Il Parlamento Europeo si esprime sulla pubblicità ai giochi

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Era sin troppo evidente, e la meraviglia in caso contrario sarebbe stata tantissima, che il Parlamento Europeo non trovasse il modo di “esporsi” relativamente alla pubblicità al gioco ed ai casino online migliori: infatti, è stato proprio così e nell’aggiornamento delle norme Ue sui media audiovisivi se ne è parlato di pubblicità ed in modo anche esplicito. Il testo per l’aggiornamento è stato già concordato con i Ministri della Ue e corre l’obbligo di riferire che la risoluzione è stata approvata con 452 voti a favore, 132 contrari e con 65 astenuti. Siccome in questa istituzione Europea, come è logico che sia e come accade in tutte le principali istituzioni, vi sono degli “iter” da seguire, l’accordo deve essere ancora formalmente approvato dal Consiglio dei Ministri dell’Unione Europea prima che la legge possa entrare in vigore e gli Stati Membri hanno a disposizione 21 mesi dalla entrata in vigore del provvedimento per recepire le nuove norme nella legislazione nazionale.

Che dire? Si è certamente soddisfatti che anche il Parlamento Europeo abbia preso in carico la decisione di normare la pubblicità ai giochi, poiché è argomentazione di grande importanza particolarmente quando viene indirizzata ai giovani e giovanissimi che a mezzo degli strumenti tecnologici che ormai oggi tutti posseggono vengono bersagliati veramente da ogni dove con bonus e super-bonus e con “proposte indecenti” relative al mondo del gioco d’azzardo tanto da uscirne a volte coinvolti: e questo, naturalmente, non è bene. Si temeva anche che qualche riferimento all’italico divieto alla pubblicità dei giochi e delle scommesse contenuto nel Decreto Dignità venisse fatto e che quest’ultimo fosse oggetto di qualche negativa considerazione europea: così per il momento non è stato, visto anche che si è sempre dichiarato da questa struttura che gli Stati Membri sono autonomi nel gestire le rispettive legislazioni relative al gioco d’azzardo con le normative in essere nei loro Paesi. E sin qui, e sino a questo momento nessuno si è espresso in modo troppo “crudo” sull’operato studiato, voluto e messo in campo dal nostro vice premier penta-stellato Luigi Di Maio.

Ma, ritornando alla risoluzione del Parlamento Europeo, si può dire: che si può limitare la libera prestazione di servizi di pubblicità per motivi imperativi di interesse pubblico generale come per esempio un elevato livello di tutela dei consumatori a condizione, però, che tali limitazioni in questione siano proporzionate, giustificate e necessarie, conformemente alla giurisprudenza della Corte di Giustizia Europea. Uno Stato Membro dovrebbe adottare talune misure al fine di garantire il rispetto delle proprie norme relativamente alla tutela dei consumatori che non rientrano nei settori coordinati dalla direttiva 2010/13/Ue.

Però, le misure adottate da uno Stato Membro per far rispettare il regime nazionale, anche per quanto riguarda la pubblicità del gioco d’azzardo ed alle scommesse, dovrebbero essere senza dubbio giustificate ed, in ogni caso, proporzionate all’obbiettivo che si persegue e necessarie ai sensi della giurisprudenza della Corte Europea. Ma comunque, in ogni caso, uno Stato Membri ricevente non deve “adottare misure che ostino alla ritrasmissione, sul proprio territorio, di trasmissioni televisive provenienti da un altro Stato Membro”. In questa risoluzione c’è spazio, ovviamente, per i giovani ed il testo, quindi, evidenzia che l’esposizione a comunicazioni commerciali audiovisive connesse alla promozione del gioco d’azzardo dirette ai giovani devono rispettare rigorosamente le norme e questa parte della società deve essere efficacemente tutelata affinché non venga coinvolta nei rischi che il gioco può “far correre” se non adeguatamente approcciato.

E quando si parla di giovani, e nel contesto della loro massima tutela, a livello dell’Unione Europea e nazionale devono esistere vari regimi di autoregolamentazione o co-regolamentazione che hanno come scopo quello di promuovere il gioco d’azzardo responsabile: e questo deve esistere anche nelle comunicazioni commerciali audiovisive. É un argomento troppo importante per non tenerlo presente in qualsiasi normativa nazionale. In sintesi, si sono toccati i “punti dolenti” della pubblicità al gioco tenendo presente e sottolineando la tutela dei minori in quel contesto. I giovani fanno parte di quella schiera di soggetti sensibili ed a volte più facilmente influenzabili: ecco perché i vari regolatori ed il Parlamento Europeo si debbono adoperare per fare in modo che la pubblicità al gioco d’azzardo sia specifica e determinata nei loro confronti.

Tante volte gli Stati Membri si rivolgono alla Commissione Europea ed al Parlamento Europeo per dirimere alcune controversie “interne” e la Commissione Europea a volte si esprime dettagliatamente ed a volte in base alle varie regolamentazioni lascia gli Stati quali singoli detentori del potere delle loro leggi. Non si può, invece, che plaudire l’intervento del Parlamento Europeo in questa occasione, laddove tocca un tasto (quello della pubblicità) che dopo l’italico provvedimento del Decreto Dignità ha sollevato non poche considerazioni e riflessioni a livello europeo. Forse gli Stati Membri non conoscono bene la regolamentazione italiana, ma è parso nell’immediatezza che non possano condividere un decreto così totalitario di divieto.

Non si saprà mai se il Parlamento Europeo abbia quasi contestualmente espresso il suo parere con questa risoluzione e che questa si possa riferire all’italico divieto: certo è che la tempestività con la quale è venuto alla luce è da far porre delle riflessioni ai vari regolatori e probabilmente anche al nostro che dovrebbe leggersi il tutto molto bene e, se del caso, fare qualche piccolo passo indietro. Dubitiamo che questo possa accadere avendo imparato a conoscere il nostro vice premier penta-stellato, ma la speranza è l’ultima a morire: ed anche se il rapporto del nostro Paese con l’Europa è tutt’altro che idilliaco non è detto che questi dettami del Parlamento Europeo non siano “cosa buona e giusta” e che vadano in ogni caso seguiti da tutti gli Stati Membri, nessuno escluso od eccettuato.

Pubblicato il: 10 Nov 2018 alle 11:59

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