Gioco D’azzardo: Il 2021 porterà grandi novità

novita gioco azzardo nel 2021

Che il mondo del gioco, ed snche quello dei siti italiani di casino on line legali, sia stato travolto oltre che dall’emergenza sanitaria anche dalla positività che aveva trasmesso al settore “l’apparizione” della figura di Pier Paolo Baretta per una ricostruzione del gioco, è decisamente una verità: da quel momento gli addetti ai lavori hanno davvero creduto a quanto allora anticipato dall’Esecutivo e dal sottosegretario ai giochi e, cioè, che a breve avrebbe potuto vedersi la nascita del riordino nazionale dell’intero settore ludico. Cosa che indubbiamente preparava un palcoscenico alquanto ricco di novità: la ridistribuzione dei punti di gioco sul territorio, una maggiore sicurezza e tutela e, sopratutto, la sparizione definitiva dell’annosa “Questione Territoriale” che così tanta angoscia ha provocato alle imprese del gioco, grandi e piccole, e che aveva prodotto in alcuni territori l’allontanamento del gioco legale dalle zone di sua pertinenza. Ma questo riordino nazionale del gioco è destinato alla fine a rimanere un sogno?

Invece del riordino, però, è apparsa l’emergenza sanitaria e le cose per il gioco sono diventate ancor più di difficile vissuto con la chiusura di tante imprese ed il licenziamento dei lavoratori. Ma oggi, dopo la seconda ondata del virus ed il secondo lockdown imposto ai giochi d’azzardo con il Dpcm del 3 dicembre scorso, forse la politica si è fermata a pensare ad uno dei temi in sospeso da tempo, appunto quello del riordino del gioco pubblico in tutti i suoi segmenti. Sembra decisa a riprendere in mano la situazione, anche alla luce della perdita delle risorse erariali che il gioco immette(va) nelle casse dell’Erario e delle quali si sente l’assoluta mancanza. Ad essere sinceri, oltre alla mancanza se ne sente proprio la necessità, ed in questo periodo storico lo Stato centrale ha bisogno dell’aiuto e degli introiti di tutti coloro che ancora possono permettersi di farlo poiché la situazione della nostra economia, senza paura di essere troppo pessimisti, è disastrosa.

Non si aspetta altro che l’arrivo degli aiuti europei per potersi muovere per cercare di far rinascere l’economia del nuovo Sistema Italia che ha tutta la voglia possibile per riaprirsi ai mercati e ricominciare a vivere. Ma a questo punto il Governo centrale non può continuare a rimanere inerte di fronte alla situazione che attanaglia in modo complesso il settore del giochi e delle scommesse. Dovrebbe decidere senza indugi di ricominciare ad interessarsi delle sue “Riserve di Stato”, in modo da istituire misure per rendere migliore il meccanismo di vigilanza sul settore, una innovativa regolamentazione nazionale che “metta a sedere” tutta quella serie infinita di norme che rendono la vita commerciale del gioco impossibile, il controllo e la repressione del gioco illecito. Naturalmente, buttando anche l’occhio sul versante del cyber crime perché il gioco online, comprese le scommesse online, è in continua crescita ed ormai rappresenta un terzo della spesa effettuata dai giocatori nel nostro Paese.

E proprio per questa sua rilevanza economica è diventato di estremo interesse per il crimine che lo guarda come fonte infinita di guadagno: indispensabile anche per questo riordinare il gioco, armonizzandolo con la sua presenza europea al fine di evitare l’infiltrazione della criminalità organizzata che tenta continuamente di impossessarsi di parte di questo settore così versatile ma di certo difficile da controllare. Il Governo centrale dovrà forzatamente fare un “mea culpa” per aver concesso alle Regioni ed agli Enti Locali di “legiferare troppo” contro il gioco ed a sé stesso di aver imposto anche il divieto della pubblicità che ha creato problematiche persino di sopravvivenza per alcune imprese che non sono riuscite a restare a galla dopo essersi viste togliere i propri partner di gioco. Potrebbe essere arrivato il momento di un approfondito esame di coscienza da parte dello Stato che lo porti a “riappropriarsi” delle normative e delle decisioni da intraprendere nei confronti di un mondo ludico che è sempre stato di supporto alla quadratura dei bilanci statali con risorse veramente ingenti che non si dovrebbero dimenticare.

Con il mondo dei giochi meglio regolamentato, distribuito in modo omogeneo, più tutelato e con l’innovazione che in ogni caso “imperversa” nello stesso settore, si deve pensare che alla rinascita dell’economia anche il gioco pubblico, compreso il poker online, avrà la sua rivalsa e recupererà ciò che ha perso in questo anno horribilis, con grande soddisfazione degli addetti ai lavori ed anche delle casse erariali, piuttosto a secco in questa emergenza senza limiti. Così si potrebbe finalmente mettere una barriera al gioco illegale che durante questa pandemia, purtroppo, ha fatto “affari d’oro”, anche se non si conosce l’ammontare della sua economia sommersa, ben gestita dalle mafie. In relazione a questi affari deve fare paura sopratutto ciò che ruota attorno al gioco d’azzardo illecito, come il riciclaggio e l’usura altri due segmenti che la criminalità organizzata gestisce “con sapienza”. Ovvio che se il settore ludico fosse protetto, riordinato ed avesse una sorta di Legge Quadro nazionale, l’illegalità nel gioco avrebbe vita breve e rappresenterebbe un obbiettivo che lo Stato centrale dovrebbe perseguire senza più ipocrite “campagne” demonizzatrici seppur “sotto traccia” nei confronti dell’industria del gioco.

Oggi, sembra davvero arrivato il tempo, con l’apertura del nuovo anno, che lo Stato centrale si riappropri del “suo gioco pubblico” e lo metta in condizioni di lavorare con serenità rendendolo sostenibile e contando anche sul supporto delle sue risorse senza paura che qualcuno abbia qualcosa da ridire se viene sostenuto dall’Esecutivo di turno. Vi sono tanti Paesi che trattano il mondo dei giochi come un settore qualsiasi di servizi e che non si fanno tante remore, perché proprio non ce ne sono, ad usare i suoi introiti per il sociale o per sostenere altri settori in difficoltà. Perché in Italia questo non accade? Non si dovrebbe essere così ipocriti da negare l’evidenza: lo Stato non può fare a meno delle risorse del gioco d’azzardo, deve soltanto ammetterlo e finirà questo “gioco istituzionale al massacro” e gli addetti ai lavori torneranno a lavorare in serenità procurando le “vecchie risorse erariali” di cui vi è una estrema necessità.

Pubblicato il: 8 Gennaio 2021 alle 13:09

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