Il gioco d’azzardo ed i suoi detrattori compulsivi

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Nonostante ci si continui a preoccupare di sottolineare all’opinione pubblica, che poco o nulla conosce del mondo del gioco d’azzardo e dei siti legali di casino, che il settore è composto da operatori legali super controllati, con i requisiti perfetti richiesti dallo Stato e che le imprese di gioco hanno il compito, per conto dello stesso Stato centrale a mezzo delle concessioni, di rappresentarlo su tutto il territorio nazionale, purtroppo esistono ancora oggi i detrattori di tutta l’industria del gioco. Queste persone, forse, non conoscono come funziona il mondo dei giochi e quali siano i veri e stretti rapporti che a mezzo delle concessioni legano le sue imprese all’Esecutivo, sempre in nome della legalità, ed a quanti controlli sono soggetti per poter essere una “Riserva di Stato”. Gli oppositori al gioco pensano (e sopratutto credono) a tutto quello che “esce dalla bocca dello Stato” nei confronti del settore ludico: l’ormai arcinota immoralità di tutta la filiera del gioco è di dominio pubblico e persiste da circa un biennio anche se cambia la colorazione del Governo.

Ed è proprio da questa ripetuta e scriteriata affermazione dalla quale, poi, discende la demonizzazione degli addetti ai lavori del gioco nei confronti della cittadinanza che ancora oggi, e nonostante sia stato messo in campo qualsiasi sforzo per far percepire “tangibilmente” il contrario, non accetta il gioco per quello che è e che rappresenta: l’intrattenimento ed il divertimento e, finanziariamente, la terza economia a livello nazionale. Prova ne sono le risorse alle quali attinge annualmente lo Stato per la quadratura del suo bilancio! Ma purtroppo tutte queste persone, i detrattori, avendo nella testa il ridondare dell’immoralità del settore, si sentirà soddisfatta e contenta degli ulteriori aumenti che il Governo ha pensato di applicare al gioco d’azzardo, facendoli quasi percepire come una sorta di punizione per un settore così effimero, mal gestito e frequentato da soggetti di dubbia moralità!

Ed è sempre colpa dello Stato se i cittadini non si rendono conto, quindi, della gravità di questi aumenti e come questi possano comportare la chiusura di tantissime piccole e medie imprese con il conseguente licenziamento dei dipendenti. Ma siccome sono detrattori del gioco, insistono nell’essere soddisfatti di questo tipo di atteggiamento, che ci si permette di dire “dissennato”, dell’Esecutivo Giallo-Rosso: evidentemente, si ritiene l’industria del gioco “inferiore” a qualunque altro settore nazionale e questo sembra ormai lapalissiano anche se completamente assurdo. É proprio come se il mondo dei giochi non fosse formato, come qualsiasi altro settore, da imprenditori e da lavoratori (ovviamente con le proprie famiglie) che operano seriamente e professionalmente e che non “dovrebbero avere” alcunché per il quale preoccuparsi od addirittura vergognarsi: ma questo, purtroppo, è il senso che pervade coloro che appartengono al gioco pubblico, e quindi lecito.

É una bruttissima sensazione, posto che proprio lo Stato centrale, oggi, riesce a manifestare anche apertamente la sua avversione nei confronti del settore ludico, senza preoccuparsi neppure per un momento di cosa e come queste sue affermazioni possano provocare squilibri a livello sociale e di opinione pubblica. Sicuramente, i vari Esecutivi tendono a non esprimersi “troppo in modo palese” contro il gioco d’azzardo (anche perché hanno un assoluto bisogno dei suoi introiti), ma lasciano intravedere la loro avversione attraverso la mancanza di decisioni dirette relative al settore ludico, oppure ed è ancora peggio, permettendo che altri “si sporchino le mani” con Leggi Regionali sul Gioco che stanno decimando migliaia di piccole e medie imprese e facendo licenziare, di conseguenza, i rispettivi dipendenti. Quindi, l’atteggiamento dei vari recenti Esecutivi, a volte, è ancora più subdolo e furbo e “lascia andare avanti” le Regioni e gli Enti Locali, consentendo loro di emettere normative restrittive che stanno costringendo il gioco, ma solo quello legale ovviamente, a sparire piano piano dal territorio: e di questo si è certi che i detrattori ne saranno felici e contenti, così da riuscire a portare a termine la loro continua ma inutile battaglia.

Inutile perché, ormai, è riprovato che il fenomeno del gioco esiste, e non solo nel nostro Paese: è un divertimento che viene ricercato con sempre più frequenza. Invece che essere detrattori bisognerebbe impegnare queste forze negative e rivolgerle al positivo. Così si riuscirebbe a comprendere la parte migliore del gioco pubblico: quella di intrattenere e divertire le persone che vi si rivolgono e che lo possono fare perché esiste un magnifico settore del gioco pieno di intraprendenza, creatività, professionalità che ci viene “invidiata” (almeno sino a poco tempo fa) da tanti altri Paesi. Altre realtà dove il gioco d’azzardo, ed anche le scommesse online, viene vissuto per quello che è: un gioco e sicuramente non come la piaga del secolo e Paesi dove il rapporto tra istituzioni e settore ludico non sono così mossi da acredine innata e senza senso. Sopratutto, quando ogni anno si ripete lo stesso “spettacolo” a livello economico: arriva il momento tanto atteso per tutti i vari Esecutivi che riguarda la chiusura del bilancio annuale. Ed oggi, senz’altro, vi è stato tanto fermento in tale occasione e vi sono state innumerevoli discussioni e tante idee creative per le nuove tasse da applicare.

Questa tassa sì, questa no: questa, invece, la togliamo. Infine, poi, è stato “partorito” ancora una volta il consueto pensiero di aumentare ulteriormente le tasse sul gioco d’azzardo, considerando che gli altri settori sembrano nel modo più assoluto intoccabili se non causando “rivolte settoriali” che l’Esecutivo non riesce, o non vuole, contrastare. Ecco, quindi, che riaffiora la vecchia inesauribile idea di tassare ancora una volta i giochi senza compromettere altri pezzi dell’economia nazionale: niente tasse su plastica o merendine, ma si riprende la solita strada percorsa ogni anno e che porta dritta dritta al settore dei giochi dove si è sicuri di riuscire a raccogliere le risorse che servono. Che dire a questo punto? Si fa felice una parte dell’elettorato, quella dei detrattori, che non vedono l’ora, senza dubbio, di infierire sul gioco d’azzardo, così immorale e deprecabile.

Pubblicato il: 31 Dicembre 2019 alle 10:00

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