Il fare politico che indebolisce il gioco d’azzardo legale

cattiva politica e gioco azzardo

Tanti parlano del gioco d’azzardo pubblico, anche a volte non conoscendolo profondamente, si emettono provvedimenti ed aumenti in modo indiscriminato per questo settore che continua ad “urlare” il rischio che si sta correndo con l’attuale “fare politico” e che gli investitori scappano da questo settore, proponendo altrove i propri business e lasciando il mercato italiano che, ormai, è diventato troppo difficile. La normativa, quel poco che esiste, non è sufficiente per avere un gioco pubblico fluido ed interessante, del riordino nazionale del settore non se ne parla, mentre degli aumenti di tassazione ovviamente sì. Gli investimenti degli operatori del gioco, sopratutto dopo il divieto della pubblicità, sembra “si siano persi nel nulla”, mentre il settore continua ad essere ostaggio dell’Esecutivo e deve, ancora una volta, rispondere agli aumenti stabiliti dalla Manovra 2020 che andranno ad erodere ancor di più i già scarsi introiti di chi ancora si occupa di gioco legale. Tante aziende chiuderanno, migliaia di dipendenti saranno licenziati e saranno sula strada in cerca di lavoro.

Questo è il quadro del gioco lecito, con i migliori casino online italiani legali in testa, e si è certi di non aver assolutamente “calcato la mano”, ma solo di aver rispecchiato l’attuale situazione tragica del gioco sull’italico territorio. A questo si è arrivati, prima di tutto, con l’applicazione dei famigerati distanziometri, delle fasce orarie di accensione delle apparecchiature da intrattenimento, degli aumenti di tassazione inverosimili, anche se rapportati al resto d’Europa. Ma lo si deve anche alle varie Leggi Regionali sul Gioco ed alle ordinanze comunali che impediscono alle “riserve di Stato” di portare a termine il loro impegnativo lavoro di rappresentare l’offerta legale del gioco ai cittadini che, comunque, lo ricercano e che lo vogliono vivere come il loro sano divertimento. E si parla di quella parte di giocatori che non sono coinvolti nelle derive che possono discendere da un poco consapevole rapporto con il gioco d’azzardo e da poca responsabilità.

Non vi è dubbio che il settore continua a richiamare l’attenzione delle istituzioni, facendo presente il disastro che sta vivendo tutta la filiera ed anche che, continuando con il percorso che si è svolto sino a qui, saranno sicuramente a rischio le entrate che lo Stato si attende e che ha messo (inopinatamente) a bilancio. La speranza statale è quella di riuscire a continuare a spremere le attività commerciali di gioco, in modo particolare le imprese che gestiscono le apparecchiature da intrattenimento, considerate dai vari Esecutivi quelle che portano “maggiormente guai” e che, quindi (secondo loro), vanno tartassate e “punite”. Senza contare, però, che ormai le imprese di gioco e di scommesse online “hanno raschiato il fondo del barile” e che il rischio di non poter obbedire ai dettami imposti dallo Stato, è vero e reale. Sicuramente, oggi, come si suol dire “la misura è colma” ed il collasso del sistema gioco si avvicina in modo prepotente ed il settore rischia veramente di deflagrare.

Il coraggio di affermare questa attualità se lo prende a piene mani l’Associazione dei Concessionari di Giochi Pubblici, Acadi, che prende spunto dalle nuove tasse inserite nella Manovra per confermare che il margine utile per la filiera ed il sistema concessorio si riduce sempre d più. Le imposte che il gioco versa annualmente sono 10 miliardi di euro su di un margine di 18 miliardi: quindi, ai concessionari ne restano 8 e con queste nuove misure si rosicchiano altri 700 milioni all’anno, tenendo anche presente che questi 8 miliardi vanno suddivisi con i gestori e con gli esercenti, insomma con la filiera. Proprio l’Ufficio Parlamentare del Bilancio, già lo scorso anno aveva indicato al Parlamento che la pressione fiscale imposta al gioco, lo avrebbe portato sistematicamente al collasso: più certezza di così! Se l’Esecutivo Giallo-Rosso non si fida delle affermazioni che, in modo accorato, vengono esposte dagli operatori del settore, si spera che si voglia affidare almeno al parere del proprio Ufficio Parlamentare.

Ma se neppure questo, è bastato a convincere di non prendere decisioni in relazione agli ultimi ulteriori aumenti, non si comprende cosa si possa dire o fare: forse, fare uno sciopero della raccolta per far capire quanto può costare infierire sempre e comunque su questo comparto. Anche se questo atteggiamento non appare giusto nei confronti dei giocatori che sarebbero gli unici a subire le conseguenze di non trovare disponibile il proprio intrattenimento. Sinceramente, non si sa più come suscitare interesse ed attenzione da parte delle istituzioni: certo non pagare le tasse sarebbe un’altra presa di posizione ferma, ma le imprese che rappresentano lo Stato come possono avere un comportamento simile? Loro “sentono” di rappresentare la legalità sul territorio e che sono l’unica possibilità per i giocatori di non correre pericoli quando si rivolgono al gioco. Perché questo pensiero non deve “neppure sfiorare” le menti della politica? Non è dato sapere, forse perché i pensieri della politica sono troppo contorti e difficili da “tradurre”.

Purtroppo, bisogna ricordare, a chi ancora ci legge, che le piccole e medie imprese che si occupano di gioco pubblico continuano a chiudere, che non si riesce a vedere un qualsivoglia sbocco del mercato, che è in stand-by da tanto tempo, che gli investitori nel settore latitano alquanto e si rivolgono, ovviamente, ad altri mercati meno complicati del nostro ed anche meno rischiosi. Non si riesce a vedere uno spiraglio per inserire qualche nuova idea o qualche strategia che possa smuovere il tutto: l’unica àncora di salvezza rimane sempre e comunque quel famigerato riordino nazionale del settore che potrebbe, risolvendo anche parzialmente l’atavica “questione territoriale”, aprire nuovamente il mercato dei giochi e farlo ritornare ai fasti dei tempi dove veniva indicato come appetibile, interessante e pieno di possibilità di sviluppo. Oggi, a livello europeo il sistema gioco pubblico italico, con la sua confusa normativa vigente, non è guardato come veniva fatto qualche anno fa e ciò non è sicuramente colpa delle sue imprese: il responsabile è uno ed uno soltanto, chi dovrebbe sostenerlo e proteggerlo, proprio lo Stato.

Pubblicato il: 16 Novembre 2019 alle 10:00

CasinoRecensioneMobileVisita
888casino logo
888 Casino
20€ Gratis + 500€
disponibile su mobile
snai casino logo
Snai Casino
10€ Gratis + 1000€
disponibile su mobile
Visita
starcasinò logo
StarCasinò
125 Giri + 1000€
disponibile su mobile
netbet casino logo
Netbet Casino
10€ Gratis + 1000€
disponibile su mobile
betway casino logo
Betway Casino
5€ Gratis + 1000€
disponibile su mobile
leovegas casino logo
Leovegas Casino
225 Giri + 1000€
disponibile su mobile
eurobet casino logo
Eurobet Casino
5€ Gratis + 1000€
disponibile su mobile
betflag casino logo
Betflag Casino
30€ Gratis + 1.000€
disponibile su mobile
casino.com logo
Casino.com
10€ Gratis + 500€
disponibile su mobile
unibet casino logo
Unibet Casino
100% Fino a 300€
disponibile su mobile
voglia di vincere casino logo
Voglia di Vincere
100% Fino a 1000€
disponibile su mobile
Visita