Il mondo del gioco diventa agguerrito e si scaglia contro l’Esecutivo

mondo del gioco si scaglia contro esecutivo italiano

Ormai, non si contano davvero più le volte che da queste righe si è sottolineato quanto sembrasse alquanto bizzarra la valutazione dell’attuale Esecutivo nel ritenere le attività ludiche, non quindi i migliori siti legali italiani di casino on line sicuri, a rischio medio/alto, mentre altre attività come parrucchieri ed estetisti si ritenevano esenti da possibilità di eventuale contagio. E ciò nonostante nell’ambito del gioco non fossero venuti a sorgere focolai di virus e pericoli per la salute da far risalire ad una noncuranza nell’applicazione delle regole per il contrasto del Coronavirus imposte al settore ludico ed alle sue imprese. Non si è “saltato un qualsiasi intervento” che possa aver fornito l’occasione per ribadire con forza quanto il mondo dei giochi, ovviamente pubblico e legale, venisse assolutamente discriminato e danneggiato nell’emissione dei svariati Dpcm senza che venisse attivato, tra l’altro, alcun realistico sostegno per le attività obbligatoriamente chiuse nonostante queste ultime avessero fatto investimenti per adeguarsi ai protocolli istituzionali per poter tenere i “battenti aperti”.

Quindi oltre al danno anche la beffa, considerando che le saracinesche alzate in tutte le attività di gioco sono durate veramente pochissimo! Però, sicuramente, la nostra voce ma anche quella delle organizzazioni di categoria non hanno avuto ascolto, almeno per il momento: ma, qualcos’altro si sta muovendo. Infatti, sempre seguendo il concetto che “l’unione fa la forza” ed anche il principio che il gioco dovrebbe presentarsi alle istituzioni armato “come un sol uomo” un preponderante insieme di ben venti istanze in autotutela sono state inoltrate da operatori del gioco d’azzardo per la revoca del provvedimento contenuto nel Dpcm del 3 dicembre scorso che impone la chiusura di tutte le attività di raccolta alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e, per conoscenza, alla Corte dei Conti, alla quale stanno arrivando sempre più istanze da parte dei protagonisti del settore ludico. Ed il numero di queste istanze è destinato ad aumentare in quanto sempre di più si fa strada tra gli addetti ai lavori del gioco che tale Dpcm appare illegittimo.

Questa corposa iniziativa, che è destinata senz’altro a far discutere, parte da uno studio legale di Roma che sta mettendo sotto la lente di ingrandimento un documento elaborato in sede di conferenza tra Stato, Regioni e Province autonome nel mese di luglio che conteneva le Linee guida per la riapertura delle attività economiche, produttive e ricreative sul nostro territorio: Linee guida pedissequamente seguite dai titolari delle attività relative alle apparecchiature di gioco e dei punti di scommesse, affrontando ulteriori investimenti. Con le istanze in autotutela presentate dalle diverse imprese ludiche si richiede al Governo di revocare la chiusura del gioco pubblico: si espongono le motivazioni che sostengono le richieste che si riferiscono alla presunta illegittimità del provvedimento ed alla realistica attività discriminatoria messa in campo nei confronti del settore ludico.

Si sostiene, altresì, che siano assenti evidenze scientifiche che avvalorino il rischio di contagio od il pericolo di diffusione del virus nei punti di gioco, ma anche che nell’imposizione della chiusura totale del gioco su tutto il territorio non si sia tenuto conto della differenza per zone: come accade per qualsiasi altro settore e come individuate per colore dal Ministero della Salute. La convinzione del Premier Conte che ritiene il gioco pubblico “pericoloso” oltre che non essenziale, cosa quest’ultima che ci può trovare d’accordo anche se la “leggerezza” del gioco e l’intrattenimento sembrano “sensazioni” che potrebbero far bene alla distensione della mente, ci sembra esagerata confrontandola con la valutazione di altri esercizi che sono sempre stati lasciati aperti al pubblico. Tutto questo, insieme ovviamente alla certezza della illegittimità del Dpcm del 3 dicembre scorso di cui si disquisisce, ha portato a sostenere tutte le istanze presentate, hanno una propria individuale determinazione e studiate “su misura” per ogni impresa che ha creduto in questo percorso, e che contengono individualmente una richiesta di risarcimento.

Richiesta che discende, per ogni impresa, dal calo di fatturato subito nei due lockdown unito al periodo pandemico con i relativi provvedimenti istituzionali, insieme agli investimenti effettuati per conformarsi ai protocolli delle già citate Linee guida per la riapertura degli esercizi. Va altresì specificato il motivo per il quale la documentazione presentata è stata indirizzata per conoscenza alla Corte dei Conti: perché, secondo lo studio legale romano, si potrebbe profilare la possibilità di un danno erariale, considerando le considerevoli minori entrate nelle casse dello Stato che questo “stop forzato” al gioco pubblico ha provocato. Come appare giusto che accada, si attende una risposta da parte del Premier Conte innanzi tutto sulla riflessione di quanto sia reale che tale chiusura “ermetica” di tutto il gioco legale terrestre non sia un convogliare il giocatore verso quel gioco che lecito sicuramente non è, con tutti i rischi e le conseguenze che ne possono derivare.

Senza dubbio, questa iniziativa presso il TAR vuole dimostrare quanto il mondo dei giochi possa essere stanco di subire attacchi senza motivo da parte dello Stato centrale che ha studiato e creato il gioco pubblico, dando nascita alle “Riserve di Stato” che oggi, sicuramente, non vengono tutelate proprio da chi le dovrebbe proteggere: certamente, non andando contro altri settori, ma cercando di guardare con obbiettività un mondo che si adegua sempre alle imposizioni senza discutere, ma che quando sono “troppe ed esagerate” non può di certo morire per colpa di chi non vuole prendere una posizione ferma e decisa: il gioco pubblico rappresenta la legalità sul territorio e non si può toccare.

Pubblicato il: 29 Dicembre 2020 alle 13:41

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