi anche con la “vecchia situazione” del mondo dei giochi: le Leggi Regionali che ancor prima dell’avvento del Coronavirus hanno creato agli addetti ai lavori tante problematiche mettendoli veramente in precario equilibrio commerciale ed economico. Cosa più volte sottolineata all’Esecutivo che, purtroppo, ha fatto sempre “orecchie da mercante”, lasciando che le Regioni e gli Enti Locali facessero il buono ed il cattivo tempo continuando ad emettere ordinanze più che restrittive, distanziometri improponibili, e fasce orarie di accensione degli apparecchi di intrattenimento impraticabili. Questa è la situazione del gioco pubblico che oggi deve anche “lottare” contro la chiusura delle proprie attività imposta dai Dpcm dovuta alla (errata) valutazione del Premier Conte di rischio medio/alto delle sue attività.

È fin troppo evidente che risulti piuttosto grave la situazione di tutto il settore ludico, e delle scommesse on line, e che si stia configurando un vissuto commerciale da affrontare a breve termine con un riordino nazionale dei giochi, così come era stato prospettato più volte dal sottosegretario Pier Paolo Baretta che ben conosce le problematiche del gioco pubblico “dal lontano 2017”. Però il settore si aspettava un suo intervento più veloce vista la situazione delle varie imprese ludiche che non riescono davvero a vedere un “domani radioso” per un mondo che è sempre stato brillante, e pronto a rispondere alle richieste del Governo centrale ed ottemperando a tutti gli aumenti di tassazione richiesti, special modo negli ultimi due anni. Senza dimenticare che l’ultimo aumento è avvenuto nei primi giorni di gennaio il che sembra paradossale se si considera che i giochi sono fermi da un bel po’ e che non hanno avuto alcun incasso.

Proprio per il fatto che il gioco è forzatamente inoperoso, continua almeno a tentare di confrontarsi con le Regioni cercando di modificare le leggi vigenti, sempre restando in attesa della possibile riapertura delle attività a breve: ma la crescita della curva epidemiologica non lascia tranquilli. Nel frattempo al gioco piace pensare che questo 2021 potrebbe davvero essere l’anno per il riordino nazionale del gioco d’azzardo pubblico, assolutamente indispensabile ed improrogabile per riallineare le famigerate gare, a partire dal 2022, e sopratutto garantire un’uniformità nazionale delle regole in modo da bypassare finalmente l’arcinota “Questione Territoriale” in modo da poter garantire gli investimenti degli operatori del gioco e salvare il posto di lavoro a tanti dipendenti, sia diretti che indiretti. Purtroppo, la situazione che sta vivendo il gioco è da attribuire alla mancata attuazione dell’accordo del 2017 avvenuto in Conferenza Unificata tra Stato, Regioni ed Enti Locali che aveva soddisfatto tutti i protagonisti di allora.

Successivamente è stato un susseguirsi di Leggi Regionali, di ordinanze comunali che via via si sono accavallate per impedire al gioco di proseguire il proprio cammino commerciale perfettamente legale, ma norme che sono arrivate addirittura a sovrapporsi ed a diventare praticamente ingestibili, lasciando i vari territori in una situazione assurda: infatti, sono riuscite a mettere al bando il gioco legale dando spazio a quello che sicuramente non lo è. É ovvio che si voglia risolvere almeno questa situazione e che tutto l’italico gioco aspetti il riordino nazionale del settore con ansia e preoccupazione, ma anche con fiducia nella figura di Baretta che ben conosce tutti i vari retroscena che si muovono attorno al gioco ed al poker on line. Bisogna dare atto che negli anni sono state davvero emesse tante Leggi Regionali e Provinciali che hanno messo il gioco sotto i riflettori, ma anche sotto accusa.

Infatti, la Provincia di Trento da subito non ha visto il gioco pubblico di buon occhio e l’ha preso di mira con normative condizionanti anche se ora qualche imprenditore potrà proseguire nell’attività ludica che aveva scelto ma che gli era stata impedita. Altra regione senz’altro tenuta d’occhio sarà senz’altro il Piemonte: lì bisognerà intervenire con estrema urgenza poiché tante imprese di gioco sono state addirittura estromesse dai propri territori di competenza e se a quella situazione ci si aggiunge il periodo di lockdown di tutte le attività ludiche ci si ritrova con un risultato tragico. Si spera nella nuova normativa sul gioco che tende ad eliminare la retroattività della legge vigente sulla quale si aspetta un parere del Consiglio di Stato: quindi, per questo territorio “carne sul fuoco” ne sta cuocendo e si vedranno i risultati tra qualche mese.

Altro territorio in movimento per cambiare le norme del gioco e del bingo on line è il Lazio dove si attende con una certa circospezione la ripresa dei colloqui tra Consiglio Regionale ed operatori del settore e che riguardava le conseguenze economiche delle restrizioni normative alle imprese di gioco e l’apertura di un tavolo di lavoro. Si discute di una legge, n.5 del 2013, e successiva modifica, che potrebbe mettere a rischio circa 13mila occupati, 300 imprese di gestione e seimila punti di gioco che dovrebbero inevitabilmente abbassare le saracinesche: senza dubbio una situazione disagevole. Anche le imprese di gioco in Emilia Romagna non godono di miglior vita, indipendentemente dalla pandemìa. La legge regionale in essere, basata particolarmente sull’attuazione dei distanziometri, costringerebbe tante attività a spostarsi od alla chiusura e, purtroppo, legge che ha ricevuto alcune pronunce favorevoli da parte dei vari TAR a fronte di altrettanti ricorsi intentati da diversi esercenti.

Pronunce che entro la metà di quest’anno potrebbero determinare la scomparsa di circa l’80% delle sale giochi, sale slot machine, esistenti sul territorio prima del 2017: una strage ludica, si potrebbe dire, alla quale il gioco sta cercando di opporsi richiedendo alla politica del territorio di avviare serie riflessioni per elaborare una correzione della Legge indispensabile per ripristinare un equilibrio degli interessi economici che verranno coinvolti dalle decisioni dei vari Giudici. Invece, in una sorta di “limbo” vivono le imprese della Liguria dove il Governatore Toti ha emesso una proroga a data da destinarsi della legge del 2012 nella previsione di un riordino nazionale delle normative sul gioco che si sta ancora aspettando e, sinceramente, anche con estrema ansia ed apprensione.

Pubblicato il: 20 Gennaio 2021 alle 12:41

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