Il gioco del Bingo vuole essere più attraenti agli occhi dei giovani

bingo ancora gioco per persone anziane

Non c’è alcun dubbio che l’attuale Direttore Generale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, attorno al quale girano le decisioni e la gestione dei giochi e dei migliori casino legali, si stia dando un gran da fare: sopratutto, sembra voler dimostrare che il gioco è un fattore determinante considerato che procura divertimento ed intrattenimento e che quindi ogni suo segmento va ampliato, evoluto, modernizzato. Di solito quando si parla di gioco ci si ritrova a disquisire sulle “macchinette mangiasoldi”, come in modo spregiativo vengono chiamate da uno schieramento politico, nei confronti delle quali non solo vengono espresse parole non sempre gentili, ma si abbattono gli strali istituzionali con ristrettezze normative senza fine quasi a voler decisamente demotivare chi ha ancora l’ardire di voler credere nel business del gioco pubblico. Ma come si sa il gioco è composto da tanti segmenti che vanno dal Lotto al SuperEnalotto, ai Gratta&Vinci, alle scommesse ed al bingo.

Le sale bingo poi fungono anche come ritrovo per gruppi di persone che vogliono passare del tempo divertendosi con una sorta di “vecchia tombola”, per usare un paragone semplice: generalmente il suo pubblico è composto da persone “diversamente giovani” che sono molto affezionati a questo intrattenimento, e non sono neppure pochi: infatti, il bingo è parecchio seguito con tanti amatori. Oggi, come si sa, le sue sale sono inesorabilmente chiuse su tutto il territorio, ma ADM si sta premurando di “vestirlo a nuovo”, inserendo qualche novità ed evoluzione che possa far riscuotere a questo particolare segmento maggiore attenzione e renderlo ancora più appetibile. Proprio per questo, è stato proposto online una sorta di sondaggio-incontro per conoscere il punto di vista degli addetti ai lavori di questo comparto in relazione ad eventuali cambiamenti che si possono apportare nei mesi a venire, tenendo conto che il gioco d’azzardo in ogni caso dovrà per forza cambiare se dovrà continuare a rimanere chiuso per esigenze di contrasto alla pandemìa.

Inevitabilmente, anche con l’esperienza che purtroppo si è acquisita durante questa emergenza epidemiologica, si dovrà fare qualcosa per non far morire l’intrattenimento: che si chiami Bingo o qualsiasi altro gioco. Pertanto, tutti gli appartenenti al settore sono invitati da ADM a sottoporre proposte per interventi su eventuali nuove norme, oppure per l’innovazione dello stesso gioco, tutte cose che verranno ovviamente valutate con estrema attenzione sempre dalla stessa ADM che ha intenzione di rendere l’offerta del “prodotto Bingo” ancor più attrattiva, anche rispetto ad un inevitabile aumento della digitalizzazione. É fuori di dubbio che il gioco pubblico va a coinvolgere tutto il territorio italico e vorrebbe farlo anche con nuovi servizi, premi, vincite ma anche valutando con estrema attenzione il gioco minorile: parte importantissima della nostra attuale società che va tenuta particolarmente d’occhio e con obbiettivi ben determinati.

In ogni caso, per quello che riguarda il Bingo si vuole sottoporre una “cartella dematerializzata” per usare il termine esatto proposto da ADM. Così si metterà in campo anche un maggiore tracciamento dei flussi di danaro, verranno ridotti i tempi di vendita delle cartelle e senz’altro migliorerà la loro gestione sopratutto in relazione all’immagazzinamento delle stesse ed al costo relativo. A questo evento digitale è intervenuto anche il Direttore dell’Ufficio Bingo che ha chiarito ancor di più quali saranno i programmi di ADM visto che gli stessi sono stati “suggeriti” oltre tutto dalla stasi del mercato di questo gioco che dura ormai da qualche anno e forse da troppo tempo. E tenendo anche presente che l’ultima modifica al suo regolamento risale al lontano 2012.

Sempre nello stesso evento, e parlando con gli addetti ai lavori, si è ribadito il concetto che si vuole indiscutibilmente mantenere il Bingo nelle sale dedicate: però si potrà anche usare la cartella telematica che può essere venduta nell’immediato e ridurre le operazioni nella sala stessa. Ed a quel punto potrebbero esservi “cartelle illimitate” che aumenterebbero, di conseguenza, le vendite. Il costo della cartella, se alla clientela continua a piacere, può essere pagato ancora in contanti, ma potrebbe essere più comodo il pagamento online oltre che più utile al fine del tracciamento del flusso contante. Come si sa il mondo del gioco è sempre sollecitato dalle Autorità al controllo del movimento del danaro che in questo settore è particolarmente “importante” anche se non espressamente nel segmento del Bingo. Altro argomento da sottolineare ed importante per ADM che venga ben compreso dagli operatori: le cosiddette “cartelle dematerializzate” potrebbero inevitabilmente ridurre i costi dei magazzini di ADM e, senza dubbio, andrebbero a velocizzare in modo notevole le operazioni attorno al gioco. Insomma, il Bingo può esporre tranquillamente il cartello “Stiamo lavorando per voi” e di questo dovrebbero essere tutti contenti: l’obbiettivo è quello di avere un gioco più moderno e magari più avvincente e senz’altro innovativo e si andrebbe comunque incontro al gioco del futuro che oggi più che mai sembra sempre più vicino.

Quello che “ci piace” sottolineare è l’interesse che ADM sta dimostrando in tempi recenti nell’organizzazione del gioco ed anche per farne percepire all’opinione pubblica forse un’immagine diversa, più curata, meno ambigua se si passa questo termine. Pare che il Direttore Generale di ADM abbia intrapreso un percorso di valorizzazione del mondo dei giochi, di cambiamento quasi di immagine: quasi per volerne impedire da parte delle istituzioni qualsiasi possibilità di discriminazione e di discredito. E questo sia per le migliaia di imprese legali che il gioco pubblico rappresenta ed anche per i suoi lavoratori: è un interesse importante che potrebbe anche accompagnare il mondo dei giochi verso quella sostenibilità che lo stesso ricerca da tempo, ma che non aveva mai trovato “un condottiero” così agguerrito come il Dott. Marcello Minenna che almeno per ora sta mettendo idee, anima e corpo per far uscire il settore ludico da quelle vestigia di essere “figlio di un Dio minore” che gli è stata appiccicata addosso da troppo tempo e che è oltre modo scomoda da rappresentare.

Pubblicato il: 23 Novembre 2020 alle 10:00

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