In arrivo una maxi tassa sulle vincite al gioco

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Si presume che certezze sul testo della Manovra 2020 non vi saranno ed automaticamente, quindi, si è ancora in bilico sulle scelte dell’Esecutivo Giallo-Rosso ove andare a reperire le risorse che servono per far “quadrare il cerchio” del bilancio statale. Ma siccome il nostro Governo, di qualunque colore sia, soffre di una sindrome cronica ormai “incurabile”, che consiste nel prelevare il più possibile dal mondo del gioco pubblico, compresi i siti italiani di casino online, quando servono risorse statali, ecco che si riaffaccia l’ipotesi di una maxi tassa sulle vincite e si parla di una “buona” percentuale, quella del 23%. Ciò che tutto il settore sperava non accadesse, quindi, svanisce e ci si trova di nuovo, ed anche quest’anno per non smentire le attese, a confrontarsi con un aumento nel gioco: per il momento non si parla delle apparecchiature da intrattenimento, già sottoposte allo stillicidio di aumenti dello scorso anno e di quelli che si rappresentano per l’inizio del prossimo, ma delle vincite sì.

Dunque, nella frenesia che sta coinvolgendo la nostra politica per la Manovra 2020, è ovvio che i tecnici siano alla ricerca di qualsiasi possibilità possa garantire nuove entrate: un giorno indicano una cosa e poi smentiscono, ne riannunciano un altro tipo e dopo rinunciano. Ma si sa che la predilezione nel ricorrere ai giochi “quando non si sa dove sbattere la testa” è immensa e, quindi, il settore ludico si deve preparare ancora una volta ad assistere alle mani della politica che affondano nelle risorse del gioco pubblico: oggi, sembra quasi una certezza e si parla di importi per circa 500 milioni ai quali si arriverà attraverso varie e diverse strade. Per esempio si ricorrerà all’anticipo della procedura di gara delle nuove concessioni degli apparecchi, che scadrebbe nel marzo 2022, senza però che sia stato emesso il riordino nazionale dei giochi e questo è veramente un problema, ma scrivendo le regole della gara in modo da poterla avviare alla fine del 2021.

E non solo: si andrebbero ad aggiungere anche i proventi della proroga onerosa delle concessioni di bingo e scommesse e l’introduzione dell’obbligo di iscrizione al registro unico di tutti gli operatori del gioco con un aumento generale della relativa quota da 150 a 200 euro. Fermo quanto è stato detto sino ad ora, poi, lo scenario degli aumenti si allarga e cambierebbe ancora con l’introduzione di una maxi tassa sulle super-vincite al gioco: un prelievo del 23% contro quello attuale del 12%, il che è veramente “un bel balzo”! Visto, altresì, che è stata trovata questa bella pensata potrebbe accadere che la tassa in questione venga applicata anche alle vincite al di sotto dei 500 euro, oggi esenti dal prelievo da parte dello Stato: ovviamente, questi importi sarebbero di pochi euro, ma su milioni e milioni di vincite dei cittadini-giocatori il totale potrebbe essere “ragguardevole” e, senza dubbio, di utilità. Le menti “contorte” dei tecnici, poi, dovrebbero applicare per questi aumenti una sorta di “scala” partendo dall’aliquota minima del 12% sino ad arrivare come detto al 23% comprendendo in questi scaglioni anche il gioco del Lotto che oggi ha una “piccola tassazione”, solo dell’8%.

Sicuramente, la cifra che si deve raggiungere per la Manovra 2020 è di 7,2 miliardi è ragguardevole: il Governo Giallo-Rosso ha promesso questa cifra attribuendola alla lotta all’evasione come annunciato nella Nota di aggiornamento al Def: ma le premesse per arrivare a ciò che necessita non sono tali da far star tranquilla la nostra politica. Neppure la improvvisa compensazioni per imprese e cittadini, anch’essa nel mirino di tante osservazioni e di qualche costernazione, come neppure il giro di vite su accise e carburanti, il contrasto al gioco illegale e persino la riapertura della rottamazione fa arrivare a quanto necessita: il computo di questi interventi arriva soltanto a 3,5 miliardi di euro, la metà scarsa di quello che necessita. Ormai, i tecnici di Palazzo Chigi avranno “le menti che fumano”, però sanno che a questi “miliardi” mancano le stime di maggiori entrate sul fronte della lotta al gioco d’azzardo.

Proprio perché la previsione indicata nella Nadef sembra ancora oggi un “miraggio”, bisognerà stare alla finestra per aspettare qualche sorpresa da parte del Governo proprio in “direzione del mondo del gioco d’azzardo” dove si andrà inevitabilmente ancora a parare se non si troveranno alternative più “producenti”. Il gioco, però, non avrebbe bisogno di altri balzelli economici, nello scorso anno ne ha già assorbiti tanti: purtroppo, la certezza che avverrà “qualcosa” anche quest’anno comincia a radicarsi realmente e ci si deve preparare quanto meno a qualche sorpresa particolarmente “originale”, come quella della figura dell’agente speciale che si infiltrerà nel mondo del gioco presso i vari punti di vendita dei prodotti ludici, per stanare il gioco minorile… Certo che di fantasia l’Italia politica è piena, non c’è ombra di dubbio!

Sino ad oggi il gioco pubblico non aveva la certezza che si potesse nuovamente ricorrere al suo settore per le esigenze economiche dello Stato: lo sperava in cuor suo, vista la situazione di tutta la filiera, le leggi regionali restrittive, gli aumenti che l’anno scorso sono stati applicati in modo inopinato, il divieto della pubblicità ai giochi ed alle scommesse. Mano a mano, però, che i giorni passano, le voci di aumenti anche per quest’anno si fanno sempre più realistiche e cominciano a diventare non più voci, ma “programmi di intervento sul gioco pubblico” e, quindi, la speranza degli operatori comincia a venir meno. Ma sino all’ultimo si vorrà sperare che l’Esecutivo si renda conto della situazione attuale che il settore ludico vive, la confusione ed incertezza che ormai fanno parte del quotidiano di tutte le attività commerciali ludiche. Anche se l’esperienza insegna che la presenza del gioco pubblico è veramente di poco interesse per gli Esecutivi di turno, non ci si cura di tutto ciò che il settore rappresenta sul territorio se non quando vi si deve rivolgere per gli “interessi della Nazione”. Eh già…

Pubblicato il: 26 Ottobre 2019 alle 10:00

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