Gioco ci siamo: Al via con la fase 3

gioco al via con la fase 3

Come italiano non ci si può che compiacere della lenta, ma costante ripresa e movimentazione che il nostro Sistema Paese sta mettendo in atto: le attività, seppur con qualche timore, stanno riaprendo tra mille difficoltà e l’incertezza che alberga nelle persone che sono disorientate perché di fronte a novità impensabili ed impreviste. I confini regionali, tra i diversi punti di vista, sono aperti così come quelli internazionali, anch’essi ancora con qualche limitazione: purtroppo, invece, tuttora rimangono ermeticamente chiuse le attività di gioco che manifestano insofferenza per la discriminazione che continua ad essere presente ed a perseguitare il settore ludico che non vede via d’uscita. Ma ciò che più preoccupa, oltre alla vita od alla morte delle imprese che rappresentano in ogni caso la legalità del gioco sul territorio (sarebbe bene non dimenticarlo mai), è il destino di un numero infinito di lavoratori. Persone che sono da tempo sono sempre state regolarmente pagate dai propri titolari, che hanno una professione che ha consentito loro di provvedere, sino all’inizio di questo benedetto 2020 ed all’emergenza sanitaria, al sostegno delle proprie famiglie.

Cosa questa, purtroppo, che sta diventando impossibile mantenere, poiché dopo tre mesi di totale chiusura le imprese sono allo stremo a livello finanziario, sopratutto quelle medie e piccole che non hanno potuto avere introiti e che non hanno una forza economica tale che consenta loro di proseguire aziendalmente “sul nulla”. E, purtroppo, le poche risorse messe a disposizione dallo Stato per il “suo gioco pubblico” non sono arrivate ancora ai destinatari: infatti, di cassa integrazione così “gentilmente concessa” anche alle piccole aziende non se ne parla e se le cose continueranno in questo modo, evidentemente, i lavoratori del gioco pubblico non riescono a vedere un futuro. Eppure è cominciata la “fase 3” e tutto si dovrebbe rimettere in moto: tutto, tranne il gioco pubblico ed i siti italiani legali di casino migliori, legale, autorizzato e formato da migliaia di imprese che hanno sempre pagato le tasse erariali e qualsiasi aumento sia stato loro richiesto dallo Stato. Ma di questo forse l’Esecutivo oggi non si ricorda più, come non si ricorda le “mille occasioni” nelle quali è ricorso al gioco pubblico per recuperare risorse per i propri bilanci statali perennemente in “rosso”.

Finalmente si è arrivati alla “fase 3” dopo tre mesi di lockdown: fase nella quale il gioco aveva riposto le sue speranze di riapertura, ma della quale ancora non si parla ufficialmente e, quindi, si deve temere il peggio per il mondo dei giochi che rischia veramente la sua tenuta. La tenuta, quindi, della legalità che è già stata messa a dura prova dalla presenza sul territorio del gioco illegale, gestito dalla criminalità organizzata, che ha preso il posto lasciato troppo a lungo libero dal gioco fisico che continua a rimanere chiuso e che lascia di conseguenza le sue imprese “ferme al palo”. Ma è giusto tutto questo? Ed è pure giusto che non si riesca a concordare un confronto con i rappresentanti del settore ludico ed il Governo centrale? Il gioco, forse, riesce ad avere qualche colloquio soltanto con le Regioni per sottoporre la propria preoccupazione special modo per l’occupazione che rischia di diventare un problema pericoloso ed esplosivo. Purtroppo l’Esecutivo Giallo-Rosso di gioco pubblico non ne parla, o meglio ne parla pochissimo, a volte a mezzo dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli che ha fatto “ripartire qualche gioco nelle tabaccherie”.

Ma sempre con calma e non con una previsione totale della riapertura del settore che, più volte, si è dichiarato pronto ad acquisire i protocolli per la sicurezza sanitaria sia dei propri dipendenti che dei giocatori che con la fine del lockdown hanno ricominciato a ricercare il divertimento con il gioco, ma non trovando quello lecito si trovano di fronte al gioco illegale con tutti i pericoli che questo comporta. E lo Stato non può non esserne a conoscenza poiché persino il Capo della Polizia ha sollecitato l’apertura del gioco fisico proprio per evitare che la criminalità organizzata, che gestisce il gioco illegale, non si “allarghi troppo” sul territorio. Vi è pericolo sia per quest’ultimo che per i giocatori che, senza dubbio, nei punti illegali non sono tutelati né per la riscossione delle vincite, ma sicuramente neppure per il pericolo di contagio. Quindi, “orecchie da mercante” da parte delle istituzioni e si guarda come al solito da un’altra parte, non affrontando le dovute decisioni, lasciando il settore dei giochi e delle scommesse online in una sorta di “limbo punitivo” che comincia veramente a stare stretto a tutte le imprese legali del gioco che dovrebbero essere considerate come tutte le altre aziende che hanno partecipato alle varie “fasi” di riapertura economica.

Infatti, le attività di gioco come le sale slot machine e Vlt, le sale bingo e le agenzie di scommesse non possono alzare le saracinesche e sono le uniche a non poter raccogliere entrate neppure nei locali autorizzati alla riapertura come bar o tabaccherie dove i terminali di gioco non sono tuttora stati attivati e dove lo slot o corner di scommesse sono ancora desolatamente spenti. Perché? Se si riuscisse ad avere una risposta almeno per questo non sarebbe male: ma il silenzio è ancora peggio! Sembra veramente di essere discriminati ad oltranza e senza alcun tipo di spiegazione: oggi non si può di certo dire che il gioco rimane chiuso per questioni di sicurezza per la salute perché hanno aperto attività più a rischio: per esempio, i parrucchieri, i saloni di bellezza, le piscine oppure ancora attività svolte in locali di piccole dimensioni dove mantenere il distanziamento tra clienti diventa veramente un’impresa. Quindi, che giustificazione ci può essere oggi con lo svolgimento della “fase 3” per il gioco? In altro articolo scherzosamente, ma neanche tanto, si presagiva che il gioco avrebbe fatto parte di una fantomatica “fase 4”, poiché si nutriva allora poca speranza in una riapertura vicina: anche in quella “premonizione” si è forse usata la nostra ormai consueta sfera di cristallo? Ci si sta abituando a fare i maghi, visto che l’attività del gioco ci sembra preclusa!

Pubblicato il: 21 Giugno 2020 alle 10:00

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