Finalmente è arrivato il momento delle AWP da remoto

momento delle awp da remoto

Quante volte si è parlato dell’avvento delle AWP da remoto nel gioco pubblico italico? Non si contano più: primo perché in questa innovazione si poteva intravedere uno sviluppo del mercato che oggi è tragicamente fermo, purtroppo, anche da un bel pezzo. E poi, in seconda analisi, si andrebbe incontro al cambio parco “macchinette slot machine” poiché, oggi, quello attuale può sembrare addirittura obsoleto, se raffrontato a quello che si trova online. Tale consolidato stato di cose, sicuramente, fa perdere a questo particolare segmento parecchi punti come attrazione per gli utenti ai quali piace questo tipo di intrattenimento. Si sono scritti fiumi di parole su questi apparecchi di gioco da remoto: sembrava fossero una specie di “oggetto misterioso”. Mistero che oggi, in questi giorni, ha terminato il suo periodo di stand still a Bruxelles e che, quindi, troverà la sua strada, seppur potrà sembrare difficoltosa da un punto di vista realizzativo. Infatti, ancora oggi il percorso appare lungo e pieno di “burocrazia” anche se l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli si sta facendo parte diligente per cercare di “smussare tutti quegli angoli” che possono sembrare insormontabili per gli operatori e far perdere loro tantissimo tempo.

Si spera, considerato che di questo argomento delle AWP da remoto se ne sta parlando da tanto tempo, che ormai questi apparecchi non siano già diventati “superati” ancor prima di metterli sul mercato! Ma essendo scaduto il consueto periodo trimestrale del progetto delle regole tecniche da remoto che l’Italia ha sottoposto alla Commissione Europea e non essendosi presentata alcuna obbiezione da parte di qualche Stato membro, l’argomento diventa, quindi, di estrema attualità e ci si deve approntare anche a questo passaggio, sperando che sia foriero di movimentazione oltre che economica per gli operatori, anche per l’apertura del mercato e di interesse e coinvolgimento per gli estimatori di questo intrattenimento, compresi i migliori siti italiani di casino online. Sopratutto, però, bisogna ricordare che con questi nuovi apparecchi ne verrà limitato in modo efficace l’accesso dei minori poiché si dovrà introdurre la tessera sanitaria per giocare.

E non solo: infatti, sempre con le AWP da remoto potrà essere verificato il rispetto delle fasce di accensione da parte degli Enti Locali, nonché verranno inserite strategie tecnologiche per contrastare il gioco problematico a mezzo, per esempio, degli alert od addirittura con lo spegnimento automatico, qualora la “macchinetta” si trovi di fronte ad un giocatore spinto da troppa pulsione verso il gioco. Non si può certo dire che siano contrasti da non prendere nella dovuta considerazione: si agisce direttamente sull’apparecchio per “aiutare” coloro che non riescono a gestire troppo bene la “loro voglia di gioco” che come si sa, purtroppo, a volte può portare a spiacevoli ed indesiderate conseguenze. Nell’insieme, in ogni caso, il progetto sottoposto alla Commissione Europea comprende anche le caratteristiche tecniche per la produzione o l’importazione e le modalità di funzionamento di tali AWP da remoto: anche le norme di tipo amministrativo ed i termini per la loro definitiva entrata sul mercato previe ovviamente le procedure per la verifica tecnica degli apparecchi e la relativa certificazione delle schede.

Chi può pensare che questo nuovo tipo di AWP da remoto sia più “pericoloso” per la predisposizione al gioco dovrà ricredersi poiché i parametri di funzionamento non sono cambiati in relazione agli apparecchi che sono attualmente sul mercato: si sono mantenuti identici i limiti di importo delle giocate e delle vincite, come la durata del ciclo di giocate e l’utilizzo delle monete. Quest’ultimo è da considerarsi senz’altro un ottimo deterrente per impedire una spesa sostenuta per le partite che assolutamente viaggia a braccetto dell’altro “maggiore deterrente” che è l’impiego della tessera sanitaria. Infatti, senza tale documento viene a non concretizzarsi il funzionamento dell’apparecchio. Tutte regole e norme che sono state già rese pubbliche dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli che ha sottolineato più volte quanto potrà essere utile l’uso della tessera sanitaria per tenere sotto controllo, in modo particolare, l’uso degli apparecchi di gioco d’azzardo da parte dei minori.

Tale situazione oggi, può, “scappare dal controllo” anche se gli apparecchi sono situati in luoghi delimitati, ma che possono in ogni caso sfuggire all’attenzione degli esercenti: anche se ciò non dovrebbe accadere. Quindi, anche per quanto riguarda un migliore controllo degli utenti, con questi apparecchi da remoto sembra che il mondo del gioco abbia fatto un passo in avanti per tutelare la sua utenza. In modo particolare quella più giovane e, di conseguenza, tale inserimento sul mercato delle nuove apparecchiature dovrebbe essere visto come un miglioramento tra il rapporto gioco-utenza. Dovrebbe essere visto benevolmente anche da un Governo come quello attuale che vede il gioco d’azzardo “come il fumo negli occhi” e non fa nulla per nascondere questo sentimento così esacerbato nelle idee ma anche nei toni e nei comportamenti. Infatti, bisogna continuare a sottolineare quanta latitanza lo stesso Esecutivo Giallo-Rosso, ma anche quello precedente Giallo-Verde, mette in campo nel non adempiere alle promesse effettuate in più occasioni relativamente al riordino nazionale del settore ludico e che le imprese stanno aspettando con così tanta apprensione.

Ed appare anche superfluo continuare a ribadire che oggi solo con il riordino nazionale dei giochi, che risolverebbe in buona parte la vecchia “Questione Territoriale”, si potrebbe portare a nuova vita il settore ludico, le sue imprese ed i suoi operatori e, quindi, dare anche certezze sia a questi ultimi, ma anche alle entrate erariali che perdurando così le cose non riusciranno sicuramente ad arrivare alle casse dello Stato e non potranno, così, sostenere la Manovra 2020 nella quale sono state poste per la quadratura del bilancio statale. Almeno di questo l’attuale Governo dovrebbe finalmente rendersi conto, anche se continua a fare “orecchie da mercante” e far finta che il “suo gioco pubblico” continui ad andare bene così come è stato costretto a vivere proprio dalle normative così restrittive che sono state messe in campo dalle Regioni, ma indirettamente autorizzate proprio dallo Stato centrale. “A buon intenditor, poche parole”.

Pubblicato il: 4 Marzo 2020 alle 10:00

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