Il giudizio della corte dei conti sull’effetto espulsivo del gioco

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Ancora oggi, nonostante le attese, manca nell’analisi della Corte dei Conti relativa al Rendiconto Generale dello Stato, l’analisi sull’effetto espulsivo delle varie Leggi sul Gioco in vigore su tutto il territorio della nostra Penisola: non si può evitare quindi di darne risalto, poiché purtroppo lo stesso effetto espulsivo sta determinando le sue conseguenze non più solo in Piemonte, ma anche nella Provincia di Bolzano, in Emilia Romagna ed in Puglia. E nonostante alla stessa Corte si siano rivolti alcuni imprenditori, in numero cospicuo, per avere il parere relativamente alla normativa territoriale: quindi, diventa essenziale per la sopravvivenza del mondo dei giochi, ancora una volta, insistere sulla rilevanza dell’errore che vizia la quasi totalità dei distanziometri e del conseguente effetto espulsivo del gioco lecito. Anche se questo argomento appare sottovalutato dalle Autorità e forse ritenuto di poco conto.

E quando si parla di effetto espulsivo, non si può fare a meno di fare presente, come è stato fatto già in tantissime occasioni, che il medesimo apre effettivamente le porte all’offerta illegale, ma certamente non ottiene l’obbiettivo di frenare il gioco compulsivo. Si mettono solo in crisi da una parte le imprese di gioco di questo benedetto settore, naturalmente la parte legale di esso, i lavoratori che da anni vi lavorano e che vengono qualificati come “riserva di Stato” e, quindi, incaricati dallo stesso a rendere un servizio pubblico, e dall’altra parte non vengono assolutamente tutelati come dovrebbero. Ma, sopratutto, l’effetto espulsivo non va a tutelare il risparmio dei cittadini-giocatori e l’ordine pubblico: e non solo, disperde in modo tangibile il gettito erariale che l’Esecutivo negli anni aveva “contribuito ad alimentare”. Ma, probabilmente, anche questo non è da considerare da parte delle Autorità!

Si sottopone all’attenzione di chi di dovere il richiamo ai dati relativi alla raccolta lorda e netta relativa agli anni 2013, 2014, 2015, 2016 e 2017 che dimostrano, sostanzialmente, la inefficacia assoluta e sopratutto l’inadeguatezza dei provvedimenti adottati dalle Regioni e dagli Enti Locali messi in campo dal 2011 al 2017. Gli stessi comprendono, come sa perfettamente chi segue il mondo del gioco d’azzardo pubblico, i distanziometri, le fasce orarie e gli altri “stratagemmi” per allontanare ed espellere il gioco lecito dai territori. Quello che non si vuole tenere in considerazione, e che invece si dovrebbe fare per rispetto particolarmente all’occupazione, è la valutazione delle reali conseguenze che si potranno considerare solo successivamente: quando tutte le realtà esistenti si confronteranno con la entrata in vigore delle espulsioni delle apparecchiature da intrattenimento.

Ma quello che forse sarà preso in considerazione, sperando che a quel punto non sia veramente troppo tardi e gli interventi non serviranno più a salvare le imprese di gioco con i relativi operatori, è lo spostamento dei gettiti erariali del gioco da quello legale al gioco illecito: allora sì qualcuno si muoverà e ci saranno “pareri illustri” che constateranno questo disastro: ma forse a quel punto del gioco d’azzardo pubblico non vi sarà più neppure una traccia! É questo che si vuole? É questo il programma del nuovo Governo Giallo-Verde? É così che si vogliono tutelare i giocatori, il territorio, l’occupazione e le imprese?

Certamente, quello che si aspettava tutta la filiera del gioco legale aams, dall’inizio alla fine, era un intervento, un parere, una “illuminata” interpretazione dell’effetto espulsivo che mettesse finalmente tranquillità ad una situazione che di tranquillo a livello commerciale non ha proprio nulla. L’incertezza continua a “regnare sovrana” in un settore che lo stesso Stato, con le sue varie Autorità decentrate, dovrebbe forse più proteggere e più garantire visto che da più parti e da fonti autorevoli il settore ludico è stato indicato come una delle colonne portanti dell’economia del nostro bel Paese. Invece, non accade nulla di tutto questo e quando si spera di arrivare a qualche intervento “centrale”… ci si trova dinanzi al Decreto Dignità dove invece che “provvedimenti” a favore del gioco, ci si deve confrontare con un ulteriore divieto, ma questa volta indirizzato alla pubblicità ai giochi.

Le speranze riposte, quindi, nel Consiglio di Stato sono, al momento, svanite ed è per questo che le varie associazioni scenderanno ancora in campo per questa famigerata “legge territoriale” che viaggia su tutto il territorio nazionale sostenuta dai distanziometri e dalle fasce orarie, e tutto questo è stato, purtroppo anche “pagato” da alcuni territori nella sua deriva di negatività. Ma non è finita: come detto all’inizio di questo articolo, le conseguenze negative non sono ancora finite perché altre Regioni metteranno in atto “l’effetto espulsivo” prendendo spunto dalle “consorelle maggiori”, più impegnate in questi percorsi, e facendo propri i loro indirizzi proibizionistici.

E non rimane che stare con le “dita incrociate” augurandoci che questo non accada, ma con poche certezze nella mente: nel frattempo gli investimenti che sono stati fatti da imprenditori, operatori, produttori di giochi, si stanno vanificando… esattamente come non voleva l’accordo concordato e sottoscritto da tutti i protagonisti della Conferenza Unificata tra Stato, Regioni ed Enti Locali. Ma siamo in Italia, il Paese dove l’incongruenza alberga “con soddisfazione”: dove le promesse rimangono promesse ed i fatti, invece, tardano ad essere atuati. Tutto ciò che di positivo poteva essere contenuto nell’intesa sul riordino dei giochi a favore degli stessi non si manifesta, anzi. Il potere maggiore acquisito dagli Enti Locali, sempre dallo stesso riordino, sta ottenendo esattamente l’effetto che il gioco non voleva: ora le istituzioni de-centralizzate possono senza dubbio fare il “buono ed il cattivo tempo” sulle attività ludiche: decretarne “la vita o la morte commerciale” senza sentirsi in difetto, ma agendo per conto dello Stato.

Pubblicato il: 26 luglio 2018 alle 11:19

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