Il gioco d’azzardo e le continue incertezze

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Nei momenti peggiori si dovrebbe vedere positivo altrimenti non si riescono a concepire neppure quei piccolissimi passi che fanno riavvicinare al ritorno alle personali consuetudini quotidiane ed alla normalità, cose delle quali ognuno di noi, in questo ultimo periodo, ha senza dubbio sentito tanto la mancanza. La pandemìa ci ha travolto in modo inaspettato e se ne sta parlando così tanto che sembra di viverla da tantissimi mesi: in fondo, invece, si tratta soltanto di un paio di mesi, quasi. Durante tutta l’emergenza sanitaria non ci si è potuti accostare ad alcun programma televisivo se non per sentir parlare di Coronavirus e di ciò che sta combinando lungo tutto lo Stivale per quel che riguarda il nostro Paese, ma anche dello scempio che questa epidemia violenta sta facendo negli altri Stati Europei che dopo di noi sono flagellati da questo virus sconosciuto e terribile che sta mietendo troppe vittime e che forse è stato, purtroppo, anche sottovalutato. Però, ringraziando tutta la popolazione italica comincia a vedersi la luce e, quindi, si può tornare a sperare che si possa ritornare a vivere le nostre quotidianità, seppur senz’altro in modo diverso.

Abitudini e consuetudini date per scontate, prima di questa emergenza sanitaria,, ma che sono invece così mancate durante le restrizioni domiciliari che il Governo ha dovuto imporre ai cittadini. Eccoci, quindi, quasi pronti ad affrontare la cosiddetta “fase 2” che già, prima di iniziare, ci pone due precise domande: quando inizierà? Ma, sopratutto, come inizierà? E non sono sicuramente due interrogativi banali, anzi. Se li pone prima di tutti gli altri il gioco pubblico, tra i primi settori a subire la chiusura totale delle sue attività che è avvenuta con il primo decreto emesso dal Governo agli inizi dell’emergenza sanitaria, ancor prima che la stessa assumesse la proporzione di pandemìa. Ma “andrà tutto bene”: e bisogna esserne certi. Tutto sta a come riuscirà a riorganizzare la propria vita ogni cittadino e come lo faranno le imprese: come potranno ricominciare a lavorare con i vari pesi finanziari che gravitano se lo Stato non mette in atto, e sul serio, tutte quelle forme di sostegno di cui si continua a parlare, ma che non si mettono in pratica.

Di certo non è facile coordinare un nuovo Sistema Italia ed un nuovo Popolo Italiano: ma insieme cittadini, aziende e politica, se per una volta si metteranno da parte gli interessi personali e politici si riuscirà a rimettere in piedi questo Stivale così pieno di virtù. In tutto questo bailamme di idee per nulla chiare oggi, come non lo sono per l‘immediato futuro, forse potrebbe essere il momento magico del mondo del gioco pubblico che può aspirare ad essere un sostegno dello Stato: non bisognerebbe mai dimenticare, e questo dovrebbe farlo anche l’Esecutivo Giallo-Rosso, che sino allo scorso anno il gioco pubblico ha riversato nelle casse dell’Erario circa 10 miliardi di euro l’anno! Voglia assoluta di ripartire in ogni settore: pensiero diventato ormai “fissazione” per ogni imprenditore e si ribadisce special modo per gli operatori del gioco pubblico, fermi da più di tutti gli altri e con una serrata totale delle proprie attività da ben più di un mese.

Ma, purtroppo, non è ancora chiaro nella “fase 2” quando si potranno davvero riaprire le porte delle aziende e dei locali pubblici: come non è per nulla chiaro “il come” si potrà tornare alla normalità, ma non a quella che si conosceva pre-virus bensì a quella nuova normalità che attende tutto il popolo italiano, aziende comprese. Seppur volendo affrontare questa benedetta “fase 2”, che da un lato fa riaprire i cuori di tutti, ci si scontra con il nulla assoluto di ciò che avverrà: vengono fatte ipotesi spesso contraddittorie dalle quali il gioco pubblico comprende soltanto che sarà l’ultimo settore a tornare operativo nella probabile progressiva riapertura economica, poiché la pandemìa richiede di tenere ancora le persone lontane dall’aggregazione. Insieme al gioco, apriranno più tardi anche i bar ed i ristoranti, ma non si sa ancora nulla di definito, ma sicuramente non avverrà subito dopo Pasqua come, inizialmente, si era annunciato e fatto sottintendere.

Forse, accadrà dopo la metà di maggio ma la decisione definitiva non spetterà in ogni caso solo al Premier Conte, ma sarà condizionata dalle indicazioni della comunità scientifica che sta ancora “pregando i cittadini alla calma, alla continuazione delle restrizioni” che dovrebbero essere sottoposte a più controlli perché questa è proprio la settimana “decisiva” per le future aperture. I contagi iniziano a calare, ma non si può e non si deve abbassare la guardia sarebbe un mastodontico errore. Questo continuo spostamento del ritorno alle nostre consuetudini è sicuramente un grosso colpo per tutti: però è meglio che ci si abitui che tutto dovrà avvenire lentamente e, sopratutto, quando avverrà si dovrà accettare un comportamento di vita completamente diverso. Se si comprenderà ed accetterà questo principio di base veramente “andrà tutto bene”.

Quando e come ancora non si sa bene, ma avverrà e di questo tutti devono essere coscienti, anche il gioco pubblico che purtroppo sta raccogliendo conti “carissimi” relativamente ai danni che ha subito e che andrà a subire. Ma anch’esso, purtroppo, si trova nella condizione di farsene una ragione, ma con la speranza di essere considerato una sorta di caposaldo dal quale lo Stato potrebbe ripartire, considerati gli ingenti introiti che i giochi hanno sempre prodotto. Da un lato, però, non si vorrà che alla ripresa si “buttino nel gioco e si sperperino i pochi risparmi rimasti”, ma dall’altro “ci piace” pensare che sarà forse inevitabile per lo Stato puntare sul gioco, del quale mancano in ogni caso i pingui importi immessi sempre nelle casse erariali. Certo, un particolare schieramento governativo dovrà rimangiarsi la visione che del gioco ha sempre avuto ed esternato, ma si dovrà fare di rinuncia all’idea avversa del settore ludico, virtù se si vuole avere la certezza di recuperare gli importi che allo Stato mancano e che sono oltre tutto parecchi e rilevanti.

Pubblicato il: 21 Aprile 2020 alle 10:00

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