Gioco d’azzardo: Si spera che Babbo Natale porti il riordino

babbo natale porta il riordino del gioco azzardo

Si sentono programmi politici di ogni tipo per i giorni a venire, si assiste a cambiamenti di colore nelle varie realtà territoriali ed anche a manifestazioni di vera rabbia nelle piazze, organizzate da persone che non lavorano da mesi e che da mesi non prendono, ahimé, la cassa integrazione. Si cerca e si spera addirittura di riuscire a guardare ad un vicino futuro per il riacquisto di quella quotidianità che, indistintamente, privati cittadini ed imprese anche se in modo inverosimile sotto certi aspetti, sperano ci possa essere durante le festività natalizie. Anche se, forse, ragionando “da adulti” e senza sognare che si possa avverare un desiderio seppur nel periodo natalizio, si potrebbe riflettere quanto sia impossibile che questo si avveri vista la situazione epidemiologica attuale. Inoltre, si spera non accadrà di nuovo ciò che è successo nel periodo delle vacanze dove forse per “dare un contentino” alla popolazione si è decisa da parte delle istituzioni una sorta di “liberi tutti”, od almeno così è stato interpretato, ma che ha contribuito a produrre, purtroppo, i guai sanitari di oggi.

E se sbagliare è comprensibile, perseverare sarebbe veramente “diabolico”: quindi, se si deve contrastare con forza questo benedetto Coronavirus si dovrà continuare con i lockdown di oggi, anche se ciò comprenderà le festività del Natale. Chi ancora ci legge ha capito che non si vuole assolutamente dare confidenza a questo virus e chiamarlo familiarmente Covid 19 e si continua a chiamarlo con il suo nome “sanitario” come è stato fatto conoscere all’inizio: Coronavirus. E così chi scrive continuerà a chiamarlo per tenere le distanze da un subdolo virus che sta piegando tutti alla propria volontà e che non ha rispetto di nessuno. Ma tornando ora al discorso iniziale, sembra veramente difficile che il Natale possa portarci a riacquistare la quotidianità, ma si spera che si possa vivere forse con un po’ più di “tranquillità sanitaria” se continueremo a comportarci in modo corretto e rispettoso delle regole, come è stato fatto in primavera, cosa che pare non sia più così: oggi si è più insofferenti alle restrizioni.

Però, indiscutibilmente, Natale è il momento sia dei buoni propositi per l’anno successivo, ma anche quello della speranza che accada comunque qualcosa di bello ed il mondo dei giochi, migliori siti italiani di casino compresi, non può di certo esimersi da questi pensieri: seppur sia cosciente che il momento politico, economico-finanziario e sopratutto sanitario non lascino molto spazio a preparare “pacchetti regalo” per questo o quel settore. Infatti, in queste ore si è letto che non ci saranno i tanto agognati aumenti per le pensioni dei “nostri vecchietti”: aumento che si aspetta da tempo poiché tali importi sono “fermi” a dieci anni fa. Quindi, questo senz’altro non è prodromo di alcunché di buono, ma siccome la speranza è l’ultima a morire, come si dice con saggezza, il gioco pubblico aspetta che nelle settimane a venire, ed anche per chiudere questo miserevole anno bisestile si possa vedere almeno mettere le basi per il riordino nazionale dell’intero settore ludico, od almeno riaprire i locali di gioco seppur con un’imposizione di orario.

Si continua a sostenere che il gioco d’azzardo pubblico, sia a livello commerciale che industriale, oggi è in sostanziale isolamento che sente assolutamente di non meritarsi poiché ha messo in atto tutti quei protocolli per poter tenere i battenti aperti, cosa che è avvenuta per pochissimo tempo. Il gioco, chiuso ed isolato ed anche inascoltato dal Governo che continua ad essere sostanzialmente dimenticato a volte persino dalle risorse o dai ristori che vengono messi a disposizione dallo Stato centrale. D’accordo che gli addetti ai lavori sono abituati a questo disinteresse dei vari Esecutivi, ancor prima dell’apparizione della pandemìa: infatti, le Regioni e Comuni hanno continuato imperterriti ad applicare restrizioni che arrivano persino ad avere l’effetto espulsivo dai vari territori. Ma questo, ovviamente, soltanto nei confronti del gioco pubblico, assolutamente legale. Ed atteggiamento, fra l’altro, che sta riuscendo quasi a cancellare il gioco di Stato, sperando che non sia proprio questo ciò che si vuole materialmente fare, come tante volte è stato innegabilmente sbandierato da qualcuno.

A causa di questo “sentimento” non si riesce a concretizzare che anche nel settore ludico ci sono imprenditori e lavoratori, e quindi famiglie: ma è anche giusto oggi pensare quasi esclusivamente al Coronavirus e contare i danni presenti e futuri che lo stesso sta portando con sé. A chi potrà mai interessare se il gioco pubblico è chiuso od aperto? Oppure delle problematiche di questo settore, della “Questione territoriale” che incombe anche durante la pandemìa? E chi penserà mai ai suoi lavoratori? E si è certi che non si parlerà neppure di gioco quando e se vi sarà qualche riapertura: del gioco pubblico, attività non essenziale, non si occuperà nessuno tanto meno questo Esecutivo, o meglio un suo specifico schieramento, che appare sempre di più orientato a portare a termine l’opera di cancellazione del comparto ritenuto scomodo, “immorale ed approfittatore”. E poi oggi, essendo desolatamente chiuso, non può portare neppure introiti alle casse erariali!

Al gioco pubblico, quindi, non rimane che il desiderio, sperando che non rimanga tale, di vedere se in questo bailamme in cui la politica si dibatte quotidianamente, si riesca a trovare in mezzo ai vari provvedimenti dedicati all’emergenza, anche il tempo di dare “disposizioni a chi di dovere” di mettere in cantiere e di approntare il più bel regalo di Natale che il gioco potrebbe ricevere: il riordino nazionale di tutto il settore dei giochi. Si tratterebbe senza dubbio di un miracolo se ciò accadesse: ma desiderare, come detto all’inizio di queste righe, in fondo non costa niente e può riempire la mente, oggi purtroppo lasciata vuota temporaneamente dagli affari e dell’organizzazione dei diversi punti di gioco. Peccato che la figura del sottosegretario con delega ai giochi Pier Paolo Baretta si era stagliata nel cielo del gioco come e delle scommesse “una stella cometa” da seguire “religiosamente”… Ma il suo cammino si è fermato in fretta anche se vi erano tantissimi addetti ai lavori pronti a seguirne la scia.

Pubblicato il: 29 Novembre 2020 alle 10:00

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