La criminalità che si insinua nel gioco d’azzardo legale

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Non esiste alcun dubbio quando fermamente si afferma che il gioco di Stato, compresi i siti migliori italiani di casino online, deve continuare ad essere, in ogni modo, presente sul nostro territorio, da nord a sud dello Stivale. Quante volte si è sottolineata, purtroppo ed anche se ciò non faceva assolutamente piacere, la sinergia tra il gioco d’azzardo e la criminalità organizzata? E quante volte ancora si è evidenziato che la predisposizione delle organizzazioni criminali verso il settore del gioco illecito andava troppo “a braccetto” con il mondo dei giochi e questo dava molto fastidio a chi ama il gioco pubblico e lo apprezza quando viene proposto nella legalità? Per dovere di cronaca, infatti, spesso ci si è trovati nella situazione di riferire fatti di cronaca ed operazioni delle nostre Forze dell’Ordine che sono impiegate lungo tutta la Penisola per monitorare eccontrollare che il gioco si svolga nel modo più corretto e, quindi, nell’assoluta legalità senza “terze interferenze” criminali che mettono tutto il settore in discussione.

Territori e popolazione che rischiano di entrare in contatto con qualcosa di illegale che non può trasmettere nulla di positivo, ma soltanto malessere, insicurezza ed estremo pericolo, oltre al rischio in cui incorrono i giocatori (quelli più sprovveduti) di non ricevere il pagamento delle proprie tanto agognate vincite! D’altra parte, si sta facendo sempre più tangibile la strada della consapevolezza che purtroppo il gioco d’azzardo pubblico, e quindi legale, sta vivendo una vita difficile e piano piano sta quasi scomparendo dal territorio nazionale a causa delle norme restrittive che costringono costantemente gli operatori a chiudere le attività legali, consegnando sempre più terreno all’illegalità e lasciando “praterie” disponibili nelle quali “galoppano” le attività di gioco illegali, oltre tutto con grande tornaconto finanziario. Ma come se questo non bastasse e non fosse già un quadro apocalittico per la legalità, bisogna leggere con attenzione la relazione presentata dalla DIA, Direzione Investigativa Antimafia, e relativa al primo semestre 2019.

Tale documento è seriamente preoccupante: dallo stesso si può evincere l’astuzia con la quale l’intelligenza criminale svolge la sua opera in una “particolare complessità strategica”. Infatti, ci si deve confrontare con attività criminali di “primo e di secondo livello” dove nel primo si svolgono attività criminali, e quindi illecite, “nude e crude”, mentre nel secondo livello si sviluppano attività criminali inserite addirittura su piattaforme legali di gioco, oppure nei confronti di operatori leciti che lavorano nel settore dei giochi e delle scommesse. La seconda situazione, non vi è dubbio sia estremamente allarmante perché mette ancor di più in condizione di non riuscire più a riconoscere quale attività sia legale e quale invece, di fatto, non lo sia. Si pensi in effetti alla difficoltà che può incontrare un giocatore a riconoscere un punto di gioco lecito ed uno che non lo è se ci si ricorda che non esiste più la pubblicità che aiutava a fare una precisa selezione!

Special modo è “Cosa Nostra” che si muove all’interno del mondo dei giochi con strategie operative alquanto sofisticate che tendono ad infiltrare la criminalità in questo settore “così particolarmente gradito”: ma il passo ulteriore al quale si dovrebbe prestare più attenzione è proprio l’obbiettivo che la criminalità si pone e, cioè, quello di inserirsi anche nel gioco legale. Tale penetrazione riguarda la gestione delle apparecchiature da intrattenimento, le famose slot machine, poi le scommesse sportive online ed, infine, il fenomeno del match fixing. E non solo: infatti, le organizzazioni malavitose sono interessate anche all’apertura di sale da gioco, agenzie e punti di raccolta di scommesse, mettendo così in atto una nuova forma “imprenditoriale” applicando per fare questo il “suo consueto metodo estorsivo”, ma si impone anche per arrivare al controllo diretto di centri scommesse (leciti), già ben avviati, e che producono un notevole tornaconto economico. La relazione della DIA rende altresì noto che a mezzo di investigazioni è emerso come importanti imprenditori del gioco, appoggiandosi a “facoltose” famiglie mafiose riescano ad imporre il loro brand, nascondendo proprio dietro questo percorso interessi di società estere.

Oltre tutto, tale volume di affari si moltiplica a vista d’occhio quando si ricorre a piattaforme di gioco estere, già predisposte per realizzare truffe informatiche: ciò crea un sistema parallelo a quello legale, che purtroppo non è facile rintracciare e che non si conforma, ovviamente, alla normativa del nostro Paese in materia fiscale e di antiriciclaggio. Se si passa il concetto di questa nostra frase, si può dire che la tecnologia “assiste ed aiuta” le infiltrazioni criminali, particolarmente attraverso le piattaforme di gioco estere dove si sviluppa maggiormente la gestione di siti di scommesse sportive online ed il fenomeno sempre più crescente del match fixing. In effetti, imprenditori di quei paradisi fiscali, oppure addirittura prestanome, sfruttano il principio della libertà di costituire società di gaming e di betting in altri Paesi dell’Unione Europea, ma operando su territorio nazionale, traendo notevoli vantaggi da normative sicuramente meno esigenti e restrittive di quelle che sono in vigore nel nostro Paese.

Sempre le indagini di Polizia Giudiziaria, purtroppo, hanno dimostrato che molto spesso i concessionari di siti legali si sono rivolti alle varie articolazioni di Cosa Nostra stringendo accordi illeciti per favorire i propri affari e questa è la strada peggiore che si possa percorrere per fare in modo che il gioco legale venga raggiunto dall’illegalità senza freno delle attività criminali. Così, partendo dalla legalità dei concessionari, ci si trova a doversi confrontare anche con la sfrontatezza della criminalità che mette in atto tutte le strategie possibili, purtroppo non ancora completamente note alle Forze dell’Ordine, e criminalità che sembra essere sempre “un passo avanti” alla legalità ed agli agenti che lavorano incessantemente per contrastarla. É un ambito sicuramente difficoltoso ed ampio che coinvolge strutture che hanno sede all’estero e, quindi, di difficile raggiungimento: questa, purtroppo, è la realtà con la quale la nostra Polizia si deve confrontare. É esattamente per questo motivo che ci si augura che il gioco legale ed i suoi rappresentanti, “Riserva di Stato” siano sempre presenti sul territorio e che non siano costretti proprio dalle stesse nostre normative a chiudere i battenti.

Pubblicato il: 8 Febbraio 2020 alle 10:00

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