Le scommesse clandestine stanno spopolando sul web

scommesse clandestine sul web

Dopo l’apparizione sui social del video di una corsa clandestina di cavalli ripresa nelle strade centrali di Palermo ci si domanda in modo serio se è proprio ciò che vuole il Governo: continuare a bloccare il mondo del gioco legale, in tutti i suoi segmenti ed anche in quello delle scommesse, aspettando così che gli affezionati puntino su incontri, corse, partite illegali entrando in contatto con la criminalità organizzata che gestisce il gioco d’azzardo. Davvero l’Esecutivo si sente in grado di rinunciare al “suo” gioco pubblico ed ai migliori casino legali italiani? Gioco che ha inventato e messo sul mercato una quindicina di anni fa, proprio per “detronizzare” il gioco illegale che si sta riprendendo velocissimamente il mercato lasciato vacante, si spera temporaneamente, dal gioco legale. E non si parla del momento di emergenza attuale nel quale tutte le attività lecite sono rimaste chiuse, qui si vuole parlare del gioco pubblico, prima dell’esplosione così devastante del Coronavirus con tutto quello che ha comportato.

Il gioco pubblico, scommesse incluse, sono tre o quattro anni che vive in una situazione alquanto precaria, messo in un angolo quando addirittura non espulso dai propri territori di competenza: vita difficoltosa, onerosa, non rassicurante di sicuro sotto vari punti di vista. Anche di fronte a ciò, lo Stato centrale continua ad essere latitante per qualsiasi decisione si debba prendere per tutelare la “sua Riserva di Stato”, lasciando alle Regioni il potere di fare e disfare normative che non fanno altro che mettersi di traverso alle attività ludiche ed ai suoi operatori. Non ci si può dimenticare oggi, per la pandemìa, quello che è accaduto sino ad ieri con i vari distanziometri, le fasce orarie di accensione degli apparecchi di gioco ed anche le aperture delle varie sale giochi ed agenzie di scommesse. Sarebbe veramente ipocrita! Ma per tornare alla corsa clandestina, la si vorrebbe riassumere e raccontare, seppur con poche righe, ma che dimostrano la situazione del gioco lecito sul territorio.

L’accaduto è assurdo e paradossale, sopratutto perché si è svolto nell’assoluta tranquillità di una nottata primaverile in una città stupenda come Palermo che ha offerto la sua bellezza come scenario per questa corsa di cavalli assolutamente illegale, ma per questo sicuramente non evitata ed infatti parecchio seguita e trasmessa sui social forse addirittura per puntualizzare e sottolineare la “forza” di tale evento. Dunque, la corsa di cavalli clandestina si è srotolata nel cuore delle vie del centro della città, ripresa e diventata successivamente virtuale sui social: gara perfetta ed in piena regola come hanno rilevato, poi, i Carabinieri del Centro Anticrimine Natura di Palermo. Corsa illegale organizzata senz’altro per sopperire alla mancanza di eventi sportivi su cui scommettere legalmente e conseguente alla chiusura delle varie agenzie di scommesse ed alla sospensione dei campionati alle quali generalmente gli scommettitori si rivolgono molto volentieri. Se non basta quanto accaduto a Palermo a far comprendere all’attuale Esecutivo Giallo-Rosso il rischio in cui si cadrebbe qualora sparisse l’offerta del gioco d’azzardo pubblico!

Cosa si dovrebbe sottoporre a chi ci governa e che continua a tentennare sul gioco pubblico? Più chiaro di così: il gioco di Stato, e quindi legale, e gestito da operatori assolutamente integerrimi da contrapporre alla criminalità organizzata che gestisce il gioco illegale, non può e non deve essere eliminato. A meno che non si voglia consegnare la città alla malavita come quindici anni fa, dove il gioco era di dominio della criminalità che ne “tirava i fili”, mettendo a serio rischio il territorio ed i cittadini. Quindi, non si può smettere di sottolineare che sarà indispensabile consegnare alla città ed ai cittadini che lo desiderano un gioco nuovo ed ancora più interessante. I giocatori sono tanti, non problematici, non soggetti alla dipendenza da gioco d’azzardo, non compulsivi ma semplici estimatori del settore. Può essere che con l’occasione dell’emergenza sanitaria, e considerato che quest’ultima farà fare delle scelte precise allo Stato, lo stesso decida magari di intervenire “personalmente” proprio nei confronti del “suo gioco pubblico”.

Infatti, si potrebbe mettere all’opera, visto che sta ricostruendo l’economia nazionale, anche per quanto riguarda il riordino del settore dei giochi a livello nazionale. Così si potrà avere un gioco pubblico meglio distribuito, meglio rappresentato dai propri operatori, più coinvolgente ed interessante: ma il desiderio intrinseco del settore ludico è avere un gioco integrato finalmente nel sociale e considerato come tutti gli altri settori lavorativi che contribuiscono a sostenere il Paese e ad occupare tanti lavoratori presso le proprie imprese. Se l’Esecutivo è corretto, come dovrebbe essere seppur non particolarmente portato al mondo del gioco, non può evitare di riconoscere che il settore del gioco ha procurato sempre tantissimi introiti per l’Erario ed occupato tantissimi lavoratori in diverse categorie professionali. Forse il gioco si merita anche questa sorta di considerazione da parte dello Stato che l’ha sempre negata e sopratutto ultimamente, da quando i Governi sono stati “composti a quattro mani”, ha sempre girato la testa dall’altra parte dinnanzi alle richieste più semplici fatte dai rappresentanti del gioco pubblico.

Si sono rifiutati persino incontri per sottoporre le esigenze di questo settore che essendo “riserva di Stato” ha sempre obbedito ai continui aumenti di tassazione, alle variazioni degli apparecchi di gioco, ai distanziometri ed a quant’altro gli sia stato sottoposto. Invece, lo Stato centrale non ha accondisceso ad alcuna richiesta, alcun incontro, alcun confronto, alcun scambio di opinioni e di idee. Il gioco pubblico è lì, considerato a livello di rischio medio-alto per la pandemìa, che aspetta ancora di ritornare ad aprire i battenti, ammesso che avrà ancora autonomia per qualche mese di stare in piedi in attesa e, come sempre, di “ordini” istituzionali ai quali per la qualità di gioco pubblico si allinea. Ma per quanto ancora potrà farlo? Intanto, si deve assistere alle riprese di una corsa di cavalli illegale per le strade di una città bellissima ed affascinante come Palermo, con la criminalità che indubbiamente avrà gestito le scommesse e con il gioco pubblico legale che aspetta, aspetta ancora di riaprire e di avere anche qualche change per controbattere l’illegalità.

Pubblicato il: 19 Maggio 2020 alle 10:00

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