La certezza del reddito per i lavoratori del gioco d’azzardo

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I vari progetti, veri o presunti, che si stanno mettendo in campo per la ricostruzione del Sistema Italia apparentemente non stanno mettendo in moto l’economia nazionale: le attività che sono riuscite ad aprire adeguandosi ai rispettivi protocolli, difficoltosi e costosi tra l’altro, non stanno “ricevendo il tornaconto” desiderato dalle stesse imprese che si sono uniformate alle indicazioni istituzionali per cercare di dare un senso al proprio immediato futuro. La cassa integrazione che ha provocato fiumi di parole e discussioni infinite di certo non ha funzionato come ci si aspettava, tanto che vi sono soggetti che stanno ancora aspettando i contributi di marzo. Quindi, la prossima scadenza della CIG sta mettendo in agitazione gli operatori ed i lavoratori che continuano a vedere sempre meno speranza in una ripartenza redditizia e che possa essere una base per vedere “un domani”: ovviamente, i sindacati sono all’opera per cercare di vedere chiaro su ciò che accadrà tra pochi giorni ed è evidente che “l’ambiente non sia affatto sereno”.

I settori che stentano paurosamente nel riaffacciarsi al mercato sono il gioco ed i casino migliori italiani, il turismo e la ristorazione sempre con motivi da far risalire alla pandemìa oltre che, come per il gioco pubblico, ad una situazione di disagio già preesistente l’emergenza e da attribuirsi alla restrizione normativa che aveva costretto “all’angolo” le attività lecite in alcuni territori, dove addirittura il gioco legale era da considerarsi estromesso dalla propria zona di competenza. Il turismo per suo conto è bloccato sia dalla mancanza di “materia prima”, causata dal timore nei visitatori degli spostamenti quanto dal blocco dei voli da alcuni Paesi: e la ristorazione di conseguenza alla poca presenza di turisti che in questo periodo estivo erano quell’incentivo che dava speranza per tutto l’anno economico delle attività. Insomma, un quadro per questi tre settori specifici non certo edificante e proprio per questo i sindacati sono “sul piede di guerra” per quanto riguarda la cassa integrazione.

D’altra parte, è un dato di fatto che le agenzie di viaggio ed i tour operator abbiano attività ancora troppo ridotte, i pubblici esercizi ed i ristoranti pagano il timore delle persone ad entrare nei locali temendo nonostante l’applicazione dei protocolli il pericolo di contagio. Come pure le sale da gioco che inizialmente sembrava avessero avuto un impatto favorevole nella ripartenza, oggi si trovano a confrontarsi con il timore del contagio e la scomodità delle mascherine e dei guanti imposti ai giocatori, oltre al “cambiamento dell’accoglienza” di questi posti nei quali il popolo dei giocatori si recava per socializzare e ritrovarsi con amici e per fare qualche bella partita con le slot machine. Ora, posto tutto questo, si deve parlare forzatamente della cassa integrazione promessa, ed in alcuni casi in perenne ritardo, che deve assolutamente continuare a sostenere la vita dei lavoratori di questi settori specifici, ma come lo deve fare con tutto il resto della forza lavorativa del Paese.

Ma senza dimenticare anche che la filiera del turismo coinvolge, proprio perché legata alla stagionalità, tutta una serie di contratti stagionali ed a chiamata e tantissimi lavoratori che operano in aziende in appalto. Voci di corridoio spifferano che dovrebbe essere prorogata la CIG per altre 18 settimane, accompagnata dal divieto di licenziamento con alcune eccezioni che seguono la cessazione di attività. Certamente se la CIG fosse stata impostata per tutto questo benedetto 2020, non ci sarebbero così continue preoccupazioni per i lavoratori che devono gestirsi con una situazione difficilissima, posto che la CIG non è per nulla scorrevole e di facile raggiungimento “pratico”. Come detto, ci sono persone che la stanno ancora aspettando da mesi e questo è inverosimile oltre che intollerabile.

La crisi economica che attanaglia il nostro Stivale è critica, lunga ed imprevista e si aggiunge ad una debolezza del Paese già presente prima dell’emergenza e che toccava diversi settori, oggi quelli maggiormente compromessi. Secondo i sindacati i provvedimenti sino a questo momento messi in campo con i decreti Cura Italia e Rilancio sembrano non assorbire l’urto e l’entità dell’emergenza che da sanitaria si è trasformata in economica e che sta preoccupando gli imprenditori, i lavoratori e “si spera anche l’Esecutivo”. Da questa criticità economica discende l’assoluta esigenza di continuare a dare risposte sull’occupazione e sul reddito dei lavoratori: deve essere una priorità anche se il mondo del gioco dalle risorse messe a disposizione dall’Esecutivo non ha avuto tanto a che fare. Ha avuto accesso alla CIG in modo discontinuo e mai nei tempi giusti, ha avuto anche qualche spostamento di versamenti relativi alla raccolta del gioco d’azzardo che non si è potuto verificare e quindi provvedimento assolutamente indispensabile.

Come non ha avuto accesso ai finanziamenti a sostegno delle imprese perché gli istituti di credito non finanziano chi opera nel gioco d’azzardo e veramente poco, pochissimo altro: tutte cose che hanno portato il gioco pubblico in una sorta di “buco nero” dal quale uscirne sarà un’impresa titanica. Proprio per queste negatività “destinate” al gioco pubblico si spera che la priorità dell’Esecutivo sia davvero quella di continuare a sostenere anche le imprese ludiche con la CIG, proprio per non far ricadere i suoi lavoratori nella fase della disoccupazione e disperdere così questa forza lavoro e la sua professionalità. Non si dovrebbe lasciare nessuno da solo con le proprie esigenze quotidiane ed in forza di queste dichiarazioni rilasciate d’impatto, ed in quel momento “di pancia”, anche dal Premier Conte si spera che lo stesso mantenga tali promesse. I tanti lavoratori che non sono ancora stati raggiunti dagli ammortizzatori sociali devono essere “messi in tranquillità” per tutelare la loro dignità e quella delle famiglie: cosa che deve essere fatta per tutti, anche per coloro che operano nel gioco d’azzardo: non sono sicuramente lavoratori e cittadini di Serie B.

Pubblicato il: 4 Agosto 2020 alle 10:00

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