Il momento per occuparsi del gioco d’azzardo è adesso

tempo di occuparsi del gioco azzardo

Manca l’esperienza per dire se sono mai stati fatti per il Paese Italia così tanti programmi e così tanti infiniti progetti per ricostruire le sorti dell’economia nazionale, cercando di usufruire “di tutto ciò che a livello europeo ci viene gentilmente messo a disposizione”. Quasi sicuramente no: forse a questa mancanza di esperienza sono da attribuire le incertezze e le perplessità che “soltanto” la previsione di affrontare tali impegni provoca nell’Esecutivo e riempie le pagine dei giornali e le trasmissioni televisive che non parlano d’altro. Si sente parlare di cifre inimmaginabili che arriveranno nelle casse del nostro Paese con il fine di ricostruirlo “dalle radici” e per mettere in condizione tutta l’industria di oggi di avere un futuro che sarà una sorta di “salvadanaio” per le prossime generazioni, mettendole al sicuro da una situazione economica nefasta se risultassimo non all’altezza di programmare tale ricostruzione epocale. Tutte le più abili menti economiche, politiche e di esperti si devono riunire “come un sol uomo” per il bene del Paese e dei nostri figli in modo da preparare per noi oggi e per loro domani un Sistema Italia più vivibile e gestibile.

Un’occasione da non perdere e per questo probabilmente si assiste ad un tourbillon di incontri, congressi, idee e strategie che stanno monopolizzando l’attenzione: tutti gli Stati si stanno muovendo a causa di ciò che la pandemìa ha provocato a livello planetario ed alla crisi economica in cui le stesse realtà sono precipitate. Ciò sta provocando una sorta di corsa verso la ristrutturazione delle diverse economie per consentire ai vari Paesi coinvolti e travolti dal Coronavirus di rialzare la testa e rimettersi in carreggiata, sostenendo tutti i settori economici che danno forma alle diverse società. Forse l’Italia è quel territorio che più di altri ha sofferto e sta pagando il prezzo più alto allo tzunami pandemico ed è per questo che il nostro Paese deve cogliere l’occasione per ristrutturarsi dalle fondamenta, poiché vi sono parecchie cose che non funzionano, iniziando dalla politica che anche se in parte è riuscita “a fronteggiare” l’emergenza sanitaria non riuscirebbe a sanare, senza gli aiuti europei, quell’emergenza economica che si “sta mangiando tantissime aziende”.

É chiaro che la pandemìa ha messo diversi Paesi di fronte alle proprie responsabilità, sopratutto quelle realtà territoriali dove la regolamentazione di alcuni settori “pecca enormemente” e richiede scelte coraggiose ed interventi strategici. Ed è esattamente qui che serve fare un punto fermo per quello che riguarda la “presa in carico” da parte dell’Esecutivo del settore dei giochi e dei casino migliori che deve essere visto, ed il Governo centrale questa volta non può più “guardare da un’altra parte”, come un settore di importanza economica per il nostro Paese. Ed è perfettamente inutile continuare a fare dietrologia ed imporre moralismo forzato nei confronti del mondo dei giochi che c’è, esiste ed anche con tanti rappresentanti, ed è composto da un numero infinito di piccole e medie imprese sostenute da una quantità enorme di lavoratori. Lo Stato, oggi, non può più far finta di nulla guardando il gioco pubblico, che oltre tutto lo rappresenta con tutti i suoi uomini che compongono un settore complesso, ma delicatissimo.

Nessuno ormai può pensare a questo settore ludico con insufficienza o può trattarlo con indifferenza: proprio da questo mondo il Governo ha sempre ricevuto cifre che difficilmente riuscirebbe a raccogliere da qualsiasi altro settore. Questo porta il gioco ad essere un settore economicamente rilevante per la rinascita della nostra economia ed al quale, quindi, andrà prestata tutta quell’attenzione che sino ad oggi si è evitato di dargli e che lo stanno costringendo ad una vita commerciale assurda quale rappresentante a mezzo delle concessioni dello stesso Stato e dell’offerta dei suoi prodotti. Le istituzioni e le amministrazioni pubbliche dovranno effettuare un serio ed approfondito esame di coscienza nei confronti di questo comparto e si dovrà completamente “cambiare registro” per quello che riguarda l’attuale gestione dei giochi d’azzardo. Tutto deve essere rivoluzionato e rimesso in ordine rapportandolo al momento attuale, alle nuove esigenze dei giocatori, alla situazione del territorio.

Ancora oggi le attività di gioco sono in balìa della “Questione Territoriale” che anche se è cosa completamente assurda blocca le attività ludiche legali a tutto favore delle attività di gioco che legali proprio non sono e che hanno attirato l’attenzione persino della DIA. Nella sua ultima relazione, infatti, ha segnalato quanto la criminalità abbia messo un piede anche in modo importante nel gioco d’azzardo con offerte illecite che vanno ad allettare i giocatori. Questi ultimi, a volte ignari, vanno incontro a non essere affatto tutelati né per quello che riguarda la sicurezza nei pagamenti delle vincite, nella regolarità degli apparecchi di gioco, slot machine, ed oggi più che mai non vengono messi al sicuro da un eventuale contagio poiché i protocolli istituzionali richiesti al gioco pubblico, nel gioco illegale non vengono applicati, neppur lontanamente. Anche in forza di questa visione espressa dalla DIA, il Governo centrale deve mantenere quanto messo recentemente nero su bianco in una sorta di “dichiarazione di intenti” nell’Atto sottoscritto dal Ministro dell’Economia e delle Finanze: si è promessa la riforma del settore e non può rimanere una promessa e basta!

La situazione straordinaria che ci ha presentato il Coronavirus, purtroppo, ha messo in evidenza tutti i limiti del nostro Paese e della sua gestione economico-amministrativa, tutti i mercati sono sottosopra e da questo ne discende la poca certezza di migliaia di imprese. Il Governo oggi ha il preciso dovere di avviare tante ristrutturazioni a livello generale, ma ha anche il compito di mettere in campo la revisione del mondo dei giochi, più volte promessa e mai mantenuta dai vari Esecutivi, anche dagli ultimi a “quattro mani” che tanto si auto-professano come integerrimi. E non bisogna proprio dimenticare, a questo punto, che le riforme strutturali del nostro Paese (tra le quali è evidente che deve trovarsi anche quella del gioco pubblico) viene richiesta dall’Europa che nel consentire l’accesso al bonus di così tanti miliardi al nostro Paese “vuole” che vengano effettuati interventi radicali ed un attento controllo per verificarne l’attuazione.

Pubblicato il: 13 Agosto 2020 alle 10:00

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