Il nuovo Governo si ricorderà del gioco d’azzardo?

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Il vecchio Esecutivo Giallo-Verde ha basato la propria vita, durata purtroppo soltanto quattordici mesi, su di un contratto che vedeva inserite idee discordanti sin dalla nascita: si può dire, vista la lontananza nell’interpretazione della parola Governo, quindi di gestione di un Paese e della sua popolazione, che ci si meraviglia che sia rimasto in essere per tutto questo tempo viste le discussioni che, sopratutto recentemente, hanno minato i rapporti dei due vice premier che non se le sono sicuramente mandate a dire. Non erano d’accordo su nulla: tranne, forse, sullo “strapazzare” il mondo del gioco d’azzardo e dei siti di casino, considerando che una parte dello schieramento di Governo ha portato l’intera industria di settore al disastro totale: però l’altra parte, in ogni caso, non si è mai opposta a “questo fare” come, invece, è stato fatto per altre questioni. Certamente, questioni più importanti a livello politico, ma quella del gioco pubblico è altrettanto rilevante a livello economico, occupazionale e di tutela del territorio.

Ma il fatto che per mettere insieme un Esecutivo, discorde dall’inizio, si fosse stipulato un contratto vale a significare che le parti erano sufficientemente lontane l’una dall’altra e con l’andare dei mesi la cosa non è migliorata né nei risultati, né nei toni divenuti sempre più accesi ed aspri. Questa, però, ormai è storia: si vuole invece avere la forza di guardare in avanti e vedere, od almeno cercare di prevedere, cosa potrebbe mai fare il nuovo Esecutivo per il gioco pubblico, riserva di Stato, ma sopratutto capire se si ricorderà di un settore che negli anni ha riversato nelle casse dell’Erario (e queste non dovrebbero avere colore) tantissime risorse ed ha risposto sempre “presente” a tutte le richieste ed a tutti gli aumenti di tassazione che gli Esecutivi, che si sono succeduti nel tempo, gli hanno richiesto. E non da ultimo anche l’attuale Esecutivo, in crisi oggi, che è stato “parecchio esigente” con il gioco pubblico.

Purtroppo, bisogna riconoscere che la crisi di Governo è il risultato delle migliaia di contraddizioni che sin dall’inizio hanno accomunato (a questo punto si può anche dire “forzatamente”) due schieramenti che non hanno nulla a che vedere l’uno con l’altro, e che sono sempre stati divisi su tutto. Quindi, la paura del futuro è che non si “inventi di nuovo” un altro contratto tra due forze politiche, anch’esse assolutamente diverse, Pd e Movimento Cinque Stelle, che appaiono essere destinate ad avere lo stesso risultato dell’Esecutivo Giallo-Verde. Sarebbe bello avere il tempo di dire “provare per credere”, ma ormai gli italiani sono molto assai delusi dalla politica, dai battibecchi riferiti dalla stampa o dai social, da queste idee differenti, ed a volte diametralmente opposte, e desidererebbero avere un Governo sicuro, che dia trasparenza e tranquillità, che li faccia risparmiare per poter “mettere via” qualche soldino per un domani e che non li ammazzi con gli importi delle tasse.

Forse si ricerca un Governo utopistico, ma se può esistere in altri territori perché non può succedere nel nostro Paese? E perché se in altri Stati il mondo del gioco viene considerato come una qualsiasi industria, in Italia il gioco è considerato un settore di “serie B” e che provoca solo danni, senza dare certezze? É evidente che questa sia una domanda lecita da sottoporsi: ciò perché il gioco per esempio nel Regno Unito è più che considerato e rispettato e non certamente demonizzato come succede nel nostro Paese. Quindi, cosa c’è da aspettarsi come mondo dei giochi da un qualsivoglia nuovo Esecutivo che si andrà a formare? Si spera che non si avrà un atteggiamento come quello del M5S e che si continui a bersagliare di leggi restrittive e divieti tutto quello che riguarda il gioco, compromettendo così tutto l’intero settore ludico! Ma, sopratutto, si spera che qualcuno si ricordi o si accorga che ancora non si è ottemperato a rendere esecutivo un decreto che avrebbe potuto riformare il mondo dei giochi: cosa che a causa del cambio di Legislatura non è stato fatto.

E, poi, che ci si ricordi anche che, nonostante le promesse più volte anticipate, del riordino del settore ludico non si sente parlare, anche se questo riordino è diventato indispensabile e non più procrastinabile. Qualcuno si accorgerà di tutto questo, oppure il nuovo Esecutivo si applicherà a risolvere le questioni più urgenti ed importanti per il Paese e queste “problematiche del gioco pubblico” non sono rilevanti? Certamente, non si può evitare che questo pensiero frulli nel cervello di tutta la filiera del gioco che ancora nella politica crede un pochino e che si aspetta di essere trattato dalla medesima come un qualsiasi altro settore commerciale, con rispetto. Si è visto che l’Esecutivo uscente è intervenuto per aiutare il salvataggio della Pernigotti, per la Ilva: nomi grossi ed importanti con altrettanto importantissimo numero di dipendenti.

Ma anche il gioco ne ha parecchi di addetti ai lavori e tanti non riescono più a fare alcun programma per l’immediato futuro, perché non ci si rende conto se il gioco pubblico, legale a mezzo di concessioni ed autorizzazioni, continuerà ad esistere, oppure se sparirà completamente dal territorio come si sta tentando di fare ormai da mesi. Infatti, l’Esecutivo Giallo-Verde ha permesso troppo spazio alle Regioni ed agli Enti Locali per affossare le attività di gioco in ogni maniera: e non solo, non è mai intervenuto, ha fatto anche “orecchie da mercante” quando gli venivano sottoposte istanze e richieste di incontro per cercare di risolvere la vita commerciale di tante imprese del settore. Esecutivo risultato assolutamente irreperibile nei momenti di necessità del gioco e delle sue imprese: come se il gioco pubblico non esistesse. Per questo ci si domanda: ma un prossimo Esecutivo si accorgerà mai che esiste sul territorio un mondo dei giochi e che ha necessità assoluta di essere regolamentato a livello nazionale? Vedremo se questa volta qualcuno risponderà.

Pubblicato il: 10 Settembre 2019 alle 10:00

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