La manovra finanziaria punta forte sul gioco d’azzardo

manovra finanziaria e gioco azzardo

La fantasia, sicuramente, non è una prerogativa dei vari Esecutivi che sono chiamati a governare il nostro Paese! Quando si arriva alla manovra finanziaria annuale la nostra politica non vuole spaziare nel mondo delle ipotesi fantasiose, ma “punta” esclusivamente sulla certezza del gioco pubblico, compresi i casino online italiani migliori, e mette in atto la solita, trita e ritrita consuetudine di studiare una percentuale variabile per aumentare la tassazione sul settore: ma quest’anno, dopo il 2018 trascorso anch’esso con aumenti e divieti, non sarà sicuramente un’operazione semplice ed il risultato, sopratutto, potrebbe non essere quello che il Governo si aspetta. Qui, forse, potrebbe entrare in gioco la fantasia degli operatori per accontentare il Governo, ma in questo settore, purtroppo, non esiste più perché è stata tutta adoperata per riuscire a sopravvivere commercialmente su di un mercato falcidiato da norme restrittive, dissennate e sicuramente discriminanti che continuano ad esistere nei confronti della “riserva di Stato”, gioco pubblico.

Quello che sicuramente manca al nostro attuale Esecutivo (ma anche a quello precedente) è, invece, il coraggio perché solo con una sua buona dose si potrebbe attuare una vera e propria riforma del mondo dei giochi dalla quale potrebbero crearsi i presupposti per recuperare entrate ancor più significative per le casse dell’Erario, ma impostando il tutto con pragmatismo e non con la sola fantasia che ha portato il settore sino al punto attuale di totale dissesto dell’intera filiera. Qualche tempo fa si era affacciata l’ipotesi di una tassazione sul margine in favore di strade che si sono rivelate oggi sicuramente più facili ed immediate, ma che ora potrebbero anche non essere più attuabili. In realtà sinora le operazioni dell’aumento del Preu hanno sempre condotto al risultato che i vari Esecutivi avevano come obbiettivo primario: questa volta, purtroppo, non potrà più essere considerato così, poiché ciò che si attende il Governo sono incassi su un’ipotetica raccolta invariata.

Infatti, il mondo del gioco risulta decimato nella sua base, la filiera del gioco non è più la stessa come numero, non incassa più le cifre di qualche anno fa, le attività commerciali sono troppo prese di mira dagli svariati aumenti che non fanno parte della fantasia, purtroppo, perché sono tangibili e senza ombra di dubbio, completamente dissennati. Se si facessero due conticini ci si renderebbe conto che ciò che rimane per il “cassetto” delle attività ludiche è veramente poca cosa ed a volte non giustifica neppure che le aziende rimangano aperte! Quindi, bisogna che la fantasia della nostra politica spazi altrove e vada a rintracciare risorse modulate in altro modo, ma sopratutto in altro settore: prima ancora, però, dovrebbe rendersi conto di dover ottemperare alle promesse fatte in relazione al riordino dei giochi in tutti i suoi segmenti, e non solo in quello delle apparecchiature da intrattenimento.

Riorganizzare l’offerta del gioco sul territorio, una forma di allineamento della tassazione, norme nazionali che rendano uniforme ed omogeneo tutto ciò che regolamenta il settore dovrebbero essere realtà e non fantasia ed è ciò che si aspettano gli operatori per le proprie imprese: questo renderebbe, senza ombra di dubbio, il gioco sostenibile o quanto meno gli farebbe mantenere quella “quota di sostenibilità” che oggi possiede. La filiera del gioco, inoltre, si era anche fidata delle promesse del precedente Esecutivo, e successivamente di quello attuale: quello precedente era persino arrivato a dichiarare, per voce dell’allora sottosegretario all’Economia, che il riordino del gioco pubblico era ormai pronto, anche se onestamente non se ne era sentito parlare. Il tutto comprovato dal fatto, poi, che quel riordino “pronto” non è mai arrivato, mentre è arrivata la fine dell’Esecutivo Giallo-Verde, lasciando la strada aperta per quello attuale, composto dalla coalizione Pd-M5S, dove il gioco pubblico è stato inserito nella lista delle “cose da fare”, posta a base dell’accordo di Governo stilato tra i due schieramenti e con la successiva ulteriore promessa del provvedimento di riordino.

Certamente, però, dispiace constatare che anche stavolta il Governo ha mentito, almeno per il momento, e si è visto con la Manovra appena conclusa, soltanto l’aumento di nuovo del Preu, cosa che sicuramente andrà a compromettere la già precaria sostenibilità del gioco: questi interventi senz’altro minacciano tutta la filiera e mettono il settore ancor più in difficoltà, rischiando di far entrare sul mercato in modo prepotente il gioco illegale che, come si sa, generalmente è gestito dalla criminalità organizzata. Quasi, in realtà non esistono più i presupposti, intesi come margini, per tenere la filiera degli apparecchi di gioco in piedi e quasi, se si continuerà su questa strada, non ci sarà (estremizzando) più alcuna attività ludica da riordinare. Rimarrà disponibile per il giocatore un’offerta di gioco che non sarà più offerta dalla rete legale del gioco pubblico ed il giocatore dovrà confrontarsi con qualcosa di diverso che non lo tutelerà nelle giocate e nella certezza di incassare le eventuali tanto agognate vincite.

E non è solo il gioco pubblico che attesta la previsione di questi risultati: anche l’Ufficio Parlamentare di Bilancio parlando della fiscalità nel settore dei giochi, denunciava che gli aumenti delle aliquote avrebbe potuto comportare una flessione importante della raccolta complessiva, “indebolendo la stabilità economica di tutta la filiera, causando di conseguenza una riduzione delle entrate erariali”. E, poi, non bisogna dimenticare che la “precaria sostenibilità attuale” del gioco pubblico è da attribuirsi ad investimenti intrapresi in passato, ma in condizioni ben diverse da quelle attuali: queste considerazioni in generale si riferiscono ancor prima degli ultimi tre aumenti dello scorso anno… figuriamoci oggi come potrebbero essere! Non si può sicuramente evitare che gli addetti ai lavori siano particolarmente preoccupati ed attenti a qualsiasi minimo movimento si possa registrare da parte dell’Esecutivo Giallo-Rosso. Ovviamente, il miraggio rimane il riordino del gioco: e pensare che farebbe contento lo stesso settore, i giocatori, e persino le casse dell’Erario che con il riordino potrebbero sicuramente riempirsi meglio, considerando che le imprese di gioco sarebbero finalmente fuori dal pantano in cui questa situazione attuale costringe lo stesso gioco a vivere.

Pubblicato il: 7 Novembre 2019 alle 10:00

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