Il gioco d’azzardo si deve unire: Insieme ce la faremo

gioco unito per uscire dal coronavirus

Durante questa emergenza sanitaria, che ha colpito profondamente l’animo e la volontà di tantissime persone, sono stati varati tanti spot che richiamano all’unità per riuscire tutti insieme a sconfiggere la pandemìa che, ancora oggi, non vuole abbandonare il nostro Paese e che sta trascinando le imprese in un vorticoso mulinello dal quale uscirne sani e vittoriosi sarà concretamente difficile. Senz’altro, il futuro della nostra economia è tutto da costruire, come se vi fosse stata davvero una guerra: quindi, tutto lo Stivale risulta cosparso di mucchi di macerie sulle quali, con forza e volontà, ma sopratutto con l’unità della quale il popolo italiano è capace, si deve ricostruire il Paese. Unità che i cittadini hanno sicuramente dimostrato quando sono stati chiamati a rimanere in casa per non far prosperare ulteriormente il contagio, così perfido e crudele.

Appare evidente che a questo punto tutti i protagonisti della filiera del gioco d’azzardo e dei casino italiani online siano richiamati, con forza, all’unità settoriale per riuscire meglio ad accettare la chiusura di tutte le attività ludiche e per fare nuovi progetti sulla riapertura che si spera si possa concretizzare nel mese di maggio, cosa che dipenderà esclusivamente dalle stime della comunità scientifica che, giornalmente, fa proiezioni sul diffondersi del contagio, ma che finalmente comincia anche a conteggiare dati positivi. Questo deve essere un momento di “unità” destinato ad affrontare la tanto agognata riapertura dell’economia e periodo assolutamente topico per un futuro positivo. Ognuno deve fare la propria parte dimostrando di essere importante per il Paese e di volersi riaffacciare sul mercato con preparazione, coerenza, sacrificio per far “tirare su la testa” a tutti i settori che formano le colonne portanti per l’economia nazionale.

Il gioco pubblico, oltre tutto, essendo una “Riserva di Stato” deve dimostrare di essere uno dei primi settori, anche se forse attualmente non è il più forte, che si vuole organizzare congiuntamente per prepararsi bene alla riapertura delle proprie attività che sono chiuse ormai da più di un mese e che proprio per questo stanno subendo danni ingenti. Così, tutto il mondo del gioco è chiamato a prepararsi alla ripresa: chi con le proprie capacità economiche e chi , invece, dovrà ricorrere accedendo ai finanziamenti “messi a disposizione” dal Governo con misure di urgenza per l’accesso al credito semplificate e vantaggiose e che si spera siano mantenute anche nei confronti del gioco d’azzardo. Diversamente, visto che questo settore è, purtroppo, abituato ad essere bandito da ogni iniziativa economica interessante per la sua perenne ed incomprensibile demonizzazione vi sarebbe una ripercussione immensa sull’occupazione e sulle imprese.

Nella speranza, quindi, che anche il gioco possa usufruire di sostegno alla riapertura del mercato e per attestare la propria “voglia” di battersi per continuare nel suo percorso commerciale e produttivo, lo stesso gioco deve presentarsi alla “ripartenza” assolutamente compatto, come un sol uomo, per fronteggiare così, tutto unito, questa pandemìa tanto pericolosa per la salute quanto portatrice di un disastro incalcolabile per le attività lavorative che sta angustiando tutte le imprese, non soltanto quelle che appartengono al mondo del gioco. Gioco che, special modo per quel che riguarda le aziende che si occupano delle apparecchiature da intrattenimento, sarà quel comparto che subirà più danni in quanto oltre alla chiusura delle attività, dovrà confrontarsi anche con lo “stato di salute” di tali apparecchi che, rimanendo fermi per lungo tempo, potrebbero anche subire danni importanti di funzionamento.

Ma a prescindere da quest’ultima considerazione, oggi come mai prima, è necessario che ciascun soggetto della filiera si comporti con lealtà e correttezza nei confronti degli altri protagonisti perché ciò porterà il settore ad uscire da questa fase così difficile ed a riproporre il gioco ancora migliore di prima dell’emergenza sanitaria. Per fare questo ci vuole unità perché altrimenti l’intero settore, se continuerà ad essere “frastagliato”, sarà costretto ad implodere senza avere la forza di reagire e ripartire: ma che, invece, tutti uniti svilupperà una voce assordante, anche per proporre le sue richieste alle istituzioni, per farle accettare e rispettare. Tutti uniti: dovrà essere un mantra per il gioco, come per i cittadini che hanno dimostrato, in buona parte, che insieme si è riusciti ad ottenere un buon risultato per la salute e per contenere il contagio. Questo potrebbe, quindi, insegnare qualcosa anche all’industria.

L’industria del gioco, infatti, dovrebbe riflettere sui risultati che, almeno sulla carta, si sono ottenuti laddove sia i produttori degli apparecchi di gioco come i suoi gestori si sono proposti uniti per arrivare ad ottenere quei sostegni economici che si sono poi concretizzati, sopratutto nella sospensione dei versamenti del Preu che, con il fermo forzato delle imprese, sarebbero stati insostenibili. Già prendendo atto di questa “vittoria”, si dovrebbe consolidare il principio dell’unità settoriale: senza dimenticare che a mezzo delle proprie associazioni, con in testa AS.TRO che è sempre quella più agguerrita, sono in corso iniziative per ottenere ulteriori e magari più cospicue ed efficaci misure di sostegno per gli operatori del gioco. Ma saranno senz’altro più ascoltate se presentate da un insieme compatto di rappresentanti del gioco, senza divisioni né affari singoli da portare avanti.

Un ulteriore dato di fatto per il quale il gioco pubblico deve esserne fiero riguarda le iniziative dei produttori di apparecchi che per i mesi di blocco commerciale hanno sospeso la pretesa dei canoni di noleggio sugli stessi apparecchi continuando, nonostante la crisi, a saldare i propri fornitori: lo stesso apprezzabile comportamento che hanno tenuto buona parte dei gestori che non si sono sottratti ai propri impegni di pagamento verso i produttori ed i fornitori per le prestazioni ricevute. Atteggiamento che vuole consentire per tutti una continuità aziendale, principio fondamentale per non soccombere, nonostante la pandemìa stia mettendo proprio tutti a dura prova. Il gioco appare compatto e così deve rimanere per proseguire nelle sue richieste alle istituzioni: per il bene di tutti e, sopratutto, per il bene dello stesso gioco pubblico che deve continuare a rappresentare la legalità sul territorio nazionale. Il gioco illegale non dovrebbe avere più spazio nella rinascita: il Governo dovrebbe rifletterci profondamente.

Pubblicato il: 17 Aprile 2020 alle 19:51

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