Chissà se si vedrà la fine della battaglia contro il gioco d’azzardo legale

battaglia al gioco azzardo legale in italia

Meno male che almeno dopo la tornata elettorale e per il referendum nelle ultime settimane si è parlato tanto di questo argomento e non come spesso accade del fenomeno del gioco e delle sue negatività che “quasi inevitabilmente” sembra che lo stesso convogli al sociale. Od almeno questo è il parere di una parte dell’opinione pubblica, della politica e di una parte dei parlamentari che vedono in questo settore soltanto una “devastazione” dell’umanità, non ritraendo però “la mano” quando di tratta di agguantare i pingui introiti che il mondo dei giochi porge alle istituzioni ed alle casse erariali per far quadrare i bilanci statali. Quindi, le trasmissioni televisive, recentemente, si sono occupate dei risultati regionali e di questo quasi annunciato pareggio della partita elettorale giocata abbastanza con disagio disciplinato da parte dei cittadini che, però, hanno risposto coscienziosamente al richiamo delle urne. Ma, a prescindere dal risultato di queste ultime, quello che emerge sempre in modo più pressante è che la popolazione vorrebbe dall’Esecutivo delle “risposte concrete” sia sul presente che sul futuro del Sistema Italia, particolarmente in relazione agli “aiuti” che il nostro Premier tanto declama e richiama, ma che tante volte non sono stati affatto raggiungibili.

Così come vorrebbe risposte la moltitudine di aziende suddivise nei diversi settori che aspettano, ed indipendentemente dal risultato delle elezioni, qualcosa di più delle parole seppur tranquillizzanti dell’attuale Esecutivo Giallo-Rosso: e tra tutte queste aziende anche l’industria del gioco, con i migliori casino in prima linea, vorrebbe sentirsi oggetto di “attenzioni istituzionali” special modo riguardo a quell’invocato riordino nazionale di tutto il settore ludico che non riesce più a gestirsi con le proprie forze e quasi senza alcuna risorsa indirizzata a questo comparto che, si continua a ricordare ancora, rappresenta comunque lo Stato ed il suo gioco. Sarebbe veramente giunta l’ora, infatti, di porre fine alla ritrita “Questione Territoriale” che solo una riforma del gioco potrebbe mettere in archivio con buona pace dei falsi moralisti, ma con estrema soddisfazione degli operatori ludici che non aspettano altro che ritornare a lavorare con un minimo di tranquillità e non sempre in ostaggio delle norme regionali.

Norme talmente assurde e controproducenti che non hanno fatto altro che far progredire il gioco illecito e farlo installare su tutto il territorio in assoluta e netta concorrenza con quello legale, unico gioco che dovrebbe avere il diritto di essere presente. Ora, dopo i risultati elettorali, non c’è più tempo solo per l’anti-politica molto ben frequentata e rappresentata dal Movimento Cinque Stelle che, dopo aver percepito indubbiamente un certo “scricchiolamento” alle basi dello stesso Movimento, dovrebbe rendersi conto che non è più il caso di percorrere le strade delle sue battaglie meramente ideologiche nei confronti del gioco d’azzardo che, in realtà, non hanno mai avuto un consenso straordinario come invece si andava a paventare, ipocritamente. Prova ne è che diversi territori che avevano seguito le rivendicazioni del M5S nei confronti del gioco pubblico, hanno dovuto fare un passo indietro e ritornare sui propri passi: questo poiché tutte quelle stesse norme che erano state applicate per seguite tali prese di posizione risultavano essere un vero disastro economico.

Sopratutto, un netto aiuto al gioco illegale che si era impadronito del mercato lasciato disponibile dall’assenza di quello lecito di Stato, ma norme che hanno anche avuto un risvolto rilevante per l’occupazione. Infatti, tante aziende di gioco si sono trovate nella condizione di chiudere i battenti e licenziare i dipendenti: e questo ha provocato senza dubbio un danno per la comunità e per lo stesso Sistema Italia che si trova con la sua industria del gioco in estrema difficoltà. E questo soltanto per seguire le idee populistiche che forse hanno anche avuto presa sugli elettori, ma che cominciano a cambiare forma ed intendimenti. Infatti, oggi, anche i profani che non conoscono il gioco d’azzardo e le scommesse sportive, conoscono ed hanno letto le notizie relative al divieto di pubblicità voluto dall’ex leader del M5S e sono venuti a conoscenza delle sue nefaste conseguenze. Ivi compreso il fatto che tale divieto totale non ha fatto altro che agevolare il gioco illegale e creare problemi, come già accennato, per l’occupazione e per i diversi territori.

E questa è solo una delle iniziative che sono state prese “contro il mondo del gioco” nel suo complesso e si spera che le elezioni portino almeno una “ventata di aria fresca” che allontani le vecchie e non più proponibili battaglie contro il settore ludico, le tante sue imprese ed i suoi lavoratori che ce la stanno mettendo tutta per restare a galla e fronteggiare una situazione disastrosa, anche se forse meno negativa di quello che si poteva pensare qualche settimana fa. Infatti, in ogni caso non ci i può dimenticare anche di una norma nazionale, seppur incoerente con il diritto costituzionale, relativa al famoso bollino “no-slot” esposta nei locali pubblici, quando le stesse “macchinette mangiasoldi” come vengono dispregiativamente chiamate proprio dal M5S, rappresentano un prodotto di Stato a mezzo di concessione.

Oggi, però, i Cinque Stelle dovranno pure rendersi conto che essendo alla seconda esperienza di Governo con possono più osteggiare i privilegi politici quando ne godono anch’essi, come delle scorte, le auto blu e le altre “scontistiche” di cui tutti i politici fanno “man bassa”! Chissà, quindi, se una presa di coscienza di questa loro posizione, insieme a quella di altri gruppi parlamentari, metterà una fine alle battaglie che più o meno velatamente si combattono contro il mondo del gioco che sta invece aspettando dallo Stato centrale qualcosa di positivo e non sempre norme restrittive, oppure distanziometri di vario tipo o fasce orarie di accensione. Come la popolazione aspetta certezze, rassicurazioni, conferme anche tutto il settore ludico avrebbe forse il diritto di sentirsi considerato almeno come qualsiasi altro settore di servizi, tutelato di fronte a tante ingiustizie, ed anche rispettato per gli introiti che riesce ad immettere nelle casse erariali: che non sono sicuramente pochi!

Pubblicato il: 15 Ottobre 2020 alle 10:00

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