Lotteria dello scontrino riproposta dal nuovo Governo

lotteria dello scontrino

Gioco, casino online, gioco ed ancora gioco: nulla cambia, anche con il Governo del Cambiamento si rincorre il gioco e quello che vi ruota attorno ed ecco ricomparire, come per incanto, nuovamente la “Lotteria dello Scontrino” che tanto aveva fatto discutere quando fu menzionata dal vecchio Esecutivo. Ora, anche il Governo Giallo-Verde rispolvera questa “vecchia trovata” (per fare cassa ancora con i giochi) e probabilmente la metterà in campo… per vedere che effetto che fa! Con l’avvicinarsi della fine dell’anno e con la manovra fiscale in corso d’opera ecco che il nuovo Governo sembra seguire i “vecchi” schemi e si guarda anche oggi con attenzione al mercato del gioco pubblico sino al punto da rispolverare come detto la “Lotteria degli Scontrini”, già disposta nel 2016 e mai attuata.

E la bozza del decreto fiscale collegato alla Legge di bilancio “scongiura” l’aumento delle accise, ma ritorna a guardare ancora al gioco. La quasi famosa “Lotteria degli Scontrini” a parte la citazione del 2016 era ancora prima stata disciplinata nel 2010 con tanto di norme tecniche inviate per l’approvazione della Commissione Europea, per poi essere non si sa in nome e per volontà di chi cancellata successivamente. Oggi, mentre sta prendendo forma uno dei pilastri della prossima Legge di Bilancio, il decreto fiscale collegato alla manovra, si comincia ad intravedere una presa in esame delle misure proposte dai recedenti governi (dalla rottamazione alla pace fiscale) ed uno sguardo particolare viene dato dall’attuale Esecutivo proprio alla parte che si riferisce ai giochi.

Certamente, visto che l’intervento verrà fatto dal Governo del Cambiamento qualcosa dovrà pur “cambiare, seppure solo nella nomenclatura”: infatti, non si parlerà più della “Lotteria degli scontrini” (visto che ciò appartiene al vecchio Esecutivo), ma si chiamerà probabilmente “Lotteria dei Corrispettivi” ed andrà in onda a far data dal 2020 anche perché tra le novità introdotte per il contrasto all’evasione ci sarà l’abbandono dello scontrino fiscale, sostituito da quello elettronico che andrà ad affiancare la fattura elettronica. L’idea della lotteria sarà legata ad uno sconto fiscale del 50% sul prezzo di acquisto di registratori di cassa telematici per la e-fattura e per la nuova lotteria: questo bonus verrà applicato direttamente dal venditore. Ovviamente, risulta assai curioso il fatto che il Governo Giallo-Verde proponga questa nuova lotteria, e proprio quella degli scontrini, che a suo tempo fu ampiamente criticata perché ritenuta uno strumento eccessivo per fare cassa sui cittadini invitandoli a spendere anche il resto della spesa o degli acquisti effettuati in vari generi. Ma questa è sempre l’Italia.

Quando evidentemente si arriva ad avere “in mano il potere” ciò che in campagna elettorale veniva criticato agli avversari politici si dimentica e diventa, successivamente, strumento reale ed effettivo per “far tornare i conti dello Stato”: d’altra parte è sempre stato così ed anche con il Governo del Cambiamento, probabilmente ben poco cambierà. Quindi nonostante i “nuovi” proclami sbandierati contro il gioco d’azzardo, l’attuale Governo “sfrutta una lotteria” per cercare nuove coperture per la Manovra Finanziaria che non ha pace e non ha obbiettivamente tanti proseliti. Ma per questo percorso che si intende intraprendere, forse, il nuovo Esecutivo dovrebbe essere sanzionato! Infatti, se il Decreto Dignità ha abolito ogni forma di pubblicità e promozione dei giochi d’azzardo con vincita in danaro, imponendo sanzioni a chi vìola la legge, il Governo dimostra di non aver ben compreso la portata dei diktat che lo stesso decreto contiene.

Altrimenti non si riuscirebbe a spiegare come possa solo pensare di mettere in campo una lotteria come quella dello “scontrino o del corrispettivo” (comunque si voglia chiamare), cercando di farla “passare inosservata all’attenzione dei cittadini”: inevitabilmente, trattandosi di una lotteria vera e propria e, quindi, di un gioco con vincita in danaro non potrebbe essere “promossa o pubblicizzata in alcun modo”. Questi sono i dettami del Decreto Dignità e dovrebbero valere per tutti. Ed, invece, l’esatto contrario sembra voler fare il neo Governo, promuovendo “la sua ultima trovata” in regime di politica economica “alla faccia” di volersi liberare del gioco d’azzardo e contraddicendosi nel modo più assoluto relativamente a “voler liberare la cittadinanza dal gioco patologico” elemento determinante ed ispiratore del discutibile provvedimento di divieto della pubblicità ai giochi.

Non si comprende per questa “Lotteria” come la si voglia “esonerare” da quanto previsto dal diktat del Decreto Dignità che sta arrovellando le menti degli addetti ai lavori del settore ludico che stanno cercando, da settimane, a provare a ridisegnare il proprio lavoro ed i propri programmi di investimento rispettando la nuova norma proibizionista. Forse significa che l’Esecutivo non ha compreso bene in fondo la norma messa in campo ed al rispetto di quest’ultima non può certamente opporre un classico, quanto discusso, “il Governo se ne frega” come opposto nei confronti delle norme comunitarie e frase che fa parte dello stesso vocabolario utilizzato da alcuni vice premier ed anche da taluni ministri.

Chi ha una buona memoria ricorderà, sicuramente, che nel tempo vi sono stati ripetuti tentativi di introdurre una lotteria similare da parte dei vari Governi che si sono succeduti: iniziativa che, è stata respinta in modo sistematico sia dal Parlamento che dall’opinione pubblica perché ritenuta superflua in un Paese, purtroppo, già è propenso al gioco d’azzardo. E non solo: questa forma di gioco (con vincita in danaro) era stata addirittura bloccata in fase di attuazione dai Monopoli di Stato perché giudicata “pericolosa”. Questo ci riporta anche un’altra anomalia che si può imputare al Governo Giallo-Verde: invece che proporre nuove soluzioni e politiche alternative e diverse da quelle dei Governi precedenti si ritrova a copiare l’uso di strumenti antichi e discutibili e questo sinceramente “alla faccia” del tanto conclamato cambiamento.

Pubblicato il: 27 ottobre 2018 alle 09:41

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