Gioco d’azzardo: Gli introiti del 2019 non torneranno mai

introiti in ribasso per il gioco azzardo

Quasi tutte le aziende di settori diversi continuano a dichiarare che sono azzerate, che non possono continuare a rimanere chiuse altrimenti saranno in ginocchio, ma poche hanno quantificato materialmente con dati realistici le perdite che l’industria italiana sta subendo per questa quasi totale chiusura imposta dalla pandemìa. Sì, di certo si sono sciorinate cifre, in parte ipotetiche, relative a svariate attività e nei diversi mercati che così arrivano all’opinione pubblica perennemente durante la giornata. Tutti rimangono costernati e spaventati degli importi e delle cifre che vengono trasmesse, anche se ognuno fa i conti con il “proprio orticello”, pensando allo stipendio che non arriva, a quello che generalmente si può incassare magari con il lavoro sommerso e non si è potuto realizzare. Insomma il Paese Italia, come tanti altri, sta vivendo in una situazione veramente precaria che aumenta nell’instabilità anche psicologica per questi lunghissimi giorni di “isolamento personale”.

Il gioco pubblico, compresi i migliori siti italiani sicuri di casino online, ha bene o male sempre gli stessi introiti e sa quanti ne genera per le casse erariali: si parla di circa 10 miliardi di euro l’anno che vanno a finire allo Stato! Gli esperti sono partiti da tale cifra per arrivare alla perdita che mensilmente si va a determinare per lo stesso Stato dopo la chiusura di tutte le attività di gioco: e si parla di circa 750 milioni di euro al mese, mentre si quantifica in circa 600 milioni di euro l’enorme perdita per la filiera per ogni mese di lockdown. Ma nonostante questa presa di coscienza economica, il gioco ha continuato a rispettare le norme mettendo in sicurezza, per il momento, i propri dipendenti: certo che le difficoltà sono enormi, sopratutto poiché l’attuale Esecutivo ha inserito il settore in un rischio medio-alto in relazione alla riapertura, non riuscendo a determinare quando questa si potrà concretizzare. E ciò non può che sommare instabilità ad incertezza ed il risultato è che il mondo del gioco, e le sue imprese, è assolutamente allo sbaraglio.

Senza programmi concreti, senza risorse economiche se non veramente minime e con i suoi lavoratori, che sono tanti veramente e che temono per la tenuta delle aziende. D’altra parte, l’Esecutivo per aiutare il settore ludico non si è particolarmente impegnato: ha fatto slittare di un mese il pagamento del Preu, cosa che dovrà aggiornare poiché tali versamenti dovranno essere forzatamente sospesi, e successivamente effettuati soltanto quando potranno avvenire le effettive raccolte. E, poi anche rateizzati con una scadenza congrua e non certo solo in pochi mese. Questo 2020 che ci ha portato l’emergenza sanitaria, ha travolto tutto e tutti e dovrà inevitabilmente passare facendo progetti e studiando strategie per poter ripartire, con precauzione il prima possibile, ma mantenendo tutto in sicurezza. Finora, il gioco d’azzardo “ha fatto tutto da sé”: è riuscito a mantenere le imprese vive, proteggendo gli investimenti fatti, ed ha pagato i propri dipendenti salvaguardando i posti di lavoro.

Ma, ovviamente, non si sa sino a quando questo sarà possibile: ciò che è stato fatto dal gioco sino ad oggi è stata una grande prova di coscienza e di responsabilità verso il proprio settore ed i propri lavoratori, ma lo Stato nei confronti della “sua Riserva” sicuramente non si è dimostrato di così buona volontà. Nel frattempo, il gioco ha tanto a cui pensare: l’esigenza primaria è riuscire a comprendere quando le attività ludiche potranno cominciare a riaprire ed in che forma: il pericolo virus è ancora vivissimo e la ripartenza, per tutti, dovrà avvenire con estrema cautela e con un controllo sui rischi che deve essere determinante. Sicuramente, sarà una riapertura che offrirà un mondo del gioco, ed anche delle scommesse online, diverso che dovrà innanzi tutto far comprendere ai suoi estimatori come bisognerà stare attenti a non ricadere in una seconda ondata di epidemia. Per questo, il gioco deve organizzare i suoi punti in modo estremamente precauzionale per le sé stesso e per i lavoratori mentre gli operatori e le associazioni sono al lavoro per cercare le migliori strategie per la sicurezza, come peraltro si sta facendo negli altri settori.

Ma il gioco è intrattenimento, ed indubbiamente anche socializzazione, cosa che per il momento deve essere gestita con circospezione: quindi, le imprese dovranno organizzarsi con strutture e spostamenti per consentire un accesso ai punti di gioco sicuro e confortevole. Cosa che non è priva di costi importanti ed è anche per questo che le imprese dovrebbero essere sostenute con risorse specifiche e non solo con gli spostamenti di un mese o due dei versamenti erariali! La futura organizzazione del gioco pubblico sarà quella che propone un qualsiasi altro punto di un qualsivoglia altro settore commerciale: i clienti dovranno essere controllati e monitorati all’ingresso ed all’interno vi saranno tutti gli specifi accorgimenti che l’attuale protocollo prevede. Quello che emerge chiaramente, purtroppo, è che nulla sarà come prima: tanto meno gli introiti che non equipareranno sicuramente quelli dello scorso anno, anche se il gioco terrestre aveva già qualche scricchiolatura anche nel 2019.

Però il settore ludico, come ha già dimostrato in precedenza, mette in campo una gran volontà propria di individuare misure di protezione sia per i dipendenti che per i clienti: materiale sanitario e divisori tra utente ed utente, percorsi obbligati per cercare di rispettare le distanze: ciò, però, in alcuni punti non sarà per nulla agevole e concretizzabile con facilità. Forse servirebbe un protocollo nazionale che coinvolgerebbe tutto il mondo dei giochi: l’obbiettivo finale è di certo comune ed oggi è quello di farsi trovare pronti alla ripartenza in piena sicurezza come qualsiasi altro punto commerciale. Ma bisogna riflettere su di una vita che non sarà più la stessa, almeno sino a quando non si troverà un vaccino che ci permetterà di stare al sicuro e di non applicare la distanza sociale che, indubbiamente, non rientra nella nostra umana natura. Per ora, però, si deve stare estremamente attenti: divertirsi sicuramente, ma con la massima consapevolezza che il rischio, se non si sta più che attenti, è ancora dietro l’angolo.

Pubblicato il: 7 Maggio 2020 alle 18:52

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