Gioco d’azzardo: Ripartenza legata al mondo del calcio

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Il mondo del gioco pubblico, casino online italiani in primis, è molto curioso e guarda cosa sta succedendo questa settimana lungo il nostro Stivale dopo l’apertura decretata dal Governo della moda, del tessile e del commercio all’ingrosso: il che comporta un elevatissimo numero di cittadini che ritornano a lavorare dopo quasi sessanta giorni di “stop” e di domicilio forzato. Lentamente l’ingranaggio del Sistema Italia ricomincia a girare, con tutti gli scongiuri del caso, e con tutte le precauzioni suggerite sia dall’Esecutivo che dalla task force sanitaria che ha storto il naso per l’apertura della “fase 2”, ritenendo il territorio ancora in ostaggio del Coronavirus. Ma ogni precauzione pensabile è stata applicata, mantenendo ferme anche alcune restrizioni, con l’impegno di monitorare la situazione per una quindicina di giorni e decidere di richiudere il tutto nel caso del “riacutizzarsi del contagio”.

C’è apparente tranquillità nel prendere i mezzi pubblici e non vi sono state estremizzazioni di “corsa al bus od al treno”, mentre c’è invece voglia di ricongiungersi con le famiglie od i parenti. Mentre si staglia questo scenario di ritorno alla quasi quotidianità, se si vuole aggiungere l’assunzione di qualche caffè al bar con rigoroso contenitore di plastica usa e getta ed al di fuori del locale, c’è chi ancora aspetta di poter riaprire, non si sa quando e come: per esempio, il gioco pubblico che continua ad interrogarsi quando questo momento arriverà. Nel frattempo, il gioco d’azzardo sta a guardare cosa succede anche alle società di calcio che sono in una sorta di morsa tra i vari rappresentanti ed il parere del Governo se riprendere o meno i campionati: noi per la nostra Serie A e gli altri Paesi per la Liga, la Premier e la Bundes Liga, mentre già si conosce il parere della Francia che ha già chiuso la Liga 1 tra tante polemiche.

E ben si comprende il perché il gioco guardi attentamente al futuro del calcio: ovviamente, per le scommesse che vanno ad intrecciarsi con le aperture delle agenzie che trattano tale intrattenimento. Esercizi che sono fermi da tempo con gli incassi finiti sotto terra, e per essere recuperati ci vorrà un bel po’ di tempo, così come per la raccolta dei giochi delle slot. Di certo la gente vorrà giocare, divertirsi ed intrattenersi, vorrà anche scommettere, ma esisterà il piccolo problema che manca la liquidità che blocca tutto. Tanti cittadini non prendono lo stipendio da un paio di mesi, visto e considerato che le risorse economiche promesse dal Governo stentano ad arrivare a destinazione: quindi, tutti uniti nella stessa barca “all’asciutto”, ma con tanti desideri inespressi che stanno creando risvolti di carattere psicologico assolutamente da non sottovalutare.

Ma, ritornando al calcio giocato, le agenzie delle scommesse sperano che il campionato riprenda, in modo da avere almeno qualcosa su cui scommettere e si è certi che l’italico cittadino qualche euro per giocare lo troverà. Quindi, calcio e gioco pubblico a braccetto come buoni amici in attesa di tempi migliori per poter rischiare qualcosina in più. Intanto che si rianimano tutti i settori, gli operatori del gioco pubblico attendono la cosiddetta “fase 3” nella quale dovrebbero essere inseriti: ma si parla della fine di maggio, primi di giugno, forse. Si guarderà anche, con estrema attenzione, dopo il 18 maggio l’apertura di aziende che si occupano di ristorazione, e che saranno però a mezzo servizio: si dovrà capire se in tali esercizi che ospitano gli apparecchi di gioco si potranno riaccendere ed in che forma, oppure se qualche altro tipo di gioco diverso potrà vedere la luce.

Ma l’importante è che l’economia abbia ripreso, seppur in una specie di “limbo” e perennemente monitorata: i pochi intervistati che hanno partecipato all’inizio della “fase 2” hanno ammesso che si tratta di un rientro veramente strano di cui si fa fatica a capacitarsi. Mentre si assiste da spettatori allo sviluppo iniziale della “fase 2”, bisogna concentrarsi sulla prossima ondata di aperture verso la fine di maggio-giugno che vedrà, purtroppo, un “taglio straziante di imprese” che non potranno ripartire. Esercizi di generi diversi al dettaglio ed alla ristorazione: sarà una percentuale che si avvicina al 30% quella di coloro che non riapriranno i battenti: quindi, un terzo degli imprenditori della nostra industria dovrà rinunciare a quanto creato negli ultimi anni, ai sacrifici effettuati, alla fatica ed alla pazienza per farsi conoscere. Andrà tutto perso poiché le spese che servono per mettere gli esercizi a norma per contrastare il Coronavirus sono troppo elevate per le piccole aziende che dovranno forzatamente desistere.

Un danno estremamente alto per la nostra economia ma che oggi, purtroppo, appare inevitabile: un danno per le finanze pubbliche che si aggira sugli 80 miliardi mentre, nel contempo, dalle casse dello Stato usciranno risorse per assistere i disoccupati che arriveranno ad essere un numero incalcolabile. Bisogna anche aggiungere che le attività che operano nella ristorazione e nel commercio al dettaglio non hanno avuto accesso ai 25mila euro preannunciati dall’Esecutivo, mentre invece dovranno convivere con le nuove disposizioni per il distanziamento sociale nelle attività, cosa che comporterà di ridurre di un terzo la propria clientela. E da questa esasperante quota relativa agli incassi bisognerà anche togliere i costi fissi di affitto, bollette, imposta sul suolo pubblico e rifiuti: costi che non si dividono per tre come gli incassi!

Ad ottenere questi “ottimi risultati aziendali” non saranno solo i ristoratori, ma anche i locali di gioco che, oltre tutto, hanno minore accesso al credito poiché, come sottolineato più volte, non vengono presi in considerazione dagli Istituti di credito. Si deve pensare, oltre tutto, che persino in questa emergenza i benpensanti hanno suggerito all’Esecutivo di cogliere l’occasione per rinunciare definitivamente al gioco e si potrebbe anche pensare che li si possa prendere in parola! Ma senza farsi influenzare da “cattivi pensieri” il gioco pubblico sa perfettamente che la riapertura dei propri locali non sarà agevole, i locali andranno sistemati con costi rilevanti per certe piccole attività: per questo forse cerca la “collaborazione” del calcio per le scommesse: uniti si è più forti e si dovrebbe andare più lontano.

Pubblicato il: 16 Maggio 2020 alle 10:00

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