Il gioco d’azzardo respira un pò di aria fresca

meno norme restrittive per il gioco azzardo

Per quasi quindici anni il gioco pubblico, ed i migliori casino online anche, ha portato avanti la legalità sull’italico territorio con le sue imprese che piano piano sono cresciute, ingrandite, ed hanno studiato e concretizzato prodotti sempre più innovativi, arrivando ad essere ammirato a livello europeo per il suo sviluppo, la sua regolamentazione e la sua continua progressiva evoluzione. Fino a qualche anno fa, infatti, era stato “elevato” (se così si può dire) a terza economia del Paese, riuscendo annualmente a rimpinguare le casse dell’Erario con cifre alquanto notevoli, il che portava a significare che l’industria del gioco si era ben sviluppata, organizzata e che era riuscita a sfruttare idee e creazioni riuscendo ad “inventare” professioni inerenti il gioco che sino a quel momento potevano sembrare quanto meno strane, inusitate e sconosciute, ma che era riuscita ad imporre sul mercato del lavoro consegnando, così, tantissime possibilità lavorative ad altrettanti soggetti che nel nostro Paese in questi ultimi anni hanno avuto un’enorme difficoltà a trovare collocazione.

Tutto questo poteva, in effetti, sembrare economicamente e socialmente positivo, ma il fenomeno del gioco cominciava “ad espandersi e ad essere troppo presente” sul territorio e cominciavano a presentarsi le prime problematiche sociali che procuravano una certa preoccupazione. E visto che tutte le “belle favole” (come poteva sembrare quella del gioco pubblico) prima o poi finiscono, e purtroppo non sono tutte a lieto fine, è accaduto che già nel “lontano” 2012-2013 lo Stato centrale permettesse alle Regioni di mettere in campo diverse normative per fermare lo svilupparsi del fenomeno del gioco d’azzardo. Nascevano, quindi, distanziometri di ogni misura e liste lunghissime di luoghi sensibili, a volte indescrivibili, che con il tempo facevano diventare le attività di gioco “straniere” nei loro stessi territori, arrivando persino all’espulsione! Da quegli anni, c’è stato un cammino ed un evolversi perverso delle norme sul gioco pubblico, tanti discorsi, tante tensioni: ed il tutto, purtroppo, ha portato alla situazione attuale del gioco e dei suoi operatori e con il settore ludico assolutamente a “rischio di estinzione”.

A nulla sono valse le manifestazioni, l’esternazione delle esigenze dell’industria del gioco, i licenziamenti conseguenti a tantissime chiusure delle imprese che, purtroppo, non sono riuscite a tenere aperti i propri battenti: il Governo centrale non ha ascoltato nulla, ha tirato diritto nell’obbiettivo di rendere quasi impossibile la vita commerciale del “suo gioco pubblico” non tenendo conto di ciò che stava accadendo. Ma verso la fine del 2019 il mondo del gioco pubblico deve prendere atto, e si potrebbe dire con gioia finalmente, che hanno cominciato a manifestarsi le prime inversioni di tendenza da parte delle Regioni per quanto riguarda le Leggi sul Gioco: hanno cominciato a prendere in esame qualche modifica alle normative in essere od, addirittura, la proroga delle stesse leggi che sono tutte tremendamente ostative e restrittive, e si potrebbe anche dire punitive, nei confronti del gioco pubblico ed, indirettamente, dei giocatori che sono affezionati a questo intrattenimento.

Ma considerato che per quel che riguarda il settore ludico notizie “buone” ve ne sono raramente, “ci piace” sottolineare questi tentativi di marcia-indietro delle Regioni che nello scorso anno hanno visto Puglia, Abruzzo, Marche e Veneto adottare discipline assai più morbide, ma sopratutto hanno almeno cominciato a riflettere sul risvolto negativo che tali Leggi sul Gioco avrebbero potuto avere in campo dell’occupazione: da qui forse è discesa l’idea di essere più morbidi nei confronti del settore del gioco sui rispettivi territori. E non solo: tale atteggiamento è riuscito a coinvolgere, a cascata, anche altre Regioni che hanno presentato nuove proposte di legge delle quali si seguiranno gli sviluppi nei prossimi mesi, e che si presume metteranno il gioco pubblico in condizione di riuscire a tenere aperte tante imprese, salvando la vita lavorativa dei propri dipendenti. Una delle Regioni che ha, indubbiamente, “un riflesso negativo pesante relativamente al lato economico, commerciale e per l’occupazione a causa della sua Legge sul Gioco” aspra ed estrema è il Piemonte, poiché la situazione del settore su quel territorio è tragica.

Tragica ed estremamente seria visto che oltre a far perdere con queste norme risorse e posti di lavoro, sicuramente non si risolve il problema della ludopatia, come tanti studi hanno ormai convalidato: bisogna stare molto attenti a questa situazione poiché l’imprenditoria piemontese va sostenuta prima che subentri un tracollo generale. Oltre tutto, è assodato che i giocatori, e non si sta parlando di quelli problematici, se non riescono a trovare per vari motivi il gioco lecito, si rivolgono inevitabilmente a quello che non lo è, con i rischi che ciò comporta. Altra Regione in cui si è molto “battagliato”, sin dalla nascita del gioco pubblico, è la Lombardia dove, ancora oggi, sono in essere normative molto restrittive: ma vi sono, fortunatamente, “lavori in corso” per una proposta di modifica della Legge proprio per dare sostegno ai giocatori problematici attraverso sia la formazione degli esercenti, ma anche delle Forze di Polizia che a volte si trovano a confrontarsi con situazioni di cui sono in parte all’oscuro.

Si vuole creare un gruppo di lavoro per agire tutti insieme per arrivare a qualcosa di costruttivo, per limitare le derive del gioco che non sono da sottovalutare ed è indispensabile che ognuno faccia la propria parte. Un ulteriore “caso gioco pubblico” riguarda l’Emilia Romagna, territorio in subbuglio perché si sperava in una proroga della Legge sul Gioco relativamente all’applicazione dei distanziometri anche per i corner che si occupano di scommesse: proroga al momento svanita, ma argomento che potrebbe ritornare di attualità dopo le elezioni regionali del 26 gennaio 2020, data che sta preoccupando in generale l’Esecutivo Giallo-Rosso per la “sua tenuta” politica. In Emilia Romagna esiste lo “spauracchio” dell’applicazione della legge anche sulle apparecchiature senza vincita in danaro che sono presenti maggiormente sulla riviera emiliano-romagnola, meta estiva particolarmente cara alla gioventù per le varie forme di intrattenimento, compreso il gioco, che offre sulle sue spiagge. Gli apparecchi di gioco destinati ai minori sono tantissimi e che vengano vietati perché portatori di pulsioni verso il gioco d’azzardo dei grandi è un paradosso. Ma staremo a vedere.

Pubblicato il: 5 Febbraio 2020 alle 10:00

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