Il divieto della pubblicità ai giochi ha creato tanta confusione

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Come è stato detto più volte, in altrettante occasioni, il divieto italico della pubblicità ai giochi ed ai siti di casino ha creato un vero sconquasso sul mercato ed ancora l’eco di tutto questo si sta facendo sentire nelle società che da anni avevano rapporti di partnership con imprese di gioco d’azzardo, special modo società di calcio. Chi vede un poco la Tv sa di cosa si stia parlando: infatti, non esiste squadra che non avesse sino a poco tempo fa uno sponsor di gioco sulla maglia, così come si saranno viste, ed in modo più che abbondante, le varie pubblicità sempre allo stesso comparto del gioco al bordo degli stadi durante le varie partite. Quindi, che questa sinergia tra gioco d’azzardo e calcio fosse in essere già da qualche anno è un risultato più che evidente e “cancellare” tutti i contratti in essere non deve essere stato per nulla facile, in modo particolare per le amministrazioni di queste varie società di calcio che hanno dovuto, quando possibile, portare a termine i contratti ed in altri casi addirittura rescinderli, qualora fossero stati ancora in corso con le società di gioco all’entrata in vigore di questo benedetto divieto pubblicitario.

Grande problematica economica, non vi è ombra di dubbio, che ha toccato quasi la totalità delle squadre di calcio italiche che, pur rimuginando, hanno dovuto “obbedire” al provvedimento di divieto della pubblicità ed anche sopportando spese notevoli per arrivare a regolarizzare i rapporti commerciali. Anche alla AS Roma è successo questo ed ha perso circa una quindicina di milioni di euro, cosa di cui sicuramente non ne sarà stata né felice né soddisfatta, ma almeno che la faceva risultare in regola con le norme vigenti! In queste righe, si vuole solo riferire che questa particolare parte di mercato comincia a muoversi nuovamente, e tanto per rimanere in clima Roma, bisogna segnalare che ha provveduto a fare un contratto pubblicitario con una società asiatica di scommesse, ma solo per interventi all’estero, mentre quello che ha dovuto rescindere per essere “obbediente” al Decreto Dignità intercorreva con Betway, importante operatore di scommesse sportive, molto conosciuto nel nostro Paese.

Anche la Lazio, che aveva nella scorsa stagione sulle maglie il logo di Marathonbet, ha dovuto rescindere il contratto e quest’ultima ha spostato il suo badget di circa 4,5 milioni dal nostro Paese in un altro e, più precisamente, è diventato il nuovo partner del Siviglia, nella Liga spagnola e, quindi, non lontano dai nostri confini, ma dove non esiste almeno per il momento un divieto importante e totalitario come da noi. Ma oggi la Roma non è più la sola che si è mossa, ovviamente: è stata seguita anche dalla Juventus che ha chiuso un contratto con 10bet, società di scommesse online, per una collaborazione naturalmente solo al di fuori del territorio italiano e sempre nel rispetto di quanto contenuto nel famigerato Decreto Dignita, all’articolo 9, quello che riguarda appunto il divieto della pubblicità. Quindi, questo contratto pluriennale comprenderà attività solo al di fuori dei confini del nostro Stato.

10bet cercherà di seguire lo sviluppo commerciale internazionale che la Società Juventus sta portando avanti da tanti anni: comprenderà contenuti promozionali e di marketing per i tifosi della squadra più volte campione d’Italia, inclusi contenuti esclusivi ed omaggi con i quali i tanti tifosi potranno rimanere vicini alla loro squadra del cuore. La scelta precisa di questo partner ludico è stata convogliata dalla grande voglia di quest’ultimo di portare intrattenimento a livello globale. Infatti, 10bet ha una particolare attenzione nei confronti di tutti gli utenti e questa prerogativa si abbraccia completamente a quella della società Juventus che cura in modo quasi maniacale i rapporti con i tifosi, cercando di far vivere loro le emozioni che si provano durante le partite. Entrambe le strutture, quindi, viaggiano in perfetta sinergia e di conseguenza questo rapporto commerciale ha intenzione di consolidarsi sempre di più con il passare del tempo ed il maturare dei vari eventi sportivi che si andranno ad incrociare.

D’altra parte, non si può neppure nascondere che ormai la Juventus, affermata la sua forza e la sua potenza di squadra a livello nazionale, cerchi sviluppi e conferme anche all’estero dove sta rincorrendo, da tempo, risultati sportivi importanti che conta di raggiungere nel più breve tempo possibile: ed indubbiamente l’acquisto di un campione come Cristiano Ronaldo è la prova lampante di quanto questa azienda desideri affermarsi in ambito internazionale. Risulta, pertanto, anche rilevante conoscere quanto questo divieto complessivamente comporti perdite a carico delle società sportive che usufruivano dell’apporto delle imprese di gioco d’azzardo: Confindustria Radio TV le ha stimate in circa 60 milioni di euro, ma non finisce qui, considerando che questo provvedimento impatta anche su diversi settori e comporta, oltre tutto, una chiara riduzione della competitività delle italiche aziende sui diversi mercati.

E non solo: vanno anche considerate, come già detto altre volte, le ripercussioni occupazionali che interessano tutto il comparto delle scommesse ed anche quanto questo indebolisca la nostra industria del gioco rispetto a quelle straniere. Un’altra riflessione è, senza dubbio, quella che discende dal dato che dal 2008 al 2017 le aziende attive nel settore del betting e delle lotterie hanno investito circa 633 milioni di dollari per la sponsorizzazione delle divise delle squadre di calcio delle sei principali Leghe Europee: sono dati che devono far riflettere sul fattore “devastante” di questo divieto a livello economico. Ma dovrebbero anche far considerare il fatto, come denunciato dal Centro Studi Figc, che al 31 dicembre 2018 erano ben 15 gli accordi commerciali siglati tra i club di Seria A e le società di scommesse: nella Liga Spagnola sono 19 i club che hanno legato il proprio nome ad aziende che si occupano delle scommesse anche se in Spagna qualche movimentazione relativa ad un maggior controllo della pubblicità in questo settore sta prendendo piede. Ma al momento divieti totali non ve ne sono: solo controlli che la pubblicità si sviluppi nel miglior modo possibile, ma non in modo preponderante.

Pubblicato il: 2 Ottobre 2019 alle 14:40

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