Forse il gioco d’azzardo rientra nella fase 3

gioco azzardo rientra nella fase 3

Dopo le tante incertezze, gli alti e bassi che ormai non si contano più, tanta demoralizzazione e così poca speranza in una seppur minima considerazione del mondo del gioco e dei migliori casino da parte dell’Esecutivo Giallo-Rosso e, sopratutto, dopo tante parole “sprecate” per sollecitarne l’attenzione affinché si guardi al settore ludico non come ad un nemico, ma come ad un alleato pronto a sostenere ulteriormente gli introiti dello Stato, forse appare all’orizzonte la data del 15 giugno come quella della possibile riapertura e ripartenza: quindi, il gioco potrebbe finalmente risorgere durante la realizzazione della “fase 3” cosa che, sino a pochi giorni fa, sembrava così lontana e, praticamente, impensabile. Anche se può sembrare quasi assurdo dopo le premesse e le negatività relative alla “fase 1 e 2”, oggi davvero si sta “muovendo qualcosa” per il gioco e le sue imprese forse riuscirebbero ad aprire i battenti e ricomincerebbero a rivedere il proprio pubblico, seppur naturalmente con le precauzioni del caso e con tutti i protocolli per la sicurezza sanitaria, che peraltro le organizzazioni di settore hanno già provveduto a predisporre, ma che il Governo non ha ancora supervisionato.

Finalmente uno spiraglio, una lucina in fondo al tunnel e, probabilmente, la fine di questa esasperante e prolungata chiusura che lasciava soltanto aperta la strada della discriminazione, argomento del quale non si vorrebbe mai parlare, sia per il gioco che per qualsiasi altro settore, o persona, o situazione. La “fase 3” senz’altro rappresenta, a questo punto, il completamento di questo gigantesco disegno relativo alla ripartenza della nostra economia anche se il gioco ancora date certe non ne ha. Però, almeno, comincia a sentirsi sussurrare la data del 15 giugno come spartiacque per tutte quelle attività che ancora oggi sono ferme al palo, complice l’ultimo Dpcm del Premier Conte che, però, ha dato il via libera alla quasi maggioranza delle attività, concedendo una sostanziale autonomia nelle decisioni alle Regioni: ma sempre escludendo il gioco, unica materia che il Governo “vuole proprio tenere per sé” relativamente alle decisioni da prendere. Ma fino a qui, purtroppo, l’Esecutivo ha scelto di non decidere, motivo per il quale continuano ad esistere, per questo specifico e benedetto settore ludico, incertezze sulla data definitiva.

É ovvio, però, che la filiera del gioco si aspetti di poter aprire verso la metà di giugno, anche perché si è dato il via libera anche alla ripresa del campionato di calcio di Serie A che presuppone, almeno si spera, la riapertura delle agenzie di scommesse. E questo in modo da non lasciare ancora il comparto in mano alla gestione della criminalità organizzata ed al gioco illegale che, sino ad oggi, “l’ha fatta liberamente da padrone”, continuando a ricevere scommesse anche sui campionati esteri e persino sulle corse dei cavalli riprese in Italia da poco. E sulle quali, oltre tutto, ai giocatori piace proprio scommettere, e puntate che a tutt’oggi si potevano fare soltanto con le scommesse illecite nei punti di gioco illegali che sono rimasti “rigorosamente aperti” durante tutto l’intero lockdown. Ma, in ogni caso, l’importante è che qualcosa si stia davvero muovendo, infatti vi è stato un primo accenno di ritorno alla normalità con l’autorizzazione dell’Agenzia delle Dogane per l’accensione dei monitor all’interno delle ricevitorie: e, quindi, cosa che riguarda lotto e lotterie. Di certo non è molto, ma è un primo passo e si deve prenderne atto positivamente.

Un piccolo ed incerto passo verso il ritorno alla quotidianità ed alla normalità che forse lascia presupporre qualcosa di più, almeno si spera, ed ovviamente questa sensazione è ancor più forte se si pensa anche alla ripresa del campionato di calcio. In ogni caso, il problema maggiore per gli operatori del gioco al momento della riapertura sarà quello di riuscire a comprendere come sarà questo nuovo mercato ed il cambiamento delle richieste dei giocatori. Dovranno cercare di adattarsi con le loro offerte in base sia a questo cambiamento, sia alle nuove prescrizioni che sono imposte dal Governo per il contrasto al coronavirus, che non sono poche ed anche parecchio onerose. Comunque, sarà sicuramente come entrare in una sorta di “nuovo mercato”: però, tutto potrà concretizzarsi solo al momento della ripartenza, il “polso del nuovo mercato” si potrà vedere soltanto allora. Ma per il momento si può solo aspettare la comunicazione della data fatidica. Nel frattempo, l’industria del gioco d’azzardo continuerà a guardare i grafici relativi all’andamento della pandemìa per cercare di capire in quali territori potrà magari aprire prima ed organizzarsi in tal senso, in modo da essere pronto al momento del via libera.

Sicuramente, è una situazione alquanto altalenante, ma questo per il momento è il destino del gioco pubblico ed è inutile prendersela con la pandemìa, con le decisioni che il Governo deve mano a mano acquisire, con la liquidità che manca nel settore, con le aziende che barcollano paurosamente. É un poco il male di tutti gli imprenditori che stanno facendo veramente i salti mortali “all’indietro” per stare a galla e non solo quelli dì che si occupano di gioco pubblico: non bisogna dimenticare che anche le imprese che hanno aperto non stanno ottenendo risultati strepitosi. La gente ha ancora paura, ed anche tanta, del possibile contagio e ne è spaventata. Come, indubbiamente, non fa testo la movida di alcune città che coinvolgono senza ombra di dubbio tanta gente, ma forse in proporzione poco danaro. Se si pensa, poi, che tanti esercizi sono stati multati poiché hanno creato assembramento di persone al di fuori dei locali si può ben pensare quanto siano contenti i titolari di questi pub frequentati con così poca consapevolezza. Ma si è sempre affermato che l’importante, per non morire definitivamente, è riaprire i battenti: quindi, il gioco cercherà di farlo con forza e tenacia, sperando che la pandemìa vada via via diminuendo la sua presenza e che consenta a tutti gli operatori del gioco, ed anche degli altri settori produttivi e commerciali, di “ritornare a vivere ed a volare ad ali spiegate sui nuovi mercati”.

Pubblicato il: 15 Giugno 2020 alle 10:00

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