Il gioco online è solo il 7% del fatturato del gioco d’azzardo

spesa per il gioco online

Probabilmente, si è entrati in una sorta di tunnel (del quale non si intravede l’uscita, almeno al momento) nel quale ci si è introdotti seguendo le paure che si stanno inculcando all’opinione pubblica relativamente al gioco d’azzardo online ed al pericolo che può trasmettere alle persone più fragili ed in modo particolare alla parte più giovane della nostra società. Continuano a bombardare con messaggi su quanto sia pericoloso questo particolare segmento del gioco, quanto non sia controllabile e quanto poco si faccia per contrastare le derive che si possono scatenare appunto nell’online, difficile da gestire. Ora, va bene tutto: va bene che si dica che il gioco d’azzardo è da prendere “con le pinze” e da affrontare con consapevolezza, cosa sulla quale si è assolutamente d’accordo, ma se si vuole far passare che l’obbiettivo primario da raggiungere è quello di “fermare” anche il gioco online, dopo che si sta quasi distruggendo il gioco terrestre, ciò non ci può trovare d’accordo!

Il gioco d’azzardo online, casino online legali in testa, rappresenta soltanto il 7% del fatturato totale del gioco e va considerato per quello che rappresenta e non per quello che si vuole far percepire. Ma perché si è partiti in quarta per affrontare questo particolare discorso? Semplicemente, forse, perché si è proprio stufi di sentire continue “voci contro il gioco d’azzardo”: quando si parla di gioco ci si deve scagliare contro, a prescindere, e si deve dimostrare che c’è qualcosa di contorto nel settore e che chi vi si avvicina ne può irrimediabilmente essere “scottato”. Ma basta! Non se ne può più di questi stereotipi e di questi discorsi camuffati dietro una falsa moralità che non fa bene a nessuno: né ai giocatori, né allo stesso gioco ed alle imprese che lo compongono e che continuano a lavorarvi con serietà e professionalità. Sembra che il nostro Paese non abbia guai peggiori se non quelli che afferiscono al mondo dei giochi: e pare proprio che non sia così, almeno da quello che si percepisce, sopratutto in questo ultimo periodo, dalla nostra politica che non riesce a trasmettere né sicurezza, né tranquillità. Cosa di cui tutti avremmo uno smodato bisogno.

Ma a prescindere da queste considerazioni sul gioco online, si vuole parlare in queste righe di un Congresso tenutosi a Milano, negli scorsi giorni, e che ha rappresentato l’incontro tra gli interpreti più importanti del settore ludico: dai concessionari alle imprese, dai regolatori ai tecnici, alle associazioni. A Milano ad ECG, European Gaming Congress, si è radunato un insieme di personaggi, a livello europeo, che si sono ritrovati a questo evento per discutere dei problemi e delle esigenze del gioco d’azzardo che investono, ovviamente, non solo il gioco del nostro Paese, ma che richiamano l’attenzione anche in altre realtà. Altri Stati, infatti, si stanno confrontando come l’Italia con la pubblicità eccessiva delle proposte di gioco, con l’illegalità che, anche se non sembra possibile vista l’attenzione che le Forze dell’Ordine stanno impiegando per contrastarne il fenomeno, continua imperterrita nei propri percorsi sui mercati ed appare sempre più forte: ma anche realtà che stanno rivedendo e studiando le proprie normative che non sono più al passo con i tempi, che nel gioco sembra scorrano in modo più veloce che in altri settori.

Nonostante l’attuale Esecutivo continui a “trasmettere” il proprio concetto di “gioco immorale che va spazzato via dal territorio italiano”, anche se ogni tanto fa “qualche passo indietro” per non scuotere troppo gli animi, particolarmente nei momenti precari della Manovra, e quando dal gioco deve attingere risorse “ad oltranza”, nel Congresso di cui si sta parlando l’Italia è risultata essere ancora rappresentante molto interessante per l’ Europa per il gioco regolamentato, perché attesta un’industria altamente sviluppata ed oltre modo consolidata: guardata nuovamente (almeno in questo contesto) con estremo interesse, come accadeva sino a qualche anno fa. Sin troppo evidente che la nostra politica e l’incertezza normativa del settore ludico rendono l’insieme del sistema gioco alquanto difficile, rischiando persino di compromettere tutto quello che il gioco pubblico è riuscito a mettere insieme dalla sua nascita e con il suo percorso effettuato sino ad oggi.

Per fortuna, agli occhi “esterni al nostro Paese” ciò che appare del nostro gioco regolamentato suscita attenzione ed attrattiva e si spera che queste sensazioni si tramutino presto in investimenti che possano favorire le nostre numerose aziende di gioco che hanno un mercato in stand by da troppo tempo. Si è così continuamente pervasi dagli strali che l’Esecutivo di turno lancia contro il settore del gioco, sia terrestre che online, che ormai ci fa paura anche il 7% del segmento online e di quello che potrebbe nascondere. Forse, un poco di equilibrio in quello che si vuole trasmettere all’opinione pubblica non sarebbe male: questo, per la nostra industria e per quello che potrebbe ricevere dagli investitori stranieri che, purtroppo, oggi sono piuttosto rari. Non bisogna dimenticarsi del divieto della pubblicità che ha spostato gli interessi internazionali su altri Paesi diversi dal nostro, dove il rapporto tra settore dei giochi ed i diversi Governi viene vissuto non in modo “maniacale” come da noi.

Oggi, poi, che contro il gioco pubblico terrestre è stato fatto di tutto, tentando di far passare le cose peggiori a carico dei punti di gioco, si veleggia verso il segmento dell’online per fare vivere anch’esso con le paure ed i pericoli che, in ogni caso, se non si vive il gioco come un divertimento, possono coinvolgere anche coloro che cercano l’online: ma questo, a nostro modesto parere, è come accanirsi sempre nei confronti di un solo settore, demonizzarlo e discriminarlo. Alle altre dipendenze come l’alcool e la droga che stanno facendo tantissime vittime, in modo particolare presso i giovani e durante la guida, non viene prestata un’attenzione così serrata, mirata e determinata come quella che la nostra politica “dedica” al mondo dei giochi: pur essendo il gioco “una Riserva di Stato” che andrebbe sicuramente monitorato, ma anche più rispettato, considerando che rappresenta la legalità sul territorio.

Pubblicato il: 28 Novembre 2019 alle 10:00

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