L’illegalità nel gioco stà diventando troppo forte e presente

gioco illegale troppo presente e forte

Alcune forze politiche, e questo da un lato sbalordisce poiché sino a ieri pochi personaggi politici avevano prestato attenzione al mondo dei giochi, compresi i casino on line migliori italiani, ed a quello che accade a tutta la sua filiera, in questi giorni hanno avuto “il coraggio” di guardare con occhio forse diverso il settore del gioco. Anche le esigenze delle sue imprese ed il timore dei suoi 150mila lavoratori sta raccogliendo attenzione e considerazione sia da parte politica che da parte dell’opinione pubblica, risultata particolarmente sensibile alle manifestazioni di piazza che il “gioco rosa” e tutto il comparto continuano a rappresentare davanti a Montecitorio. Si cerca di trovare un dialogo anche in quelle occasioni con la politica che oggi “apre” meglio gli occhi e la mente all’attuale situazione delle “Riserve di Stato”, alla loro chiusura che dura quasi da otto mesi, ed anche alla preoccupazione dei lavoratori dei vari segmenti del gioco che vedono vanificare gli anni impiegati a portare un settore difficile come quello del gioco d’azzardo ad essere la terza economia del Paese: settore che ha contribuito in modo alquanto significativo a sostenere per lunghi anni i bilanci dello Stato.

Purtroppo, oggi, tutto questo pare essere stato dimenticato dalle stesse istituzioni: cosa molto grave perché con tale atteggiamento si sta portando alla distruzione un settore che se lasciato lavorare potrebbe collaborare con il Governo alla ripartenza dell’economia del nuovo Sistema Italia che dovrà ricostruire “qualcosa” sulle macerie che lo tzunami Coronavirus ha lasciato dietro di sé. E questo impedirebbe ciò che invece sta accadendo oggi nel settore dei giochi e delle scommesse: l’ingresso a gamba tesa dell’illegalità nel gioco, anche in quello legale che viene acquistato dalla potenza economica della criminalità organizzata che così riesce ad infiltrarsi con i suoi “affari illegali” negli “affari legali” del gioco pubblico, gestendo così la sua liquidità acquisita a scapito delle attività di gioco chiuse per così lungo tempo, e riuscendo con queste manovre a “lavare e stirare” i propri quattrini evidentemente frutto di operazioni chiaramente illecite.

Gioco pubblico che, fermo al palo, non può fare nulla per impedire questo evolversi di cose anche perché l’attuale squadra di Governo non ha trovato il tempo di valutare davvero la possibile riapertura delle varie attività di gioco sul territorio. Aperture seppur condizionate da severissimi protocolli, che potrebbero riaffacciarsi sul mercato, aiutando con la raccolta le casse erariali ad essere meno vuote, collaborando a sostenere le spese statali che in questo particolare momento storico hanno bisogno dell’aiuto di tutti e di tutte le imprese. Infatti, che il gioco pubblico ed il poker debba riaprire appare ormai chiaro a tanti: alcuni importanti addetti ai lavori hanno sottolineato che la situazione dell’illegalità sta portando notevole disagio sia alla popolazione, che ai giocatori mettendoli a rischio, che alle stesse imprese che si troveranno costrette alla chiusura ed al licenziamento dei relativi dipendenti. Il gioco ha affrontato praticamente “in solitaria” tutta la pandemìa: con le proprie forze economiche disponibili per non chiudere le attività e per non licenziare i dipendenti.

Ma tali forze ormai sono state tutte “messe in gioco”: bisogna considerare che i Governi, sia quello precedente che quello di nuova costituzione, non hanno provveduto a sostenere l’industria del gioco e quei pochi sostegni che sono arrivati sono veramente irrisori e non possono di certo aiutare le imprese a non chiudere i battenti. Si è atteso davvero troppo nel prendere una qualsivoglia decisione che andrebbe oltre tutto a favore dello Stato: la legalità tornerebbe ad essere rappresentata, i giocatori sarebbero più tutelati poiché la richiesta di gioco c’è sempre anche in pandemìa. Ed, infine, vi sarebbe la ripresa della raccolta ed alle casse erariali farebbe parecchio comodo avere una tale “iniezione” di fiducia. Forse si aspettano “peggiori notizie di cronaca nera” per riprendere in mano la valutazione che è stata fatta delle attività di gioco e del rischio medio/alto nel lasciarle riaprire?

Si può sperare che la trasmissione de “Le Iene” faccia accendere maggiormente i riflettori sull’illegalità nelle sale da gioco dove si sono viste apparecchiature da intrattenimento scollegate dalla rete telematica dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e di Sogei: apparecchi che forniscono guadagni soltanto al gestore di quelle sale, bypassando la legalità e le conseguenti entrate erariali che farebbero invece comodo allo Stato. E non solo, come si è potuto vedere in quel servizio, i giornalisti de “Le Iene” sono stati anche aggrediti in modo violento e questo è il clima che si respira attorno al gioco illegale dove “sono quasi costretti” i giocatori più affezionati a recarsi vista la continuativa chiusura del gioco pubblico, chiusura che si sta avvicinando a grandi passi ai 300 giorni… Da questi pericolosi atteggiamenti del gioco illegale parte un appello persino da parte dei giornalisti per la riapertura del gioco pubblico per non mettere in “territorio in mano alla criminalità che gestisce il gioco d’azzardo” e che non è per nulla tenera!

Altro appello dei giornalisti riguarda il fatto che nel video raccolto si vede che i giocatori sono vicinissimi e fumano: e quest’ultimo è un atteggiamento di grave pericolosità per la diffusione del virus. Mentre nelle sale da gioco legali è stato dimostrato che il distanziamento può essere tranquillamente applicato, non si fuma, tutti gli apparecchi di gioco vengono sanificati dopo l’uso di ogni giocatore, esiste una rigorosa distanza tra un apparecchio e l’altro, come esiste il controllo del numero degli utenti. Tutte cose dimostrate dal gioco, ma mai seriamente considerate: oppure, il nuovo Esecutivo ha troppe cose da affrontare e non riesce ad affrontarle tutte con dovizia, ma è un male perché si dà la possibilità all’illegalità di continuare ad acquisire spazio e potenza economica in modo così semplice. Sembra di essere ritornati vent’anni indietro, quando il gioco d’azzardo, ed il bingo, era proibito e gestito più che chiaramente dalla criminalità: cosa che rispecchia, purtroppo, l’attualità.

Pubblicato il: 20 Aprile 2021 alle 12:00

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